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Trasparenza delle lobby: la legge che non c’è

Questo il titolo del convegno che si tiene a Roma il 20 ottobre 2009, a Palazzo Marini, per promuovere la trasparenza delle lobby in Italia.

5245.JPGIl concetto di lobby è spazialmente vicino all’Italia più di quanto non si pensi: l’etimologia del termine deriva, infatti, dal latino lobium, traducibile come chiostro, luogo nobile. Fu solo nel XIX secolo che la parola, divenuta appunto lobby nell’adattamento inglese, venne ad indicare quella zona del Parlamento in cui i rappresentanti dei gruppi di pressione cercano di contattare i membri del Parlamento stesso.

L'associazione Il Chiostro, che prende il nome proprio dal significato originario, organizza il convegno Trasparenza delle lobby. La legge che non c'è, che si terrà il 20 ottobre 2009 a Palazzo Marini a Roma, per affermare una vera cultura della trasparenza degli interessi anche nel nostro paese.

Spesso infatti il termine lobby è sinonimo di poteri occulti, inafferrabili, pervasivi e ramificati che alterano il funzionamento del processo decisionale democratico.

Tra i relatori che si avvicenderanno al tavolo dei lavori: il Prof. Giuseppe Mazzei, Presidente Il Chiostro, il Prof. Ruben Razzante; l’On. Donato Bruno, Presidente Commissione Affari Costituzionali, Sen. Maria Pia Garavaglia; On. Pino Pisicchio; On. Giulio Santagata; On. Luca Volontè; On. Antonio Tajani, il Prof. Giovanni Puglisi, Rettore dello IULM; il Prof. Alberto Petrucci, Direttore del Master Relazioni Istituzionali, lobby e comunicazione di impresa della LUISS Guido Carli e il Prof. Franco Spicciariello, Coordinatore Master MPA della LUMSA.