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La ricetta MPI Italia Chapter per gli eventi sicuri

Focus del seminario, svoltosi il 22 novembre a Roma, curato dall’education committee di MPI Italia Chapter, le aree di rischio nei rapporti tra le parti coinvolte nell’organizzazione e nella fruizione dei meeting. L'appello: considerare imprescindibili le polizze assicurative anche nell'organizzazione degli eventi.

Da MPI Italia Chapter un appello a tutti gli organizzatori di eventi. Per garantirne la sicurezza è necessario selezionare solo fornitori assicurati e stipulare polizze-base, anche se non obbligati dalla legge in quanto privi di licenza turistica, estendendole di caso in caso alle fattispecie di rischio interessate dai singoli eventi.

Queste le conclusione e alcuni degli argomenti trattati durante il seminario 'Cosa rischio? – Tutto quello che c’è da fare per dormire tranquilli!', tenutosi martedì 22 novembre allo Starhotels Metropole di Roma. Curatp dell’education committee di MPI Italia Chapter, coordinato da Mike van der Vijver, l'incontro ha consentito di individuare le aree di rischio nei rapporti tra le parti coinvolte nell’organizzazione e nella fruizione dei meeting.

marina.JPGLa relatrice Marina Censori, di Assicapital group, agente generale di Milano Assicurazioni, attraverso l’illustrazione di alcuni casi (su catering, incentivi e location) ha spiegato l’applicazione della teoria del 'sinistro' a possibili fattispecie ricorrenti nell’industria degli eventi.

Le professionalità coinvolte in un evento sono numerosissime (catering, allestimenti, transfer ecc), e il responsabile ultimo verso il committente è sempre l’organizzatore. Come ci si può tutelare da questi rischi evitando al contempo la stipula di una polizza dai costi insostenibili?

Molte problematiche sono prevenibili, nell’ambito della contrattualizzazione dei servizi successiva al sopralluogo iniziale. Dev’essere fissato nero su bianco, con precisione, tutto ciò di cui si ha bisogno. In generale, poi, il segreto sta nell’affidarsi a service e a fornitori coperti assicurativamente. Ciò costa di più all’organizzatore, ma gli dà la possibilità di rivalersi su di essi in caso di sinistri di cui possa essere loro attribuita la responsabilità diretta.

Rivolgersi a un fornitore privo di copertura assicurativa è estremamente rischioso, perché la mancanza di un’assicurazione potrebbe essere il segno di un assetto aziendale losco. Un supplier non assicurato potrebbe rivelarsi alla prova dei fatti un vero o falso nullatenente sul quale eventuali procedure legali monitorie (decreti ingiuntivi) non sortirebbero alcun effetto. E a dover pagare i danni, a quel punto, non resterebbe che l’organizzatore. Con conseguenze gravissime, talora letali, sulla sua attività.

C’è anche un’altra soluzione. Ogni professionista in possesso dei requisiti di legge che lo abilitano alla vendita e all’organizzazione di pacchetti turistici deve stipulare una copertura assicurativa per la Responsabilità Civile Professionale, ma tale copertura – oltre a non essere accessibile agli organizzatori di eventi privi di licenza turistica – non è adeguata alle tipologie di rischio a cui ci si espone nel sempre più articolato e complesso svolgimento del lavoro. Pertanto è consigliabile che tutti, anche i professionisti privi di licenza turistica, si dotino di una polizza-base, e che la estendano, di caso in caso, alle fattispecie di rischio interessate dai singoli eventi.

In sintesi, il giusto approccio è quello di fare, prima di ogni evento, un'accurata analisi del rischio, scremando i fornitori assicurati da quelli che non lo sono, sottoscrivendo una polizza-base e verificandone l’opportunità di un’estensione ad hoc.