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Nuove strategie di sviluppo del Gruppo Kempinski
Leonard Cohen nominato Chief Development Officer. Le ambizioni del gruppo sono globali anche se al momento la politica di sviluppo è concentrata in Europa. Una volta consolidato il portfolio delle proprietà nel vecchio continente, il gruppo ha intenzione di espandersi verso nuove destinazioni come New York, Tokyo, Hong Kong, Singapore e Johannesburg.
Negli ultimi cinque anni gli alberghi del Gruppo Kempinski sono cresciuti a un ritmo sostenuto: fino al 2004 erano 39, mentre oggi hanno raggiunto le 61 unità. Grazie a contratti di gestione già siglati, entro il 2012 il gruppo si aspetta di superare quota 100 con nuove aperture in Qatar, Oman, Namibia, Ghana, Tailandia solo per citare alcune località.
Allo stadio di sviluppo attuale, il gruppo Kempinski può permettersi di essere ancor più selettivo nella scelta dei nuovi hotel da inserire nel proprio portfolio. Allo stesso tempo è perfettamente consapevole del fatto che vi siano alcune località chiave dove semplicemente il cliente si aspetta di trovare un Hotel Kempinski. Le ambizioni del gruppo sono globali anche se al momento la politica di sviluppo è concentrata principalmente in Europa. Una volta consolidato il portfolio delle proprietà nel vecchio continente, il gruppo ha intenzione di espandersi verso nuove destinazioni come, ad esempio, New York, Tokyo, Hong Kong, Singapore e Johannesburg.
Per questa ragione Kempinski ha voluto al suo fianco, in qualità di Chief Development Officer (Responsabile dello sviluppo aziendale), Leonard Cohen (nella foto), specialista nella strutturazione di operazioni di investimento nel settore alberghiero, entrato a far parte del gruppo all’inizio del 2009. Laureato a Princeton ed ex allievo della Goldman Sachs, Cohen ha una radicata esperienza nel campo degli investimenti diretti e della gestione dei global funds, ma anche nelle attività legali e finanziarie ad esse correlate. Il settore Sviluppo lavorerà attivamente sulle principali destinazioni già identificate, al fine di trovare il più idoneo punto di penetrazione per Kempinski.
In questo periodo di crisi economica, molti proprietari alberghieri devono affrontare pesanti difficoltà finanziarie e resistere alla pressione che li indurrebbe a vendere. Al tempo stesso assistiamo al crollo dei costi delle nuove costruzioni e alla penuria di nuovi progetti. In questo senso la crisi offre agli investitori che dispongono di liquidità l’opportunità di acquistare vantaggiosamente immobili di prestigio. Per questo, nonostante il modello di business della Kempisnki continui a essere focalizzato sulla gestione alberghiera e non sulla proprietà, parte della sua nuova strategia è quella di lavorare in partnership con alcuni degli attuali proprietari più vicini al gruppo, al fine di valutare le opportunità dal punto di vista del compratore. Gli investitori forniscono il capitale, Kempinski mette in campo la sua esperienza operativa ed insieme valutano il mercato.
Con l’incrementarsi del portfolio, Kempinski sarà, se possibile, ancora più selettivo dato che il suo obiettivo principale è la qualità, non la quantità. Nei mesi a venire, grazie ai contratti di gestione che continuerà a siglare in tutto il mondo, il gruppo sarà in grado di valorizzare e consolidare il proprio marchio, aumentando il valore delle azioni e mantenendo inalterata quella che per i clienti è un'esperienza unica.

