Mice
Una proposta di filiera dalla Meeting Industry a Napoli
Raccolta differenziata per i grandi eventi ospitati da Stazione Marittima, Città della Scienza e Mostra d’Oltremare per agevolare lo smaltimento del 20% circa del totale dei rifiuti della città: è quanto emerso dall’expert meeting di MPI Italia Chapter tenutosi una settimana fa al Museo Diocesano.
Venerdì 13 maggio MPI Italia Chapter ha tenuto un importante Expert meeting sulla sostenibilità come unique selling proposition per Napoli.
L’argomento è stato affrontato a più livelli in un dibattito full-day coordinato dal past president Sergio Moscati, organizzato dalla socia Alessandra Saioni e facilitato dal neo-eletto membro del board Mike van der Vijver e dal past president Pier Paolo Mariotti CMP CMM nella bella cornice del Museo Diocesano, autentico tesoro d’arte sacra inaugurato nel 2007 nel complesso monumentale della Chiesa di Santa Maria di Donnaregina Nuova.
La proposta
Nel dibattito finale, con la vicepresident education e president-elect Paola Casentini, l’assessore alle attività produttive del Comune di Napoli Mario Raffa e il direttore del quotidiano economico Il Denaro, Alfonso Ruffo, è emersa, in un’ottica di filiera, una proposta di cui MPI Italia Chapter si farà latore ai più alti vertici.
Il punto di partenza è una constatazione. Napoli possiede alcune delle maggiori location italiane per eventi: la Mostra d’Oltremare, la Città della Scienza e la Stazione Marittima. Non ha un grande albergo o centro congressi da 2 mila posti, e di conseguenza i grandi eventi sono in mano alla filiera, la quale deve ricompattarsi per massimizzare la propria efficienza. Se la filiera stessa adottasse l’autodisciplina della raccolta differenziata per i grandi eventi che queste sedi ospitano, ciò, in funzione dell’inevitabile impatto che essi esercitano, agevolerebbe la raccolta e lo smaltimento di un buon 20% dei rifiuti della città.
Un seme prezioso, fatto sbocciare dalla meeting industry e riverberato sull’intero tessuto urbano.
Altri aspetti
Il tema dell’eco-sostenibilità è stato introdotto, a inizio mattina, da Mariotti e da Barbara Marziali, consulente di CoMsulting (rete di professionisti per l’innovazione al lavoro), che hanno tratteggiato un profilo del concept di ecosostenibilità, sia in generale sia applicata alla meeting industry. È stato ricordato il principio delle “3R” (Reuse, Recycle, Repair) e la definizione di “green meeting” come evento del futuro, destinato a soppiantare il “brown meeting”. «Oggi non ci occupiamo di greenwashing», ha detto Mariotti riferendosi all’ingannevole pratica di chi si limita a operazioni di facciata, «bensì solo di far bene le cose. Le “scappatoie” si stanno dissolvendo: neppure piantare alberi si è scoperto che serve, perché occorrono ottant’anni affinché un ettaro di foresta inizi ad assorbire anidride carbonica. Con le scorie bisognerebbe fare esattamente come per l’uranio: stoccarle ed eliminarle».
È seguito un dibattito con Claudio Cicatiello (presidente dell’Azienda servizi igiene ambientale di Napoli), che ha spiegato i problemi della raccolta dei rifiuti in città, il bioarchitetto Virginia Gangemi del Fai, che ha esposto le problematiche ecologiche del capoluogo in rapporto al patrimonio architettonico, Carmine Maturo di Legambiente, Sergio D’Angelo (presidente del Consorzio di cooperative sociali in Campania) e Augusto La Cala (Bidonville).
A metà giornata è stato presentato un seminario sul Roi per le organizzazioni, affrontato da un triplice punto di vista: azienda (con l’amministratore delegato di Prosit Angelo Senatore), destinazione (con l’ex direttrice del Sardegna Convention Bureau Stefania Conti-Vecchi, che ha spiegato i vantaggi ottenuti dal convention bureau grazie all’investimento effettuato dalla destinazione sull’eco-sostenibilità) e centro congressi (Paola Winkler di Eurac Bolzano).
C’è poi stata una videoconferenza con Jonathan Cohen, international sales & marketing manager business tourism di Visit Denmark a proposito della case history di successo Cop15 (la conferenza internazionale sul clima svoltasi nella capitale danese nel dicembre 2009), che fu il primo evento Onu a ottenere la certificazione BS8901, col recupero del 100% delle emissioni di Co2. «Va detto che certamente Cop15 non è stato l’evento più eco-sostenibile di ogni tempo», ha precisato. «Lo è stato nella misura in cui le esigenze di sicurezza, create dalla presenza di tanti capi di Stato, lo hanno permesso. Per esempio, ci si concentrò sul cibo: il 65% era organico. Eliminammo l’acqua in bottiglia e offrimmo il massimo possibile di pietanze vegetariane. In generale l’intera destinazione ha acquisito una consapevolezza che, partendo dallo staff, ha coinvolto gli sponsor, i fornitori e via via i governi, i partecipanti e tutta la società civile. Come risultato, le camere d’albergo cittadine certificate green sono passate dalle 1800 del giugno 2008 (12%) alle 7200 di dicembre 2009 (53%)».
All’evento hanno prestato il proprio contributo anche le socie MPI Italia Carmen De Rosa e Dora von Arx.
Tra gli sponsor, oltre al già citato Museo Diocesano, anche: il catering Fare Più, che ha offerto un lunch a base delle eccellenze del territorio, e l’hotel Palazzo Caracciolo, di Gruppo Accor.

