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Provider ECM: il punto della situazione un anno dopo
Un’iniziativa della Delegazione Regionale lombarda di Federcongressi&eventi, svoltasi a Milano il 9 maggio, ha illustrato nei dettagli la riforma del sistema di Educazione Continua in Medicina (ECM) facendo luce sui numerosi punti ancora oscuri. Ottanta i partecipanti.
La Delegazione Regionale lombarda di Federcongressi&eventi, coordinata da Mauro Zaniboni, nell’ambito del progetto Provider ECM, con la collaborazione del Learning Center, ha proposto mercoledì 9 maggio un incontro di aggiornamento a un anno dall’entrata in vigore del nuovo regolamento ECM.
S’intitolava Provider ECM un anno dopo e si è svolto presso l’Hotel Enterprise di Milano.
Di fronte a ottanta partecipanti molto, dopo l’introduzione a cura dello stesso Mauro Zaniboni, sono intervenuti in plenaria Chiara Malacrida, Provider milanese della prima ora e consulente sistemi gestione qualità, Mario Buscema, Responsabile ECM ed eventi medico-scientifici di Federcongressi&eventi, e Lorena Bossolesi (Provider e componente della delegazione regionale lombarda).
Ne è emerso uno scenario composito. Malacrida, in particolare, ha effettuato uno screening degli aspetti positivi e negativi del nuovo corso della normativa, per cui si può dire che oggi si sta meglio di ieri per la qualità innovativa dei progetti, per il fatto che i contratti con gli sponsor sono obbligatori, per la velocità dell’attribuzione dei crediti e perché la formazione viene pianificata con più criterio. Certo, è aumentato il carico di responsabilità, forse anche troppo, a causa dei controlli cui si è soggetti, e per quanto riguarda gli sponsor non c’è uniformità sui modelli contrattuali. Anche sui crediti c’è incertezza, e la reportistica è difficile da redigere.
Bifronte pure il quadro tratteggiato da Buscema. «I Provider accreditati con la nuova normativa», ha detto, «sono 951 (all’87,1% privati), su un totale stimato dalla Commissione nazionale ECM in 2mila. Ieri erano 17mila, decisamente troppi. E se da un lato la crisi ha ridotto di oltre il 60% gli eventi in meno di un decennio, dall’altro oggi si privilegiano i format educazionali innovativi ed efficaci, e questo è un bene». Da qui la strategia di medio-lungo termine: il provider ECM dovrà sempre più sviluppare un ruolo attivo, dovrà cioè proporre al mercato progetti originali, efficaci e tarati sulle reali esigenze formative dei discenti. Dovrà investire in innovazione tecnologica economicamente efficiente, migliorare il proprio modello organizzativo e stringere alleanze con partner realmente capaci di valore aggiunto.
Per la particolare complessità della materia e la difficoltà di sviscerarla in una plenaria affollata, sono stati individuati tre temi che sono stati poi discussi in gruppi di lavoro separati: la contrattualistica, i nuovi provider e i piani di qualità, le sponsorizzazioni e i conflitti d’interesse.
Da questi gruppi sono scaturite le considerazioni finali che sono state portate in plenaria a chiusura dell’incontro.

