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Live Communication

IAB Seminar. Mobile, il device ideale per creare engagement

Se l’obiettivo della propria comunicazione è generare una reazione, dal semplice scaricare un coupon al portare le persone in negozio, fino all’operazione di acquisto vera e propria, non c’è canale migliore da presidiare e sfruttare del mobile, device sempre connesso e sempre a portata di mano. Ma attenzione, i contenuti per lo smartphone e il tablet vanno ideati sulla base delle logiche di fruizione dell’utente, puntando su ‘personalizzazione’ e ‘non intrusività’.
La centralità dello smartphone nella vita quotidiana di ognuno noi si riflette, di conseguenza, anche sulle strategie di comunicazione. Il marketing di oggi, se vuole essere efficace, non può prescindere da un’adeguata valorizzazione del mobile. Il canale, come messo ampiamente in luce nel corso dello Iab Seminar svoltosi quest’oggi a Milano, rappresenta una risorsa fondamentale per creare engagement e innescare delle reazioni concrete e misurabili nelle persone, destinatarie della comunicazione.  
 
Tramite il mobile è possibile avviare e sperimentare delle modalità innovative di real time marketing, che però, proprio per la natura intima e personale del mezzo, devono essere impostate all’insegna del rispetto della privacy della persona, facendo leva sulle parole d’ordine della ‘non invasività’ e ‘non intrusività’. La logica, insomma, deve essere quella del coinvolgimento ‘pull’ (deve essere l’utente ad aver voglia di fruire dei contenuti proposti dal brand via mobile, cercandoli, condividendoli e percependoli come interessanti, utili o divertenti) e non ‘push’ (l’utente che viene bombardato da comunicazioni ‘interruttive’ di tipo pubblicitario, che lo disturbano e distraggono da quello che stava facendo in quel particolare momento).
 
In ogni caso, come spiegato nell’ambito dello Iab Seminar da Paolo Ingrosso, sales director AdKaora, è importante concepire il mobile come un canale specifico, ma non a se stante. Ciò significa riuscire a implementare delle strategie di comunicazione che sappiano sfruttare le caratteristiche distintive del canale, come la geolocalizzazione e l’uso della fotocamera, valorizzandone le potenzialità (per esempio messaggi ad hoc quando si arriva nei pressi di un negozio e uso del Qr-code), senza tuttavia mai perdere di vista la necessità di elaborare una strategia integrata, che sia coerente su tutti i diversi touch point attivati.
 
A insistere sulla centralità dello smartphone, parlando di ‘mobile first’, è anche Marco Durante, sales director DoveConviene, portale e app di info-commerce, che raggruppa a oggi circa otto milioni di persone in Italia e nel mondo, che si collegano per cercare spontaneamente offerte e comunicazioni di tipo pubblicitario. “Lo smartphone ha un grande impatto sul mondo del retail” ha precisato Durante, che si tratti di scaricare un coupon, di portare le persone in negozio oppure ancora di realizzare un’operazione di acquisto vera e propria, è indubbio che il mobile svolga un ruolo cruciale, perché è il mezzo che copre il cosiddetto ‘ultimo miglio’, oliando l’intero meccanismo di marketing.
 
La diffusione di massa degli smartphone ha determinato l’emergere anche di nuovi modi di cercare e fruire le informazioni, trasformando le tradizionali operazioni di ‘search’. Come spiegato da Claudio Grego, senior program manager Bing & Cortana, negli ultimi tempi si è passati dalle ricerche per ‘parole chiave’ a delle vere e proprie ‘conversazioni’, con l’utente che pone domande e il motore di ricerca che risponde, il tutto usando soprattutto la voce.
 
Questa evoluzione ha aperto le porte alla nascita del cosiddetto ‘assistente digitale’, quello di Microsoft si chiama Cortana, ma tutti i big player digitali ne hanno uno, da Apple a Google, passando per Amazon. In sostanza si tratta di uno strumento, in funzione tutto il giorno su tutti i dispositivi dell’utente, che aiuta a svolgere al meglio tutte le attività quotidiane, dai promemoria, ovviamente inviati al momento giusto e nel posto giusto, grazie alla geolocalizzazione (come per esempio il ricordarsi di comprare il latte quando si esce dall’ufficio), alla pianificazione di eventi, passando per l'invio di e-mail e per la gestione di tutto ciò che riguarda il mondo dell’internet of things.

Mario Garaffa