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MUSE, l'importanza di investire in cultura. In attesa dell'opening del museo trentino...
Cultura, investimenti e progetti innovativi all’interno della comunità. Sono questi i punti cardine emersi dalla conferenza stampa in diretta a rete unificata svoltasi oggi da tre città ad alto tasso culturale: Trento, Venezia e Bologna. L’occasione è il lancio del MUSE, il nuovo Museo delle Scienze di Trento, che tra 22 giorni aprirà le porte. Un format innovativo che ha messo in comunicazione tre realtà accomunate dalla fiducia nei progetti culturali come modelli per la promozione del territorio.
La cultura come volano economico e veicolo per traghettare l’Italia fuori dalla crisi: questo il tema che il MUSE, il nuovo museo delle Scienze di Trento che inaugurerà il prossimo 27 luglio (vedi notizia correlata a fondo pagina), ha lanciato sulla rete durante la conferenza stampa in live streaming di oggi che si è svolta in contemporanea in tre diverse città, Trento, Venezia e Bologna.
Un tema complesso, che ha visto l’intervento, oltre che del direttore del MUSE, Michele Lanzinger, anche di Gabriella Belli, direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e di Fabio Alberto Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae Musei nella Città di Bologna.
Tre città con tre approcci museali diversi, ma con la stessa fiducia nell’importanza della cultura e nel ruolo di responsabilità che questa ricopre nella rinascita del nostro Paese.
Un riscontro immediato, migliaia di contatti grazie ai rilanci del circuito altratv.tv e grandi network che hanno aderito alla Diretta a Rete Unificata (tra cui: ansa.it, adnkronos.com, corriere.it, lastampa.it, ilsole24ore.com,Tg3 web, corriereinnovazione.it, unità.it, tiscali.it, affaritaliani.it, l’adige.it, trentinocorrierealpi.it, corrieredelveneto.it, nuovavenezia.it, llrestodelcarlino.it, quotidiano.net).
L’emozione della vigilia si percepisce subito nelle parole del direttore del MUSE, Lanzinger, che dalla sala consigliare del Palazzo della Provincia Autonoma di Trento ha espresso tutto il suo entusiasmo in attesa del 27 luglio, giorno in cui il MUSE sarà finalmente dato alla città: “Un progetto ambizioso, che si inserisce nel contesto di un territorio da sempre pronto a investire sulla ricerca scientifica e sulla cultura”.
Le parole chiave del nuovo MUSE saranno innovazione, formazione, storia, ma anche sostenibilità: “La centralità della natura: questo il perno di tutto il progetto MUSE", ha sottolineato Lanzinger, che poi ha ricordato come questa caratteristica sia stata alla base del dialogo tra cultura e architettura, interpretato alla perfezione dal progetto di Renzo Piano, che ha firmato la struttura che accoglierà le varie sezioni del museo. “Con Renzo Piano è stata una vera e propria co-produzione e sarà un onore averlo con noi il giorno dell’inaugurazione”.
Gli auguri per la nuovissima apertura arrivano anche da Venezia, dove Belli, direttore della Fondazione Musei Civici, ha ricordato come “i Musei Civici siano un miracolo dell’imprenditoria culturale”, ma anche una “grande responsabilità nei confronti della città e dell’intera nazione: il nostro sforzo è dedicato a conservare e valorizzare i beni artistici che questa città ha da offrire ai visitatori”.

Una responsabilità che sente anche Fabio Alberto Roversi-Monaco, presidente di Genus Bononiae Musei nella Città, la fondazione che ha creato nel capoluogo emiliano-romagnolo un vero e proprio percorso museale urbano. “Chi investe in cultura come noi – ha sottolineato il professore – è purtroppo ancora un’eccezione, nonostante siano proprio i progetti culturali la vera forza del nostro Paese”.
L’obiettivo quindi è avvicinarsi agli standard internazionali: “All’estero sono ancora superiori a noi, ma noi possiamo tranquillamente essere all’altezza dei grandi complessi museali stranieri, non solo per il patrimonio, ma anche per le persone. E il nostro Governo dovrebbe puntare su questo per uscire dalla crisi”.
Michele Lanzinger ha chiuso la conferenza dando appuntamento al 27 luglio e ricordando come “questo format innovativo ci ha permesso di essere in contatto con il mondo della rete, mettendo in gioco tante tecnologie. E perché no, ci ha fatto risparmiare CO2 e anche questo per noi è importante”.
Investire sulla cultura è una scelta lungimirante, come dimostra il Rapporto annuale di Federculture dal titolo significativo 'Cultura e sviluppo. La scelta per salvare l’Italia', che sottolinea una crescita della spesa delle famiglie per cultura e ricreazione nonostante la crisi economica. Una scelta intelligente che il Trentino ha fatto da tempo. Complessivamente, tra istituzioni pubbliche e università, investe annualmente circa 150 milioni di euro nella ricerca e nello sviluppo, con un sistema di facilitazioni per le aziende che non ha concorrenti in Europa.

