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XVI assemblea nazionale di MPI: nasce la community del futuro
Da associazione a community: una differenza ben più che accademica segna l’immediato futuro del capitolo Italia di MPI (Meeting Professionals International), il quale – giunto al bel traguardo di 227 soci – è maturo per adeguarsi al new deal lanciato dal Board of directors internazionale. “Community” quale autentico e permanente punto d’incontro fra tutti i componenti della filiera della meeting industry (che com’è noto non contempla solo organizzatori di eventi ma anche promotori e fornitori di spazi e servizi), attraverso meeting di formazione nazionali e locali, un website ricco d’opportunità di incontro e scambio di idee, ripetute occasioni di networking professionale e leisure. 
Questo è il principale messaggio che sgorga dalla XVI assemblea nazionale, celebratasi a Torino (Centro congressi Torino Incontra) da venerdì 6 a domenica 8 luglio.
Dinnanzi a oltre un centinaio di soci entusiasti, il nuovo
consiglio direttivo presieduto da Emilio Milano ha lanciato la sfida: "Siamo chiamati a guidare un cambiamento epocale - ha dichiarato il presidente Milano - Abbiamo prodotto un piano strategico, perfettamente in linea con le direttive internazionali, che prevede la crescita dei club locali e un decentramento territoriale, coordinato dal direttivo centrale. Ciò per garantire la proliferazione di iniziative realmente rispondenti alle esigenze anche “geografiche” dei soci. Secondo me è il modello migliore per proseguire nella costruzione di una community effettiva e partecipata, rappresentativa della complessa realtà professionale della meeting industry nazionale".
Le novità della stagione 2007-2008
Non è solo questo progetto a caratterizzare gli innovativi programmi del Capitolo. "Avremo un altro grande strumento di coinvolgimento: Women centric program, lo strumento che MPI International mette a disposizione delle donne per agevolarne la carriera nel settore - prosegue Milano - grazie ad esso punto sia a rendere la presenza femminile in MPI Italia sempre più grande e qualificata sia a costruire un avvenimento a carattere internazionale che veda il nostro Paese ospite e mente creativa. Vorrei inoltre investire sui soci Students, che rappresentano l’avvenire della professione, sviluppando un progetto tutto per loro. Da ultimo, chiederò al bimestrale Congress Today, nostro organo ufficiale, e alla stampa in generale di sostenerci in una campagna di affermazione del nostro brand con l’obiettivo di farne un segno di riconoscimento che identifichi, di fronte al mercato, il valore della professionalità dei nostri soci".
Il programma formativo pre-assembleare
Prima dell’assemblea vera e propria, per tutta la mattinata e il primo pomeriggio di sabato i soci hanno assistito a una nutrita serie di conferenze e seminari. Dopo i saluti di Livio Besso Cordero, presidente del Torino Convention Bureau (splendido artefice organizzativo dell’evento), si è tenuta una tavola rotonda sul Destination marketing moderata dal past president del Capitolo Alan Pini, CMP, CMM. Questo il titolo: "Con-correre per vincere: analizzare le esperienze e calcolare l’impatto economico". Fra i relatori, il direttore di
Torino Convention Bureau Marcella Gaspardone (nella foto) ha illustrato la grande crescita turistica della regione Piemonte negli anni precedenti le Olimpiadi invernali: 1,5 miliardi di euro d’investimento complessivo hanno portato non solo strutture sportive all’avanguardia, ma pure 72mila camere d’albergo e 87mila fra ville, appartamenti e bed & breakfast, inducendo a ipotizzare entro il 2010 una crescita della quota turistica del PIL regionale dall’attuale 2% al 4%. Paolo Bellino, già nazionale di atletica leggera e oggi executive officer di Torino Olympic Parc, ha parlato del successo delle strutture sportive quali location di eventi aziendali: 312 corse sul bob in margine a meeting corporate nel solo mese di gennaio e 39 spettacoli tra concerti, live shows e altro. Numeri che fanno riflettere sulla flessibilità di un’offerta nata per lo sport ma ora fruibile dal pubblico più vasto. Il direttore del network PLS Group Luigi Cammi ha spostato l’attenzione su Firenze, altra destinazione leader nella meeting industry italiana, raccontando la storia della candidatura e della realizzazione del congresso europeo di psicoterapia, tenutosi a giugno al Palazzo dei Congressi del capoluogo toscano. Ha proseguito Diana Cora Tenderini, sales & marketing manager di Firenze Convention Bureau, che ha elencato i fattori interni ed esterni capaci di condizionare l’assegnazione di un evento a una città piuttosto che a un’altra. Non solo le caratteristiche del territorio, delle strutture e delle infrastrutture sono importanti, ma anche la pianificazione marketing dell’azienda promotrice e degli sponsor. Da qui, per esempio, l’assegnazione al Sud America del congresso nazionale di osteoporosi, malattia di cui i locali soffrono tanto; o la vittoria della candidatura polacco-ucraina per gli europei di calcio 2012, che non stupisce se si pensa al gran numero di sponsorizzazioni (25%) cui la Uefa accederà attraverso il colosso Gazprom. Ha concluso il segretario generale dell’ente nazionale ungherese per il turismo Hilda Faragó, che ha elencato i fattori indispensabili al calcolo dell’impatto economico degli eventi: tra i principali, la spesa media del turista, il tasso di occupazione camere, il carico fiscale e il contributo al PIL.
È stato poi il turno di un simpatico seminario interattivo guidato da Mike van der Vijver, dell’agenzia belga Mind Meeting, specializzata in design degli eventi. "Sarà diverso il futuro?", era il titolo. Il relatore ha stimolato i presenti alla ricerca di soluzioni più efficienti e più efficaci, all’insegna di una maggior partecipazione delle platee.
Ultima relazione quella di Paul Flackett, che insieme con Ray Bloom ha fondato le due fiere più importanti nella meeting industry europea: EIBTM e, oggi, IMEX. Flackett ha parlato dei “green meeting”, ossia degli eventi capaci di ridurre al minimo il proprio impatto negativo sull’ambiente. Flackett ha innanzitutto ricordato che i green meeting possono far risparmiare denaro: il solo raccogliere i badge dei delegati di un congresso da 1.300 persone per riutilizzarli in un evento successivo garantisce un saving di quasi mille dollari. E poi, ovviamente, c’è il discorso della sostenibilità: "Un evento di cinque giorni, che mette a tavola 2.200 persone tra coffee break, colazioni, pranzi e cena - afferma Flackett - se utilizza stoviglie di porcellana invece che di plastica evita che quasi una tonnellata di materiale non biodegradabile finisca nei sacchi dei rifiuti. Ecco come un semplice accorgimento ex ante produce una serie di conseguenze positive tutt’altro che indifferenti". Flackett ha poi concluso esortando organizzatori e promotori a impegnarsi nel riciclo dei materiali e nell’impiego di vettori che non utilizzano come propellente la benzina o il gasolio.
L’assemblea
Ai lavori assembleari, diretti dal presidente 2006-2007 Maja de’ Simoni (nella foto), CMP, prima di passare il testimone a Emilio Milano, ha preso parte attiva il past president Antonio Ducceschi, CMM, appena nominato director of sales & partnership development EMEA di MPI, il quale ha illustrato la new vision che il nuovo direttivo ha fatto propria. "Quattro gli imperativi - ha spiegato Ducceschi - ”Evolvere” da associazione a community, adottando programmi, piattaforme di conoscenza e brand adeguati; “reimmaginare” le relazioni con e tra i capitoli, investendo nella creazione di nuovi partenariati; “elevare” l’interazione dei soci, a livello sia di conversazione (anche solo online) sia di esperienza diretta; “costruire” una grande organizzazione, con cultura e struttura proprie".
È anche intervenuto Adolfo Parodi (nella foto), giunto al secondo mandato di presidenza Federcongressi (la federazione delle associazioni della meeting industry italiana, di cui MPI è socio fondatore), presentando le nuove aree specialistiche che hanno sostituito i comitati: “mercato” (coordinata da Marcella Gaspardone), “rapporti con le istituzioni” (coordinata dall’organizzatore professionista Paolo Zona), “sviluppo professionale” (a cura del past president di MPI Italia e attuale presidente di SITE – society of Incentive Travel Executives – Rodolfo Musco, CMP, CMM) e “studi e ricerche”. Di quest’ultima sarà nominato a giorni il responsabile.
I momenti collaterali
Come di consueto, l’assemblea ha fornito l’occasione per una piacevole serie di momenti ludici rivolti a soci e accompagnatori: una visita e un get together party al Museo nazionale del Cinema (Mole Antonelliana), con un discorso di benvenuto di Maria Elena Rossi, assistente all’assessore regionale al turismo, e la proiezione di un video istituzionale prodotto da MPI Italia; una “happy dinner” con finale danzante a Eataly, lo straordinario centro enogastronomico costruito nel quartiere Lingotto; e una mattinata con brunch esclusivo al museo di Palazzo Madama.

