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Arriva Augure, il software che ottimizza le rp: nel 2014 revenue per 10,5 mln (300.000 in Italia)

Fondata a Parigi nel 2002 e già attiva in mezzo mondo, dalla Francia alla Spagna, passando per Regno Unito, Belgio, Messico, Argentina, Cile, Perù e Venezuela, Augure entra da oggi anche nel mercato italiano, promuovendo il suo sofisticato software che supporta le aziende e le agenzie nella gestione delle relazioni pubbliche e dei processi di comunicazione (precisiamo che le sedi fisiche sono al momento tre, a Parigi, Madrid e Girona, tutti gli altri Paesi citati, compresa l’Italia, sono gestiti da questi tre uffici principali).
  
Come spiegato questa mattina da Carlos Ortega (in foto), vicepresidente area vendite e project manager Italia Augure, il digital tool permette di individuare gli influencer di ogni settore, interagire con loro, e misurare l’impatto delle campagne di comunicazione (guarda la video-intervista a Ortega su ADVexpress.Tv). 
  
“In altre parole - ha aggiunto Ortega - il software Augure si posiziona come il ponte che collega le relazioni pubbliche e il marketing degli influencer, colmando il gap ancora esistente tra le rp tradizionali e la new communication”. 
  
A conferma della fase espansiva della società, Ortega spiega che, dopo un 2013 chiuso con 8 milioni di revenuein crescita del 20%rispetto all’anno precedente, Augure prevede di concludere il 2014 a quota 10,5 milioni di euro di revenue, con new business per 2,5 milioni di euro, 300mila dei quali proprio nel nostro Paese
  
Pur essendo appena entrata nel mercato italiano, Augure conta già quattro agenzie clienti, ossia Business Press, Ad Mirabilia, Mirandola Comunicazione e Mediatyche; oltre a diverse aziende con le quali sono già in corso progetti internazionali che includono anche il nostro Paese, come, per esempio, Renault, Nissan, Montblanc, Cartier, Piaget, Louis Vuitton e Change.org 
  
Tra gli altri grandi clienti globali di Augure (che ha in organico 100 dipendenti), possiamo citare anche Jaguar, PlayStation, Nokia, Nestlé, L'Oreal e Publicis 
  
Nel complesso, come precisato da Ortega, il portfolio clienti della società, che vanta 1.500 clienti, è composto per il 30% da agenzie di relazioni pubbliche, comunicazione e marketing, per il 30% da large accounts, ossia aziende multinazionali, per un altro 30% da Smb (small and medium business) ossia piccole e medie imprese, e infine per il 10% restante da attori del settore pubblico
  
Quanto alle soglie di ingresso per accedere al servizio, si parte dai 500 euro al mese per le aziende, che diventano 700/800 euro al mese per le agenzie, con una media di circa 12/13mila euro all’anno per cliente, anche se ovviamente le tariffe variano in funzione del servizio effettivamente richiesto. 
  
“Abbiamo compreso, fin da subito, le grandi potenzialità di Augure - ha spiegato ai microfoni di ADVexpress TvDiego Biasi, partner Business Press -. Tramite il software è possibile automatizzare in chiave digitale e attraverso un logica ‘cloud-based’ l’intero flusso delle attività di comunicazione e relazioni pubbliche: dall’inizio, ossia la relazione con gli influencer, fino alla fine, ossia il misurare l’impatto concreto per il cliente. In questo senso, la misurazione del Roi svolge un ruolo chiave: Augure si configura come uno strumento che consente di valutare in termini digitali e quindi numerici l’impatto di ogni singola campagna”. 
  
Grazie alla gamma di applicazioni offerte da Augure, aggiunge Ortega, “i professionisti della comunicazione e delle relazioni pubbliche possono ascoltare ciò che si dice in Rete del proprio brand o di specifici topic, interagire con i media, blogger e stakeholder, e misurare l’impatto di ogni loro singola azione di comunicazione”. 
  
Altro tema fondamentale è ovviamente quello della privacy. In virtù dei servizi offerti, Augure raccoglie una gran quantità di dati sensibili, che però, come chiarisce Ortega, vengono gestiti nel massimo rispetto delle regole, tramite la società francese Prosovie, anche perché, aggiunge il vicepresidente area vendite e project manager Italia, “il nostro business è il software”. 
  
Concludiamo con un riferimento al white paper (alleghiamo in alto a destra la versione integrale), pubblicato da Augure, che individua le cinque principali metriche da utilizzare per misurare la comunicazione nei social media.
  
La prima va sotto il nome di ‘Attività’ e, come spiegato da Gina Gulberti (apri la gallery fotografica per vedere la sua foto), communication & content manager Augure, rimanda al monitoraggio delle attività di comunicazione dell’azienda sui diversi canali social e sui vari blog (frequenza delle pubblicazioni, percentuali delle interazioni, diversificazione dei contenuti, ecc.).
  
La seconda, ‘Dimensione della Comunità’, ha a che vedere con la stima dell’audience in ogni social network (numero di fan, follower, abbonati al canale aziendale, ecc.).
  
La terza metrica, spiega sempre Gulberti, è quella della ‘Visibilità’ e rimanda al numero totale di menzioni che riguardano l’azienda cliente, i suoi prodotti, brand e portavoce nei diversi canali (commenti degli user alle pagine social o ai video, ecc.).
  
La quarta, definita ‘Interazioni’, consiste nelle reazioni che le pubblicazioni dell’azienda generano nella comunità online (‘mi piace’, commenti, condivisione dei contenuti, ecc.).
  
Infine, la quinta variabile da valutare è quella della ‘Diffusione’, ossia la dimensione reale dell’impatto delle comunicazioni online dell’azienda e la capacità di innescare dinamiche virali (retweets, condivisione dei contenuti, ecc.).
  
Mario Garaffa