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L'innovazione made in Italy sbarca a Shangai 2010
L’Italia parteciperà all’Expo con un Padiglione ispirato, da un lato, alla tradizione delle città italiane, capaci di evolvere e di mantenersi vitali attraverso i millenni conciliando la tutela dell’eredità storica con le sfide della modernità, e, dall’altro, alla dimensione culturale della città che costituisce il collante della società e favorisce lo sviluppo del ‘vivere all’italiana’.

Inoltre, il nostro Paese parteciperà anche all’iniziativa ‘Expo-on-line’: una versione virtuale della manifestazione che riprodurrà e svilupperà sul web i contenuti del padiglione. Nel corso dei sei mesi di durata dell’Esposizione saranno inoltre organizzati eventi di natura culturale, artistica, espositiva, seminariale, eccetera, intesi a presentare le eccellenze italiane che abbiano attinenza al tema generale della qualità della vita nelle aree urbane. 
Tra questi, una mostra ‘l’Italia degli innovatori’, dedicata proprio alla creatività tecnologica ‘made in Italy’. L’iniziativa, è stata presentata il 28 gennaio, dal Ministero della pubblica amministrazione e innovazione e il Commissariato generale dell’Expo 2010, che hanno siglato un protocollo d’intesa che prevede oltre alla realizzazione della mostra per la narrazione delle eccellenze tecnologiche italiane, la partecipazione a eventi seminariali e convegnistici e la promozione di rapporti istituzionali con potenziali interlocutori cinesi e internazionai.
“Oggi la maggior parte dei prodotti è Made in China, ma ancora oggi molte innovazioni sono Thought in Italy. Con questo spirito, l’Italia presenterà a Shanghai la mostra ‘l’Italia degli innovatori’, che porterà a conoscenza del pubblico cinese le più importanti innovazioni italiane”, ha commentato Antonio Cianci, consigliere del Ministero per l’Innovazione italiano e curatore della mostra.
L’iniziativa ha il fine di sollecitare imprese, università, istituti di ricerca e parchi scientifici e tecnologici a segnalare proprie innovazioni al fine dell’inserimento nella mostra tematica. Le innovazioni selezionate saranno, inoltre, oggetto di seminari tematici, di incontri con interlocutori locali, di attività di comunicazione appropriate (informazioni sui media, sul web, nell’Expo virtuale, in pubblicazioni multilingua).
“Una recente ricerca condotta su mille prodotti di largo consumo, l’Italia è leader mondiale nel 30% dei casi. È per questo motivo che un paese piccolo come il nostro, con soli 50 milioni di abitanti, pari alla somma degli abitanti di Shanghai e Pechino, produce un Pil pari a un terzo di quello della Cina - ha proseguito Cianci -. Crediamo che Italia e Cina, debbano lavorare insieme nei settori dell’innovazione della tecnologia: l’Italia per la sua grande capacità di creare innovazione, la Cina perché ha raggiunto un livello di grande eccellenza tecnica. Insieme, innovazione italiane e eccellenza tecnica cinese possono essere una nuova chiave di lettura dei prossimo futuro”.
L’Italia è un paese di grandi innovatori, cui dobbiamo molte delle tecnologie cui siamo abituati. Sono italiane la maggior parte delle invenzioni che hanno caratterizzato il mondo moderno. Si pensi al telefono, inventato dall’italiano Antonio Meucci, alla radio, inventata a Bologna da Guglielmo Marconi, alla pila elettrica, inventata da Alessandro Volta, al motore elettrico, che ha rivoluzionato il mondo, inventato da Galileo Ferraris, al motore a scoppio, inventato nel 1853 da due tecnici italiani, Eugenio Barsanti e Felice Matteucci, al pianoforte, inventato da Bartolomeo Cristofori. E ancora l’elicottero, inventato da Enrico Forlanini e perfezionato da Corradino D’Ascanio, inventore qualche anno dopo anche del primo scooter, la Vespa. Ma anche la macchina per fare il caffè, realizzata da Alfonso Bialetti, il pc, inventato da Pier Giorgio Perotto per la Olivetti e ancora oggi esposto a New York come esempio di design e tecnologia, alla scheda telefonica ricaricabile, inventata da Mauro Sentinelli di Telecom Italia, all’mp3, inventato da Leonardo Chiariglione, ingegnere di Telecom Italia Lab, al primo microprocessore, progettato e realizzato dall’italiano Federico Faggin nel 1970 presso quella che, allepoca era una piccola azienda americana, la Intel. L’elenco è lunghissimo e comprende anche i grandi scienziati italiani, come Enrico Fermi, il fisico italiano che scoprì l’energia atomica e Giulio Natta che, inventando la plastica (il polipropilene) diede via alla rivoluzione della società dei consumi.

“L’Italia è nota in Cina per il design, per i prodotti di lusso e per il suo lifestyle - ha affermato Maria Assunta Accili Sabbatini, segretario generale del padiglione italiano all’Expo di Shanghai -. Il nostro obiettivo è fare conoscere ai cinesi e a tutto il pubblico dell’Expo di Shanghai, un’altra Italia, fatta di tecnologia di altissimo livello, di innovazioni di avanguardia anche in settori che spesso si pensa che siano di appannaggio di altri paesi, ma che vedono l’Italia leader nel mondo. Il progetto ha un respiro più ampio ed è il primo passo di una politica di promozione dell’innovazione italiana. Vuole dare visibilità internazionale all’eccellenza tecnologica italiana, spesso nascosta e poco visibile a livello istituzionale, creando un evento che si aggiunge agli altri che il Commissariato italiano per l’Expo ha programmato in questi mesi con lo scopo di mettere in vetrina l’Italia migliore e cominciare a fare un primo censimento delle eccellenze presenti nel nostro paese al fine di valorizzarle”.

