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Tribe Communication festeggia 20 anni di indipendenza, cultura e nuove sfide. Tra i clienti 2025 Bright Star Lottery e Grateful Foundation. Fellegara - Gemelli: "La nostra forza? L’agilità e la libertà di un gruppo indipendente dal posizionamento solido"

Fondata nel 2005, la realtà milanese celebra due decenni di attività e guarda al futuro continuando a costruire strategia, contenuti e identità di marca. Tra le ultime conquiste, la collaborazione con il Teatro alla Scala e l'acquisizione di altri clienti tra cui Fondazione Giorgio Cini e Ace Holding. I co-founder Alessandro Fellegara e Francesco Gemelli ripercorrono con ADVexpress le tappe di un viaggio professionale che non ha mai abbandonato un approccio capace di costruire valore nel tempo per rafforzare la relazione con i target.

La fine dell’anno è tempo di bilanci e celebrazioni. E per Tribe Communication il 2025 segna un traguardo importante: vent’anni di attività nel panorama della comunicazione italiana. Un anniversario che si intreccia con una serie di coincidenze simboliche e professionali, a partire dalla recente vittoria della gara per la Fondazione Teatro alla Scala, annunciata lo scorso 12 ottobre (leggi news).

Fondata nel dicembre 2005, in concomitanza con la Prima della Scala, Tribe Communication ha attraversato due decenni di profonde trasformazioni del settore: dall’avvento delle nuove tecnologie digitali alla pandemia, fino alla crescente presenza dei grandi network internazionali. Eppure, come dimostra il percorso dell’agenzia, esiste ancora spazio per una voce indipendente, radicata localmente e capace di interpretare la complessità.

Nella sede di via Giambellino, a Milano, i co-founder Alessandro Fellegara, CEO, e Francesco Gemelli, Chief Branding and Creative Officer, ripercorrono le tappe di questo viaggio professionale. «Il primo bilancio passa dalla gratitudine», spiegano. «Questi vent’anni sono stati fatti di salite, discese, pianure e vere e proprie montagne russe. La gratitudine va a tutti coloro che hanno condiviso anima e lavoro, e a tutte le persone che sono passate da qui». Alcuni collaboratori sono in Tribe da oltre quindici anni, segno di una continuità rara nel settore.

Per celebrare l’anniversario, Tribe ha scelto una strada coerente con la propria identità: niente festa tradizionale, ma un momento di confronto e crescita. «Abbiamo deciso di creare un tavolo di lavoro con otto professionisti del mondo della cultura e della comunicazione», racconta Gemelli. «Un’occasione per riflettere su temi che riteniamo fondamentali per alimentare una vera cultura della comunicazione».

Il 2025 è stato anche un anno particolarmente intenso sul fronte dei clienti. Tra le nuove acquisizioni figurano realtà come Bright Star Lottery, Grateful Foundation, Fondazione Giorgio Cini, ACE Holding, naturalmente, il Teatro alla Scala. «Chiudiamo l’anno con serenità, che per un’agenzia indipendente è un valore fondamentale», sottolineano i fondatori. «Si tratta di incarichi prestigiosi ma anche di grandi responsabilità». A confermare il buon momento arrivano anche i riconoscimenti di ADC Group e, più recentemente, gli NC Awards con la campagna “SDA Bocconi – Let’s make the future”.

Alla base del posizionamento di Tribe c’è un approccio dichiaratamente strategico. «La nostra forza è l’agilità e la libertà di un gruppo indipendente», spiegano. «Siamo noi a sederci al tavolo con i clienti e a lavorare direttamente sui progetti». Un metodo che punta a individuare asset e pilastri identitari solidi, capaci di governare strategie complesse su più canali, tutte riconducibili a un unico “fuoco centrale”: il posizionamento del brand.

Guardando al futuro, Fellegara individua due direttrici principali nel mercato della comunicazione: da un lato la pubblicità più tradizionale, dall’altro un approccio culturalmente più incisivo e duraturo. «Noi ci riconosciamo da sempre in questa seconda direzione», afferma. «La pubblicità può essere efficace ma rischia di essere effimera. La costruzione di un posizionamento solido, invece, crea valore nel tempo e rafforza la relazione con i target».

Un approccio integrato, dunque, che va oltre i singoli strumenti. Tribe non si definisce “l’agenzia dello spot” o del sito web, ma una realtà capace di strutturare strategie di contenuto coerenti, declinate poi su linguaggi e canali diversi. Le competenze interne si affiancano a collaborazioni esterne per produzioni specialistiche, mantenendo sempre il controllo strategico. «Sappiamo anche portare a terra strategie costruite da altri», concludono. «Ed è un’umiltà che non tutte le agenzie hanno».

Dopo vent’anni, Tribe Communication continua così a muoversi lungo la propria traiettoria: indipendente, culturale e profondamente orientata al senso della comunicazione. Il resto è futuro.

Davide Riva