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Paolo Genovese: "L'osservazione attenta della società presupposto fondamentale per creare film (e spot) di successo. Ricorrere a grandi registi per l'advertising? Accade perché servono narratori di storie che parlino alla pancia delle persone"

Il regista, ospite dell'incontro organizzato da McCann WorldGroup per la presentazione dei risultati della seconda wave dello studio 'Truth About Global Brands', ha parlato ai nostri microfoni del suo rapporto con il mondo della pubblicità, che rappresenta per lui un osservatorio privilegiato sulla società.

C'era anche Paolo Genovese alla presentazione dei risultati della ricerca Truth About Global Brands, realizzata da McCann Worldgroup (leggi news). Come si fa a a creare un film (ma anche uno spot) di successo? Il regista ha provato a dare la sua personale risposta a questo interrogativo, forte dei riconoscimenti ottenuti da 'Perfetti sconosciuti' film vincitore di due premi David di Donatello (Miglior Film e Migliore Sceneggiatura), entrato nel guinness dei primati per essere il lungometraggio che vanta il più alto numero di remake (ben 18).

Come ha spiegato anche ai nostri microfoni, presupposto fondamentale da cui partire è l'osservazione attenta di ciò che accade nella società. Una regola valida anche in pubblicità dal momento che, in un mercato caratterizzato da un grande affollamento di marche e prodotti, è fondamentale differenziarsi parlando 'alla pancia' delle persone attraverso una comunicazione in grado di creare empatia. Sempre più spesso infatti la scelta di un prodotto o di un servizio non avviene su base razionale e dunque la capacità di persuadere e di emozionare possono davvero fare la differenza. 

Genovese non è nuovo al mondo della pubblicità, dove è approdato agli inizi della sua carriera: il regista nei primi anni '90 ha infatti lavorato proprio in McCann come tv producer ed è tuttora impegnato nella realizzazione di spot televisivi. Numerosi quelli firmati negli ultimi anni per aziende importanti come Coop, Allianz, McDonald's. Come ha dichiarato ai nostri microfoni, il mondo dell'advertising rappresenta un osservatorio privilegiato sulla società ed è molto utile e stimolante per un regista cinematografico che deve raccontare storie, perché ogni punto di vista è utile a comprendere meglio le persone e la società stessa. 

Riguardo al frequente ricorso a grandi registi cinematografici per la realizzazione di spot pubblicitari, Genovese ha spiegato ai microfoni di ADVexpressTv che si tratta di un'abitudine che deriva proprio dalla necessità di affidarsi a narratori di storie che sappiano arrivare al cuore delle persone, rispondendo anche al crescente bisogno di credibilità. "Oggi serve una comunicazione più realistica e meno parossistica, più vicina alle persone", ha affermato Genovese ai nostri microfoni. 

Una comunicazione in grado per quanto possibile di essere rilevante a livello locale ma allo stesso tempo esportabile perché portatrice di un messaggio universale. Proprio come avviene nel cinema. "Oggi essere internazionali in ambito cinematografico non ha niente a che vedere con la realizzazione di un film all'estero o con un cast internazionale; significa piuttosto essere in grado di farsi comprendere ovunque grazie a uno sguardo sul mondo che intercetta ciò che accade nella pancia della società", ha dichiarato Genovese. 

Serena Piazzi