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Bertelli (Publicis) dove nessuno è mai arrivato. Dietro ogni progetto la qualità, che paga sempre

Lo scorso 19 maggio (leggi news), vi abbiamo dato notizia della nomina di Bruno Bertelli a Global Chief Creative Officer di Publicis Worldwide.

Si tratta della prima volta, nella storia della pubblicità tricolore, che un creativo nato in Italia ottiene un incarico di responsabilità mondiale. Ruolo che, nel caso di Bertelli, si aggiunge ai ruoli di Direttore Creativo Esecutivo Western Europe e CEO, oltre che Direttore Creativo Esecutivo, di Publicis Italia, al fianco di Cristiana Boccassini.

Un caso inedito, questo, che spinge a chiedersi se il valore dei nostri creativi e della nostra comunicazione venga veramente riconosciuto all'estero. 

Bertelli, che abbiamo intervistato nella sede di Publicis a Milano, da parte sua sottolinea  il buon lavoro svolto negli ultimi anni dai professionisti italiani oltreconfine.

Nel suo nuovo incarico, Bertelli riporterà direttamente ad Arthur Sadoun, Ceo di Publicis Communications,  ed entrerà a far parte del Creative Board di Publicis Communications presieduto da Mark Tutssel.
Inizialmente si occuperà dei maggiori Paesi europei come, oltre all'Italia, Germania, Francia, Spagna, Svizzera, per poi ampliare il suo raggio d'azione. 

Il manager e creativo prenderà inoltre la guida del Board Creativo di Publicis Worldwide, contribuendo a determinare gli standard creativi e a portare avanti la mission di Publicis: Lead the Change. Dietro a questa espressione si cela l'impegno per alzare il livello di creatività soprattutto sui maggiori clienti del Gruppo, Heineken, Renault e Nestlé, spingendo fortemente sull'innovazione, per guidare il cambiamento invece di seguirlo. Del resto, fa notare Bertelli, proprio l'Automotive è un settore nel quale, oggi c'è grande spazio per sperimentare.  E certamente una delle ragioni alla base del nuovo incarico globale è il lavoro innovativo svolto su Renault che ha ottenuto grande eco internazionale. 

Ai nostri microfoni Bertelli ripercorre brevemente la sua carriera, con gli inizi a New York, in Saatchi & Saatchi, dopo aver frequentato la School of Visual Arts. Un'esperienza formativa determinante quella avuta a contatto con la creatività internazionale, che Bertelli consiglia come punto di partenza ai giovani che vogliono intraprendere un percorso creativo. 

Nel 1998 l'ingresso in JWT dove, nel 2008, è stato nominato Vice Direttore Creativo e nel 2010 Direttore Creativo Esecutivo della sede di Roma con la vice direzione creativa sui clienti di Milano. Proprio il 2010 è stato un anno chiave per il professionista, premiato con 10 Leoni al Festival di Cannes grazie ad 'Auditorium' e 'Beer Gloss' della campagna integrata 'Are you still with us?' firmata da JWT/RMG Connect per Heineken Italia (leggi news). Una vittoria che non solo ha dato lustro all'agenzia ma ha rappresentato anche un riscatto per tutta la creatività italiana oltreconfine. 

L'anno dopo la 'chiamata' in Publicis Italia per assumere la carica di Direttore Creativo Esecutivo insieme a Cristiana Boccassini, e per intraprendere l'ambiziosa sfida di rinnovare l'agenzia. 
Nel 2013, la nomina a Global Creative Director Publicis Wwd sul cliente Heineken, che ha seguito Bertelli in Publicis, e l'ingresso nel Creative Board dell'agenzia. 

Dietro all'approccio vincente di Bertelli un orientamento a lavorare sui brand con visibilità internazionale, mantenendo nel tempo una consistenza strategica e innovando nell'esecuzione e nei mezzi utilizzati. 

Proprio i marchi con maggiore successo in comunicazione, come Nike e Volkswagen, del resto, fa notare il manager, sono quelli che negli anni hanno mantenuto uno stile di comunicazione lineare.

Nel loro ruolo di consulenti per i clienti, oggi le agenzie oggi hanno la possibilità di avvalersi di mezzi e tools nuovi come branded content, social media, big data e la tecnologia digitale. La creazione di contenuti, in particolare, sottolinea Bertelli, risulta fondamentale nelle strategie di comunicazione delle aziende a fronte della crescente volontà dei consumatori di essere intrattenuti e di interagire con i marchi. Ma è necessario saper ideare progetti nuovi mantenendo sempre standard elevati, perché proprio la qualità di un progetto impatta sul tono di voce dei brand e sul percepito dei prodotti. Da qui la tendenza, da parte delle aziende, di lanciare un unico grande progetto di alto livello rispetto a campagne multisoggetto. 

Il modello di Publicis contempla, per i maggiori clienti, la creazione di due grandi progetti di comunicazione annuali, attorno ai quali costruire una visibilità e una brand experience durature nel tempo. Come avvenuto, ad esempio, con Nescafè e soprattutto con Dacia Sponsor Day di Renault legato alla sponsorizzazione dell'Udinese. 

Anche i Big Data oggi hanno un ruolo chiave nella costruzione di strategie di adv efficaci perché forniscono insight utili per realizzare campagne personalizzate e indirizzate ai giusti target o, come nel caso dei Veicoli Commerciali Renault, per identificare problemi e fornire soluzioni rilevanti per i pubblici di riferimento. 

Dal 2014 Bertelli, ricordiamo, ricopre anche l'incarico di CEO dell'agenzia. Doveroso, quindi, fare con lui il bilancio della sigla del gruppo Publicis che negli ultimi anni ha visto crescere del 15-20% i profitti.
Un incremento frutto soprattutto di un importante lavoro di consolidamento svolto sui clienti in portfolio, sia nell'ambito dei contenuti che nella produzione digitale, e in parte derivante anche dal new business. 

Uno degli asset distintivi dell'agenzia sui quali punta Bertelli è la sua internazionalità, ovvero, la capacità di produrre campagne apprezzate anche all'estero. Un valore che viene  riconosciuto dai clienti così come dal network stesso e che talvolta può facilitare l'assegnazione alla sede italiana di incarichi da parte di clienti internazionali che richiedono una creatività realizzata nel nostro Paese. Oggi, infatti, sottolinea Bertelli, i grandi budget pur riguardando soprattutto clienti locali possiedono anche un peso a livello internazionale. Ricordiamo a riguardo che Publicis Italia è hub mondiale per Heineken e per un gruppo globale produttore di orologi. Inoltre ha recentemente assunto un respiro europeo anche un progetto firmato per i Veicoli Commerciali Renault. 

Il prossimo giugno si aprirà  una nuova edizione del Festival di Cannes.  Nelle passate edizioni della kermesse Bertelli si è aggiudicato ben 33 Leoni,  7 dei quali d'Oro, ed è stato giurato nel 2011 e nel 2014.
Per quest'anno il creativo ha grandi aspettative dai progetti iscritti, soprattutto dal video The Dilemma di Heineken Italia (leggi news), ma, scaramanticamente, preferisce non sbilanciarsi. Nel frattempo ricordiamo che l'agenzia sarà rappresentata al Festival dal direttore creativo associato  Polina Zabrodskaya, giurata italiana nei Film.

Il professionista conclude l'intervista con ADVexpressTV con un messaggio ottimistico sul ruolo determinante che la comunicazione continua a svolgere nel supportare le marche nelle sfide sul mercato. Ma dietro a ogni messaggio deve esserci qualità, che paga nel lungo periodo e porta risultati alle aziende. Oggi, infatti, afferma Bertelli, la sfida delle marche con le private label si gioca sulla premiumness dei prodotti, che si comunica con la qualità dell'esecuzione. E per questo in agenzia servono creativi preparati, processi che funzionano e la capacità di premiare proprio la qualità.



EC