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Nuove prospettive nell'ambito dei contratti di lavoro per la Meeting Industry

Federcongressi&eventi ed MPI Italia Chapter hanno tenuto congiuntamente, a Catania, il 29 aprile, un seminario sulle tipologie contrattuali per i lavoratori occasionali, col patrocinio di Federalberghi Sicilia e il sostegno di Fiavet Sicilia. Innovativa una proposta emersa durante il dibattito circa un “titolo di legge” apposito per gli organizzatori di eventi.

Con il patrocinio di Federalberghi Sicilia e il sostegno di Fiavet Sicilia venerdì 29 aprile, presso il Romano Palace Luxury Hotel di Catania, Federcongressi&eventi e il Capitolo Italia di MPI (Meeting Professionals International) hanno tenuto un seminario dal titolo Lavoro: le norme ci sono, usiamole.
Sono intervenuti l’avvocato del lavoro Franco Andronico, il direttore della locale agenzia Inps Michele Cannatella e il consulente del lavoro Carmelo Grosso. Ha moderato Ivana Termine, consigliera direttiva di MPI Italia e coordinatrice dell’evento, mentre le conclusioni sono state affidate al socio Mauro Zaniboni, responsabile di Federcongressi&eventi per la fiscalità di settore.
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Le tipologie contrattuali
Il seminario ha fornito un'ampia panoramica delle problematiche della contrattualistica in genere – soprattutto di quella relativa alle collaborazioni occasionali o per brevi periodi – con particolare riferimento alla meeting industry.
Sono state dapprima esaminate le tabelle con cui raffrontare gli stipendi con le varie tipologie contrattuali. L’avvocato Andronico ha dato una panoramica sui contratti, dicendo che essi sostanzialmente dipendono dalle categorie di appartenenza dell'impresa (Federturismo, Confcommercio e Confesercenti) e che comunque necessitano anche del riconoscimento delle organizzazioni dei lavoratori più rappresentative (sindacati). Il dirigente Inps ha poi posto l'accento sul codice statistico contributivo e sul C.A., cioè sul codice attività di registrazione delle aziende in Camera di Commercio, da cui si determinano i contratti.

La Legge Biagi
Dopo si è entrati nei dettagli del lavoro di hostess, steward e camerieri, cioè delle tipologie dei lavori a giornata (fino a 3 giorni consecutivi) e il consulente del lavoro ha fatto una panoramica degli adempimenti contratto per contratto: a chiamata, voucher, collaborazione occasionale e “mini co.co.co.”.
Il dirigente Inps ha fatto presente di non riconoscere il contratto di collaborazione autonoma occasionale con ritenuta d'acconto, perché questa tipologia di collaborazione non può mai essere considerata “autonoma”, ma sempre coordinata e legata a orari predefiniti di lavoro, e in ciò s’è detto d’accordo anche il consulente del lavoro Grosso. L’avvocato Andronico ha rilevato altresì come nella legge Biagi questo contratto sia stato come dimenticato, perché non ha chiarito se il lavoro autonomo può essere parasubordinato, e dunque c'è anche ragione di ritenerlo non attuabile in un caso come quello delle hostess, che non si capisce se possano configurarsi come “autonome” neppure quando hanno partita Iva, perché indossano una divisa, hanno orari precisi, insomma recano in se stesse elementi che ne potrebbero configurare il rapporto di lavoro come subordinato (e di conseguenza consentir loro di ottenere, in seguito a sentenza di tribunale, un’assunzione a tempo indeterminato).
Si è fatto un cenno al quadro europeo, che è sostanzialmente più flessibile, in quanto è vero che si assumono tutti a tempo indeterminato, ma per i primi tre anni è possibile il licenziamento senza giusta causa. E in Italia in tal senso c'è la proposta di legge Iachino, condivisa anche da Montezemolo. È stato citato Marchionne, che ha dovuto togliere la Fiat da Confindustria per proporre ai lavoratori un contratto fuori dalle confederazioni.

La proposta dell’avvocato Andronico
È poi emersa – molto interessante – la proposta dell’avvocato Andronico, il quale sostiene che gli organizzatori di eventi dovrebbero utilizzare un unico contratto di lavoro e su quello poi chiedere al Ministero del lavoro che si crei un apposito titolo con apposite norme e deroghe al contratto quadro per le attività tipiche del Pco.
Ciò trarrebbe la categoria “fuori dai pasticci”, ripensando alle volte che un organizzatore fa un contratto a una hostess e questa il giorno del congresso dà forfait, magari anche per motivi fondati (malattia ecc), e lui si trova costretto a chiamare last minute un'altra ragazza la quale di fatto lavora in nero, perché la comunicazione all'Inps per legge (norme sul lavoro) va fatta il giorno prima. Questo fatto, ogni volta che si verifica (e si verifica), rende i Pco passibili di una sanzione per lavoro nero e per mancato adeguamento alle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro: in totale fino a 12.500 euro più l'assunzione obbligatoria della persona trovata a lavorare in nero.
Sarebbe opportuno che anche i Pco avessero un titolo di legge a salvaguardarli da questi casi. I ristoranti per esempio l’hanno già: per i camerieri presi last minute (tipico il caso dei matrimoni) la comunicazione all'Inps può essere fatta fino a tre giorni dopo l’inizio della collaborazione.
A livello pratico l’utilizzo dei voucher per lavoro occasionale accessorio potrebbe essere una soluzione pratica e immediata.
L’avvocato Andronico si è stupito che come categoria i Pco non abbiano nulla che li cauteli, si è raccomandato vivamente che si interessino in tal senso e, su domanda di
Mauro Zaniboni, ha confermato la sua disponibilità a occuparsene per conto delle associazioni di categoria.