Partner

Gasperini: raddoppiare il PIL digitale entro il 2015 l'obiettivo italiano

Nella settimana di quotazione in borsa di Facebook e in un momento in cui il Governo italiano, dopo molti appelli, sta considerando il tema dell'Agenda Digitale, la prima edizione del D.Summit, il Summit italiano sui Media Digitali, organizzato dall'incubatore di internet startup Digital Magics e Grafo Ventures, è stata punto d'incontro e stimolo per tre differenti business community (operatori industriali, web company e venture capitalist) perchè diano vita a un'agenda per la crescita della filiera italiana digitale.

In quest'ottica media company, agenzie media, investitori e opinion leader si sono confrontati su evoluzioni, trend e opportunità dell'industria digitale in Italia con l'obiettivo di definirne e comprenderne lo stato dell'arte da cui partire per realizzare progetti innovativi nazionali altamente competitivi sui mercati internazionali.

Raddoppiare entro il 2015 il nostro PIL digitale, attualmente al 2% (un terzo rispetto al 6% di Germania e Francia), la grande sfida dell'economia italiana secondo Enrico Gasperini, presidente Digital Magics. In ogni Paese esistono modelli di business locali simili a modelli internazionali di successo. In Italia siamo più sbilanciati su questo fronte a causa della carenza di investimenti in progetti innovativi.

Un modello a cui guardare in questo momento, relativamente all'innovazione digitale è certamente quello tedesco. Secondo i dati di Thomson Reuters, lo scorso anno 103 start-up internet hanno ricevuto finanziamenti da parte di venture capitalist in Germania. Un dato che batte quello di qualsiasi altro Paese, Stati Uniti e Cina compresi, e che elegge Berlino la nuova Silicon Valley europea. Per il manager Milano ha tutte le caratteristiche per diventare la nostra Berlino Valley.

La filiera della digital industry italiana soffre però della crisi dei media tradizionali, della carenza di risorse finanziarie per l'innovazione e della pressione dei grandi operatori internazionali. Per uno sviluppo rapido del mercato digitale il nostro Paese necessita di un insieme di azioni di rafforzamento dell'ecosistema fatto da norme nuove, dal consolidamento del settore della ricerca e del venture capital, dalla collaborazione con gli operatori industriali e da iniziative collettive di filiera.

Il nostro Paese non è fanalino di coda, ripetto alla media europea, solo in termini di PIL digitale. Il digital advertising pesa solo il 13% sul totale nazionale (1,1 miliardi di euro) contro il 20% della gran parte dei paesi europei. L'e-commerce rappresenta oggi il 2% (8 miliardi) del retail, un sesto rispetto ai 51 miliardi degli inglesi, un quarto di quello tedesco che vale 34 miliardi e meno della metà di quello dei francesi arrivati a quota 20 miliardi. Solo il 4% delle PMI italiane vendono online verso una media europea del 12%.

Da non dimenticare inoltre che il ritardo sullo sviluppo della banda larga costa al Belpaese circa l'1% del PIL. La penetrazione della rete fra i cittadini in Italia fa registrare un gap delle audience molto minore rispetto agli altri indicatori economici. Siamo infatti il paese europeo con il maggiore numero di telefoni cellulari e con la maggiore diffusione di dispositivi mobile: il 30% degli italiani possiede uno smartphone, percentuale che raggiunge il 47% nei giovani. Il 63% delle famiglie italiane è connessa (in Europa sono il 73%) e il 50% circa della popolazione usa regolarmente internet da Pc. (Dati Audiweb, DAG, IAB, Politecnico di Milano, AgCom)
Anche per quanto riguarda il venture capital, motore principale d'investimento per l'innovazione e la crescita economica e occupazionale in ogni altro paese del mondo, l'Italia è ancora molto indietro. Abbiamo l'investimento di capitale di rischio più basso del Vecchio Continente, pari a un sesto della media europea che a sua volta è un sesto degli USA.

L'audience che vanta la rete nel nostro Paese dovrebbe essere un forte richiamo per gli investimenti in questo settore. Basti pensare al mercato del couponing che nel 2012 ha prodotto in Italia un transato di 500 milioni di euro contando 10 milioni di utenti attivi. Un fenomeno esploso nel nostro Paese grazie a grandi compagnie finanziate dall'estero.

Per Gasperini il digitale è una delle leve principali di sviluppo di un'economia di crescita italiana. E' tuttavia necessario creare un ecosistema fatto da nuove norme che favoriscano il venture capital e la realizzazione di startup. Guardando oltreoceano come modello di riferimento si può notare come quasi la metà del PIL americano sia fatto da aziende nate dopo il 1980.

E' fondamentale però che gli operatori industriali facciano parte della filiera dell'innovazione utilizzando le nuove aziende per innovare a loro volta evitando meccanismi di disruption, e costruendo iniziative comuni di filiera, quindi alleanze, che permettano la realizzazione di progetti competitivi su scala internazionale.

Maria Ferrucci<