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Paolo Zona parla di interessi ed etica al Forum Cernobbio

Dal palco del Forum di Cernobbio il Presidente di Federcongressi&eventi esorta gli operatori sanitari a una piena presa di coscienza del valore etico e formativo del sistema che con tanta fatica, in quasi 10 anni, l’Italia ha saputo darsi a tutela delle esigenze di aggiornamento dei medici e di finanziamento della ricerca scientifica.

La settimana scorsa, a Cernobbio, nell’ambito del terzo Forum ECM (Educazione continua in medicina), s’è fatto il punto sullo stato dell’arte della normativa, giunta ormai a regime nella sua versione definitiva. Secondo Riccardo Vigneri, componente della Commissione nazionale ECM, i provider accreditati – il 10% dei quali sarà sottoposto, nel corso dell’anno, a controlli random – sono oggi poco più di 800, contro i 10mila organizzatori che accreditavano eventi ai sensi delle regole precedenti. Le domande ancora in corso di valutazione sono 505, quelle da perfezionare 1.028 e quelle rifiutate 149. Dal dettaglio dei dati si deduce che i provider privati costituiscono l’87,1% del totale.

Il Presidente di Federcongressi&eventi Paolo Zona, intervenendo alla sesta sessione (dal titolo Provider e Sponsor: il contratto tra interessi ed etica) insieme al Vice-Zona_Paolonuova.JPGPresidente di Farmindustria Francesco De Sanctis e al Presidente di Assobiomedicali (una delle associazioni federate in Assobiomedica) Luigi Boggio, ha così dichiarato: «Il contratto di sponsorizzazione è l’atto finale di un percorso che provider e sponsor effettuano per esprimere formazione di qualità sostenibile economicamente. Si tratta di salvaguardare interessi legittimi in un quadro di responsabilità chiare.
I 21mila eventi residenziali ECM accreditati nel 2011, in netto calo rispetto a quelli espressi dalla precedente normativa, mostrano che il primo obiettivo (la qualità) è stato raggiunto. Ma per il secondo c’è ancora da lavorare. Da un lato queste cifre fanno intuire una riduzione importante dei finanziamenti nel mondo farmaceutico e biomedicale, e dall’altro la provenienza di questi finanziamenti, al 90% circa – come risaputo – privata, attesta il grande sforzo che tutti dobbiamo compiere se vogliamo salvaguardare l’etica del sistema formativo. Il percorso che con le associazioni di settore abbiamo iniziato anni fa è la strada più sicura per raggiungere il dovuto equilibrio deontologico nella salvaguardia degli interessi di ciascuno e della collettività».

«Stiamo lavorando a che questo sistema confermi, e se possibile accresca, quello che già possiede, ossia un elevato grado di serietà e autorevolezza a beneficio di ciascuna parte in causa: provider, sponsor e in special modo operatori sanitari, che sono poi gli utenti finali della formazione. C’è un regolamento applicativo estremamente dettagliato che fa fede di ciò, ma che gli operatori conoscono poco. La scarsa consapevolezza degli elementi fondanti della ECM è la ragione di comportamenti che possono mettere in difficoltà provider e sponsor (i quali invece il regolamento lo conoscono per forza). Desidero dunque incoraggiare i discenti, di ogni livello e specialità, a prendere coscienza dell’importanza e della credibilità della ECM di oggi».