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Leo Burnett lancia un network mondiale di Design. Milano l'headquarter
In occasione del Fuorisalone 2013, Leo Burnett apre al pubblico il Theater of Imagination (ex Teatro delle Erbe) per presentare una nuova idea che ridefinisce i confini stessi dell’agenzia: lancia una divisione dedicata al design. Una struttura a livello mondiale che si sviluppa tra sette città dove da sempre il design è all'avanguardia, stiamo parlando di Chicago, Toronto, Londra, Berlino, Tokyo, Melbourne e Milano.
E proprio la città meneghina, per il suo ruolo di capitale del design, diventa l’headquarter del nuovo network globale. Daniele Marrone è il direttore creativo Design a Milano.
Come spiega ai nostri microfoni il Chairman &Ceo Continental Western Europe Leo Burnett Giorgio Brenna, il lancio di un network mondiale che ha l'Italia come hub vuole essere un grande messaggio positivo e coraggioso in un momento di difficoltà economiche, finanziarie e politiche come l'attuale. Ma vuole anche rappresentare un'ulteriore possibilità di incremento del fatturato di Leo Burnett worldwide, che ha chiuso il 2012 a +5,3% con profitto in crecsita. Stesso andamento anche per la sigla in Europa che è cresciuta del +2%, mentre l'Italia è andata in pari.
Chiusura in linea dunque per la sigla nel nostro Paese, dopo avere accumulato negli ultimi 6 anni una crescita del +75%. Tra le ragioni della debole performance del 2012, l'uscita dal portafoglio clienti di Telecom. Ad arginare i danni della crisi in atto invece l'incremento degli investimenti di Philip Morris e Fiat.
Il primo trimestre 2013 ha registrato una flessione, rispetto al pari periodo dell'anno passato, nonostante le 6 gare vinte in tre mesi che hanno portato al gruppo clienti come A2A e Unipol per Leo Burnett, Pharmaplant e Bip per BCube. Nel nostro Paese rimane per Brenna il problema della diminuzione delle gare, sia in quantità che in dimensione dei budget oggetto d'incarico.
La nuova casa del deisgn targata Leo Burnett darà vita a idee e progetti che vanno dalla corporate image fino all’industrial design. In una logica di comunicazione a tutto tondo, il design rappresenta per il gruppo l'innalzamento della propria offerta ad un gradino superiore. Il design è un'attività talmente ampia da contaminare tutte le discipline della comunicazione, dando loro una marcia in più.
In Italia ci lavorano circa 60 persone distribuite tra Milano, Torino e Roma (il team maggiore con 25 professionisti). Nei mercati asiatici ci sono team più piccoli, in Germania 30 persone, a Londra 50 e un centinaio tra Toronto e Chicago.
La World Premiere, in Foro Bonaparte 22 a Milano, è stata l'occasione per avvicinarsi alle opere di quattro artisti legati tra loro da un rapporto evidente con il mondo del design e della grafica con quel tocco pop che, in modo diverso, distingue tutti e quattro: Greg Bogin con le opere "Don't mention it" e "Thank you" , Sergio Cascavilla presenta l’opera "The new Abstraction of the future" , Alessandro Gedda presenta l’opera "Adamo ed Eva" , Gessica Malagò presenta l’opera "Doctor Flop" .
Maria Ferrucci
E proprio la città meneghina, per il suo ruolo di capitale del design, diventa l’headquarter del nuovo network globale. Daniele Marrone è il direttore creativo Design a Milano.
Come spiega ai nostri microfoni il Chairman &Ceo Continental Western Europe Leo Burnett Giorgio Brenna, il lancio di un network mondiale che ha l'Italia come hub vuole essere un grande messaggio positivo e coraggioso in un momento di difficoltà economiche, finanziarie e politiche come l'attuale. Ma vuole anche rappresentare un'ulteriore possibilità di incremento del fatturato di Leo Burnett worldwide, che ha chiuso il 2012 a +5,3% con profitto in crecsita. Stesso andamento anche per la sigla in Europa che è cresciuta del +2%, mentre l'Italia è andata in pari.
Chiusura in linea dunque per la sigla nel nostro Paese, dopo avere accumulato negli ultimi 6 anni una crescita del +75%. Tra le ragioni della debole performance del 2012, l'uscita dal portafoglio clienti di Telecom. Ad arginare i danni della crisi in atto invece l'incremento degli investimenti di Philip Morris e Fiat.
Il primo trimestre 2013 ha registrato una flessione, rispetto al pari periodo dell'anno passato, nonostante le 6 gare vinte in tre mesi che hanno portato al gruppo clienti come A2A e Unipol per Leo Burnett, Pharmaplant e Bip per BCube. Nel nostro Paese rimane per Brenna il problema della diminuzione delle gare, sia in quantità che in dimensione dei budget oggetto d'incarico.
La nuova casa del deisgn targata Leo Burnett darà vita a idee e progetti che vanno dalla corporate image fino all’industrial design. In una logica di comunicazione a tutto tondo, il design rappresenta per il gruppo l'innalzamento della propria offerta ad un gradino superiore. Il design è un'attività talmente ampia da contaminare tutte le discipline della comunicazione, dando loro una marcia in più.
In Italia ci lavorano circa 60 persone distribuite tra Milano, Torino e Roma (il team maggiore con 25 professionisti). Nei mercati asiatici ci sono team più piccoli, in Germania 30 persone, a Londra 50 e un centinaio tra Toronto e Chicago.
La World Premiere, in Foro Bonaparte 22 a Milano, è stata l'occasione per avvicinarsi alle opere di quattro artisti legati tra loro da un rapporto evidente con il mondo del design e della grafica con quel tocco pop che, in modo diverso, distingue tutti e quattro: Greg Bogin con le opere "Don't mention it" e "Thank you" , Sergio Cascavilla presenta l’opera "The new Abstraction of the future" , Alessandro Gedda presenta l’opera "Adamo ed Eva" , Gessica Malagò presenta l’opera "Doctor Flop" .
Maria Ferrucci


