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La Maison Perrier-Jouët torna al MiArt

L’innato dna artistico della Maison anima la Fiera Internazionale d’Arte Moderna e Contemporanea con la 'Vip Lounge Perrier-Jouët'.

Dal 26 al 29 marzo a Milano in occasione del MiArt, la Maison Perrier-Jouët dedica a tutti gli appassionati d’arte, collezionisti e galleristi, un’esperienza estetica esclusiva.

Per tutta la durata dell’evento, all’interno del padiglione di Arte Contemporanea, la Maison è presente con la 'Vip Lounge Perrier-Jouët': un’atmosfera intrisa di arte e gusto, dove immergersi e degustare lo champagne icona di creatività, prestigio e rarità. Joie de vivre e rimandi colti resi vividi e contemporanei dalle opere dell’artista svedese Barbro Andersson.

perry copia.JPGFin dai suoi esordi la Maison Perrier-Jouët fondata nel 1811 a Epernay, nel cuore della Champagne, si è legata all’arte, raccogliendo, promuovendo e intrecciando molteplici percorsi creativi e culturali.
Un’identità artistica che affonda le sue radici nel lontano 1902, anno in cui Emile Gallé, maestro vetraio dell’Art Nouveau, decorò con i celebri anemoni la bottiglia della Cuvée Belle Epoque, che ancora oggi è e rimane un vero capolavoro dal fascino atemporale.
L’originale è custodita nella sede della Maison ad Epernay in Avenue de Champagne; qui si trova una delle più grandi collezioni private di opere dell’Art Nouveau: oltre 200 pezzi – tavoli, sedie, lampade, vasellame, letti, armadi – firmati dai Maestri di questo movimento: Gallé, Majorelle, Rodin, Daum, Lalique, Massier, Barrias, Willette, Guimard.
L’esprit culturale della Maison va oltre e si espande, al di là delle persone, nei luoghi simulacro di cultura e negli eventi più importanti, sempre sulla rotta dell’arte. Dalla Royal Opera House all’Art Basel di Miami, dal Teatro alla Scala al MiArt.

Si inserisce in quest’ottica anche il volume 'The Art of Vintage. An aesthetic odissey through 20 vintage Perrier-Jouët champagnes' edito in Italia da Mondadori Electa. Un affascinante viaggio nell’arte, nella storia e nell’universo femminile, sviluppato intorno alle 20 mitiche annate della Cuvée Belle Epoque, dal 1825 al 2002. La Maison ha coinvolto in questo ambizioso progetto la giovane fotografa giapponese Makiko Takehara che ha interpretato e filtrato, attraverso la propria sensibilità artistica, il sapore di ogni vintage, narrandone l’identità, svelandone il temperamento, trasmettendone l’emozione.