Mice

Peres: "L'Italia si muova o perderà opportunità per far crescere il business congressuale"

L’appello del Presidente dell’OCSE Turismo, intervenuto alla sessione di apertura della settima Convention nazionale di Federcongressi&eventi, è giunto al termine di una lucida analisi, ricca di dati, sul turismo business nel mondo e sul posizionamento dell’Italia nel ramo congressuale. «Il convention bureau nazionale è un tassello fondamentale», ha aggiunto.
E’ in pieno svolgimento la settima Convention nazionale di Federcongressi&eventi, presso Terminal 103 di Marittima (Venezia). 
Questa mattina il Presidente Mario Buscema ha aperto la fase formale dei lavori dopo un breve saluto di Roberto Perocchio, Presidente di VTP events, la società che gestisce la location. Il presidente Buscema si è brevemente soffermato sul grandissimo contributo allo sviluppo, alla ripresa economica e all’occupazione che il comparto congressuale italiano può fornire. «Partiamo da un patrimonio ineguagliabile di bellezze culturali», ha affermato «ma dobbiamo in parallelo offrire ai nostri interlocutori mondiali garanzie di affidabilità e sicurezza. Dobbiamo impegnare tutte le nostre energie per sfruttare le tecnologie, investire sui giovani e allearci per puntare, insieme, su tutti i mercati, maturi ed emergenti. Dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze nello stile e nel food, favorire gli accessi ai nostri musei e siti archeologici. E dobbiamo riscoprire l’accoglienza, che è uno dei nostri valori fondamentali». 

Questi concetti sono stati ripresi e approfonditi dal Professor Armando Peres, Presidente del Comitato Turismo dell’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Peres.jpgSviluppo Economico), che ha tenuto una seguitissima prolusione sul turismo congressuale nel panorama internazionale e italiano. «Il turismo internazionale sta attraversando un trend di crescita deciso, costante e di lungo periodo. Questa evidenza è in atto già a partire dal 1980 e ci si attende sia sostenuta anche nel prossimo ventennio. Siamo arrivati nel 2010 a 940 milioni di arrivi internazionali nei cinque continenti, e si prevede che nel 2020 si arriverà a 1,4 miliardi e nel 2030 a 1,8 miliardi. Dal 2000 al 2012 gli arrivi turistici internazionali a livello mondiale sono cresciuti del 53%. In Italia nello stesso periodo la crescita è stata solo del 12%. Da qui al 2030 l’UNTWO (l’Organizzazione mondiale per il turismo) prevede che gli arrivi internazionali nel mondo continueranno ad aumentare a un tasso annuo del 3,3%. A noi italiani però si prospetta di beneficiare di questa importante crescita in maniera molto modesta. Il turismo business è un settore molto particolare, che da solo assorbe il 24% del business di tutto il turismo (fonte: World Travel & Tourist Council, 2013). E’ un segmento dai contorni sfumati e di difficile quantificazione a causa delle diverse tipologie che lo compongono (viaggi d’affari, convegni, congressi, eventi corporate, incentive). Moltissimi piccoli eventi sfuggono alle rilevazioni. Le statistiche internazionali si limitano a rilevare gli eventi congressuali di grandi dimensioni. I grandi eventi internazionali (oltre mille persone) sono cresciuti negli ultimi anni di oltre il 5%, mentre il settore dei piccoli eventi è in crisi, soprattutto in Italia. Purtroppo i numeri – pochi, vecchi e malcontati – spesso mettono insieme queste due grandezze inconfrontabili». 

Prosegue Peres. «Il turismo business vale, a livello internazionale, 993 miliardi di dollari (2012). Il turismo congressuale di grande dimensioni è la parte più interessante e strutturata del turismo business e pesa all’incirca un terzo dell’intero comparto. Nell’ultimo decennio la domanda congressuale globale ha evidenziato un andamento particolarmente positivo. Nel 2012 nel mondo ci sono stati 11.156 grandi eventi di dimensione internazionale (fonte ICCA, International Congress & Convention Association). Le previsioni per il triennio 2014-2016 sono di ulteriore crescita (5- 5,5% all’anno), soprattutto in Europa con l’ingresso progressivo nello scenario internazionale di destinazioni Far East. Grossomodo ci si aspetta che la metà di questi grandi numeri tenda a essere consumata in Europa, specie nel bacino mediterraneo. Gli emergenti del Far East, però, non solo faranno outgoing ma tenderanno a divenire essi stessi area di interesse per l’incoming. Un certo numero di congressi si sposteranno dunque verso destinazioni dell’estremo oriente». 

Il segmento dei grandi eventi congressuali si configura come quello a maggior impatto economico grazie a permanenza media maggiore (3-4 giorni contro i 2,5 del leisure), forti economie di scala, integrazione con altri segmenti del business turistico, presenza di operatori specializzati (Professional congress organizer e Tour operator), forte ricaduta sul territorio. Occorre una collaborazione fra pubblico e privato, tipicamente attraverso i convention bureau: le destinazioni devono crederci, partecipare agli eventi, sostenerli. Le città vanno rese facilmente accessibili e gli amministratori locali devono lasciarsi coinvolgere dai grandi eventi. Molteplici le ricadute sul territorio: elevato indotto e occupazione, importante spesa incrementale, nessuna stagionalità, effetto promozionale e stimolo al miglioramento (cultura dell’ospitalità, servizi ecc)». 

Per quanto riguarda la situazione italiana Peres è intervenuto con un appello. «Nelle classifiche ICCA Roma è la prima città italiana e si posiziona al 21mo posto con 98 eventi di dimensione internazionale nel 2012. L’Italia è al sesto posto nella classifica per nazioni, con 390 eventi. Secondo i principali TO internazionali, una destinazione congressuale viene scelta in base a: accessibilità, qualità dei servizi congressuali, presenza di un convention bureau territoriale, livello dei prezzi, accoglienza (qualità, dimensione, dislocazione), attrattività (clima, bellezze naturali e culturali). Come Paese dobbiamo dunque muoverci e varare al più presto un Conventin bureau nazionale: mentre noi continuiamo a discutere nei nostri tavoli di concertazione, gli altri Paesi semplicemente fanno i congressi! Voi imprenditori fate tutto il possibile, ma vi occorre ovviamente l’appoggio delle istituzioni. L’Italia è fortemente limitata da molteplici criticità di ordine strategico e organizzativo e fatica a trovare un posizionamento chiaro. Il risultato conseguito viene ottenuto soprattutto grazie all’attrattività del patrimonio storico-artistico e paesaggistico, e del Made in Italy. Tutto ciò ha finora sopperito alle difficoltà logistiche e strutturali del settore. Se nel mondo il turismo business pesa all’incirca un quarto del totale del turismo, in Italia pesa “solo” il 19,5% (dati WTTC 2013). Se l’Italia ottenesse risultati allineati a quelli degli altri paesi potremmo recuperare all’incirca mezzo punto di PIL. Un impatto (diretto, indiretto e indotto) corrispondente a circa 7 miliardi di valore aggiunto e un forte incremento dell’occupazione. Nei prossimi anni sono solo due le città di cui ci si attende una forte crescita dell’incoming Mice: Milano e Torino. Questo perché sono quelle che maggiormente investono nel congressuale». 

A conclusione, Peres analizza le criticità del sistema italiano.  «Il sistema congressuale italiano è fortemente limitato da criticità interne, a partire da un sistema di governance ancora molto fragile, con uno scarso coordinamento tra le destinazioni e un’altrettanto scarsa collaborazione pubblico-privata, fino ad arrivare alle strutture congressuali, non conformi ai parametri richiesti dal mercato internazionale, e a sedi non idonee ad accogliere eventi di grandi dimensioni. Le alterne vicende del Convention bureau Italia hanno privato di un punto di riferimento importante il mercato internazionale, evidenziando le difficoltà di coordinamento delle destinazioni congressuali italiane. I servizi offerti e il quadro normativo non sono in linea con la domanda congressuale internazionale. Il Convention bureau della destinazione è un tassello fondamentale per lo sviluppo del congressuale, tutte le città che ottengono i migliori risultati del settore ne sono dotate. Importate è infine rimettere in piedi un sistema di monitoraggio statistico del settore per poter disporre di uno strumento di lavoro indispensabile per gli operatori di settore e gli amministratori pubblici». 

Il presidente Buscema ha poi invitato sul palco i Presidenti dei Capitoli italiani delle maggiori associazioni internazionali di categoria. Olimpia Ponno, Presidente MPI Italia Chapter (Meeting Professionals International) ha esortato alla co-creation, cioè alla collaborazione e alla sinergia, e ha invitato tutti alla convention internazionale di MPI Italia, che si terrà a Salerno il 13-15 giugno. Federica Lucini, Presidente di ICCA Italian Committee, ha espresso soddisfazione per il fatto che Federcongressi&eventi da quest’anno è diventata associazione affiliata a ICCA e sta collaborando fattivamente su diversi progetti (il primo dei quali è stato l’ICCA Mediterranean chapter summit, tenutosi a Roma all’inizio di febbraio). Infine Tobia Salvadori, Presidente di Site Italy (Society of incentive travel executives) ha manifestato la speranza che anche gli eventi di incentivazione vengano considerati e riconosciuti alla pari delle altre tipologie di eventi, quanto a importanza e valore aggiunto.