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Eurogroup for Animals realizza la campagna "No Animal Left Behind" per chiedere alla Commissione europea la revisione della normativa relativa ad allevamenti, trasporto e macellazione

Questa revisione fa parte della strategia Farm to Fork, lanciata nel 2020 proprio da parte della Commissione con l'obiettivo generale di rendere i sistemi alimentari europei equi, sani e rispettosi dell'ambiente

È in Europa che si gioca una partita fondamentale per un futuro davvero più sostenibile e quest’anno si apre una finestra molto importante per gli animali confinati negli allevamenti: la Commissione europea infatti sta attualmente valutando la legislazione sul benessere degli animali per verificarne l’adeguatezza e apportare migliorie e cambiamenti in favore degli animali. Ma proprio per questo le organizzazioni europee per la protezione degli animali non vogliono abbassare la guardia.

Questa revisione - la prima nel suo genere - fa parte della strategia Farm to Fork, lanciata nel 2020 proprio da parte della Commissione con l'obiettivo generale di rendere i sistemi alimentari europei equi, sani e rispettosi dell'ambiente.

Innumerevoli indagini condotte dai membri di Eurogroup for Animals hanno dimostrato però che le leggi sul benessere degli animali non sono in grado di proteggere adeguatamente i miliardi di animali affamati, malnutriti, fisicamente costretti e confinati in spazi limitati, privi di luce naturale o aria fresca, che negli allevamenti trascorrono le loro vite in condizioni di sofferenza del tutto inaccettabili.

L'elenco delle violazioni alla legislazione sul benessere animale, confermate da numerose investigazioni e denunce in tutta Europa, è impressionante. All’inadeguatezza della normativa vigente, si sommano gravi lacune che lasciano privi di tutele legali milioni di animali negli allevamenti terrestri, e miliardi di pesci in quanto diverse specie non sono protette da alcuna legislazione specifica.

In particolare:

  • Bovini allevati per il latte e per la carne oltre i sei mesi di età;
  • Pesci, sia d'allevamento che pescati in natura;
  • Pecore e le capre;
  • Riproduttori di polli “da carne” e di galline ovaiole;
  • Volatili come le pollastre, i tacchini, le anatre e le oche, le quaglie;
  • Conigli allevati a scopo alimentare.

Inoltre, come dimostrano anche i recenti casi delle navi Karim Allah ed Elbeik, ogni anno milioni di animali vengono trasportati vivi all'interno dell'UE e verso Paesi terzi per diversi giorni o addirittura settimane, esponendo gli animali a fortissimo stress, disidratazione, lesioni, malattie e persino alla morte.

Proprio le organizzazioni europee per la protezione degli animali hanno condotto numerose indagini che hanno ripetutamente svelato gravi violazioni del regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio e hanno portato alla creazione di una Commissione d’inchiesta sui trasporti di animali vivi presso il Parlamento europeo.

Eurogroup For Animals e i suoi membri uniscono le proprie voci a quelle dei cittadini di tutta Europa e invitano la Commissione europea a un'ambiziosa revisione su vasta scala, della legislazione a tutela degli animali, per far sì che nessun animale venga lasciato indietro.

La campagna intende far luce sui gravi fallimenti e sulla mancata reale applicazione della legislazione attuale: è urgente un impegno concreto da parte dell’UE, per proteggere ogni animale da maltrattamenti e crudeltà e promuovere attivamente uno stato di salute e di benessere, in termini positivi, per tutti loro.

Le nostre attuali leggi sul benessere degli animali non riescono a proteggere gli animali e, di conseguenza, miliardi di loro in tutta Europa soffrono ogni giorno. È giunto il momento per la Commissione Europea di agire e impegnarsi in un'ambiziosa revisione della sua legislazione sul benessere degli animali, assicurandosi che nessun animale venga lasciato indietro in questo processo nel processo” ha commentato Reineke Hameleers, CEO di Eurogroup for Animals.

Anche in Italia, il tema dell’ inadeguatezza delle norme a protezione degli animali allevati in zootecnia, e della loro applicazione, è estremamente attuale. Ciò a motivo di una legislazione europea che è urgente rivedere, ma anche della necessità di lavorare a livello culturale, politico, e di formazione, per assicurare la corretta e sistematica applicazione delle norme, da parte dei veterinari di sanità pubblica e, in generale, degli organi preposti ai controlli” – dichiarano le associazioni Animal Equality, CIWF, Essere Animali, e LAV, membri italiani di Eurogroup For Animals, costantemente impegnate, anche attraverso le loro investigazioni sul campo, a denunciare e far conoscere al pubblico le inaccettabili condizioni degli animali negli allevamenti.