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Si alza il sipario sul Temporary World, la prima rassegna dedicata alle aziende di servizi temporanei

Per tre giorni, dal 10 al 12 novembre, si svolgerà a Milano, presso il Teatro Franco Parenti, l’edizione zero di Temporary World, la prima rassegna europea dedicata alle aziende di servizi temporanei, promossa da Assotemporary. In crescita il fatturato dei temporary store, che, compreso l’indotto, passa dai 20 milioni del 2010 ai 40 milioni di euro del 2011.

Culla del crescente fenomeno italiano dei temporary store, Milano ospiterà dal 10 al 12 novembre l’edizione zero di Temporary World, il primo grande evento continentale dedicato alle aziende di servizi temporanei. La rassegna fieristica, aperta al pubblico e agli operatori del settore, accoglierà fra le aree polifunzionali del Teatro Franco Parenti più di 30 aziende e società di servizi, per una tre giorni di convegni, meeting e workshop, che intende fare il punto sulle ultime tendenze del settore.

La kermesse, promossa da Assotemporary, l’Associazione italiana dei temporary shop, showroom, business center ed event-space, è il risultato naturale del successo che i ‘negozi temporanei’ stanno riscutendo su scala nazionale, a partire da Milano (dove nel 2005 Levi’s lanciò il primo temporary shop del Belpaese) per arrivare alle più recenti iniziative di Roma, Torino, Bari, Napoli, Bologna e Firenze.

warren1.JPGCome ricordato quest’oggi da Elisabeth Warren, (in foto a sinistra) presidente Assotemporary, nel corso della conferenza di lancio di Temporary World, la crescita del fenomeno dei temporary shop è confermata in modo inequivocabile dai numeri. Se infatti alla fine del 2008 (anno di fondazione di Assotemporary) si contavano a Milano una quindicina di location temporary per un valore di 7,5 milioni di euro di fatturato, si è passati, considerando anche l’indotto, ai 20 milioni di euro del 2010 (con 120 location adibite a temporary space nel capoluogo lombardo, di cui 50 sotto forma di temporary store) e ai 40 milioni di euro con cui, secondo le previsioni, si chiuderà l’anno 2011. Non male, soprattutto tenendo conto che il dato è stimato in ulteriore crescita anche per il 2012.

Come dichiarato sempre dalla Warren, a oggi il mercato milanese dei temporary è caratterizzato da tre stagioni principali: l’Altissima (in concomitanza con le grandi fiere e i grandi appuntamenti internazionali come il Salone del Mobile e la settimana della moda), l‘Alta stagione (Natale e altre fiere importanti) e la Media stagione (tutti gli altri periodi, compresa l’estate), che, in base anche alla location più o meno centrale prescelta e alla tipologia di servizi richiesti, concorrono a definire il prezzo dell’iniziativa temporary, oscillando da un minimo di 2.000 euro a un massimo di 25.000 euro a settimana.

salvatore_sagone.JPGLa centralità dei temporary store è stata confermata anche da Salvatore Sagone (in foto a sinistra), presidente ADC Group e direttore responsabile della testata su cui ci state leggendo, il quale, nel suo intervento alla conferenza di quest’oggi, ha messo in risalto la natura strategica di questa importante leva di marketing, capace di svolgere un ruolo di ‘facilitatore’ di idee e business, permettendo la concretizzazione di iniziative imprenditoriali anche in assenza di grandi capitali iniziali da investire.

In sostanza, è sempre il ragionamento di Sagone, con la flessibilità e il dinamismo che caratterizzano le iniziative ‘temporary’ è possibile fare quel salto di qualità nella comunicazione aziendale, creando le condizioni per il dispiegamento di una reale brand experience, che permetta alla marca di veicolare i propri valori e asset portanti, costruendo con i consumatori una relazione profonda e duratura, basata sulla fiducia.

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Alla conferenza erano presenti anche Paolo Comini e Massimo Costa, rispettivamente vicepresidente e segretario generale Assotemporary, i quali hanno sottolineato come il Temporary World intenda dare spazio e risalto a ciascuno dei quatto dipartimenti che caratterizzano l’Associazione, ossia i temporary shop e show room, i temporary office o business center, le aziende partner che si avvalgono dei temporary appoggiandosi all’Associazione, e gli studi professionali, come per esempio quelli di relazioni pubbliche e catering, che ruotano attorno al mondo dei temporary. Associazione che, è bene ricordarlo, è passata dai 4 soci fondatori del 2008 ai quasi 100 soci del 2011.

Da citare anche il Temporary Restaurant, presidiato dal famoso chef, Fabio Baldassarre, del ristorante ‘Unico’ di Milano, che durante la tre giorni allieterà il palato dei visitatori e degli espositori del Temporary World.

Infine, in riferimento all’utilizzo del temporary come leva strategica di comunicazione per le aziende, Anita Lissona, amministratore unico di Lead Communication, presente alla conferenza in qualità di moderatrice del dibattito, ha sottolineato la natura trasversale dei negozi temporanei, che riescono a connettere con efficacia i brand con tutti i loro pubblici di riferimento, permettendo al consumatore di toccare con mano quella che, a tutti gli effetti, può essere considerata come la ‘casa’ della marca. Una casa che deve proporre delle esperienze emozionali ad elevato valore aggiunto per l’utente. Esattamente come sta facendo Lead Communication con il temporary store di Caffè Kimbo aperto da circa un mese in via Veneto a Roma.

Mario Garaffa