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CANNES. De Nardis/Clavarino: 'Italiani finora benissimo, ma sempre troppo assenti'
Un oro assolutamente meritato grazie a un'idea sorprendente e inattesa, a un'ottima esecuzione e agli eccellenti risultati ottenuti, spiegano ai nostri microfoni il presidente della giuria Mainardo De Nardis, ceo OMD Worldwide, e Isabelle Harvie-Watt Clavarino, nostra giurata, ceo e country manager di Havas Media Italy, che si dichiarano soddisfatti del risultato soprattutto vista la manica particolarmente stretta con cui sono stati elargiti i Leoni quest'anno: su oltre 3.200 iscrizioni, infatti, solo 209 hanno raggiunto la shortlist, 113 un leone e di queste solo 12 un oro.
De Nardis e Clavarino lamentano però entrambi la pressoché totale mancanza di visibilità dell'Italia sulla Croisette: sia per il numero di campagne iscritte, nello specifico, dalle agenzie media, sia per la scarsissima partecipazione dei nostri uomini di comunicazione e marketing – di agenzia e di azienda – sotto e sopra i palcoscenici del Palais. Non a caso proprio De Nardis ha voluto portare a Cannes Guido Barilla, probabilmente con l'eccezione di Renzo Rosso di Diesel, un caso più unico che raro di italiano protagonista al Festival.
Il Grand Prix di quest'anno è andato a Manning Gottlieb OMD London per la campagna 'Google Voice Search', che come spiega De Nardis “Ha saputo coniugare perfettamente i tre fondamentali della comunicazione di oggi: tecnologia, analytics e storytelling. Nell'affrontare il lavoro della giuria, infatti, abbiamo scelto quest'anno come filo conduttore quello della 'autenticità': abbiamo cercato di evidenziare e premiare progetti e piattaforme di comunicazione reali, nate da insight e idee ma anche dati e analytics, capaci soprattutto di fare la differenza nei risultati di business del cliente. E Google soddisfaceva in pieno questi criteri”.
Guarda il video del GP.
“Troppe campagne – concorda Isabelle Clavarino – per quanto belle e creative, si limitavano a fornire risultati generici come il numero di like su Facebook o la crescita della brand awareness. Gli ori che abbiamo assegnato, compreso quello italiano, hanno invece saputo dimostrare il valore aggiunto portato al cliente. Peccato fosse nella categoria delle Charity che, per regolamento, non è ammessa a partecipare all'assegnazione del Grand Prix (e fra i 12 leoni d'oro, del resto, ben 6 appartengono proprio a tale categoria – ndr)”.
Il medagliere
Sorprendentemente, il Belgio è la nazione che grazie a ben 3 ori – pari al 25% del totale, come ha osservato De Nardis... – emerge alla guida di un medagliere estremamente frammentato e internazionalmente distribuito. Alle sue spalle si posizionano infatti Germania (2 ori, 5 argenti e 3 bronzi), Gran Bretagna (oltre al Grand Prix, 1 oro, 1 argento e 4 bronzi), Australia (1 oro, 3 argenti e 6 bronzi), Stati Uniti (1 oro, 2 argenti e 10 bronzi), Israele (1 oro e 2 bronzi) e Italia (1 oro). La classifica prosegue con la Nuova Zelanda (2 argenti e 2 bronzi), l'India (2 argenti e 1 bronzo), la Polonia e la Francia (2 argenti ciascuna), Argentina e Giappone (entrambe 1 argento e 2 bronzi),

