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Cannes 2022. Appuntamento con il Metaverso. Bolloré (Havas Group): "E’ tutto nuovo. Non bisogna aver paura di sbagliare per capire e vivere questa rivoluzione della comunicazione”

Nel quarto giorno della kermesse, ADVexpress ha partecipato alla presentazione della ricerca commissionata dalla company, effettuata analizzando 30 mercati e 14600 persone dopo il rebranding di Fecebook in Meta, per sondare la percezione dei consumatori sul nuovo media virtuale. Gli utenti sono pronti e hanno grandi aspettative.

Giornata ricca di appuntamenti e di incontri all’Havas Cafè al Festival Cannes Lions 2022, dove si è svolto nella mattinata un interessante incontro sul metaverso , nel corso del quale è stata presentata una ricerca effettuata analizzando 30 mercati e 14600 persone, avvezze al digitale, dopo il rebranding di Fecebook in Meta, per sondare la percezione dei consumatori.

Dall’indagine emerge una forte crescita nelle discussioni sul web legate al metaverso. L’89% del campione dichiara di avere familiarità con questo tema, di cui il 45% sono donne e il 36% circa sono gamer tra i 16 e i 36 anni. Entrambe queste categorie hanno grandi aspettative verso il nuovo media.

Per il 46% del campione analizzato il metaverso sarebbe potenzialmente molto utile per esperienze educative oltre che per l’intrattenimento.

Il virtuale immersivo è percepito in Asia come un luogo dove poter esprimere se stessi, conoscere persone, fare nuove esperienze da portare poi, nel mondo fisico, gli insegnamenti e Ie connessioni create.

La maggior parte delle persone percepisce il metaverso come un luogo reale, non solo virtuale. Tale visione apre delle nuove problematiche, come il potenziale aumento del gap generazionale e di divenire una potenziale fonte d’ansia nel caso in cui si dovesse gestire la burocrazia pubblica attraverso il proprio avatar.

Anche dopo la crisi pandemica viene riconosciuta al mondo virtuale la possibilità di veicolare nuove conoscenze. Esso è visto anche come il luogo per inventarsi una nuova identità, anche come consumatore ; è percepito come più inclusivo rispetto al reale, un luogo dove poter collaborare con gli altri oltrepassando le baroiere geografiche e geo politiche.

I consumatori sono pronti ad utilizzare questa tecnologia, evidenzia lo studio. Per i bambini di oggi, che saranno I lavoratori di domani, si prospettano nuove tipologie di lavoro.

Il metaverso, per il 43% del campione, dovrebbe essere un luogo libero, non a pagamento. 54 miliardi di dollari è la somma che viene spesa all’anno per frequentare il virtuale. L’intrattenimento è la prima voce di spesa, seguita dagli acquisti di avatar.

Per i brand si prospetta come un media in grado di generare un aumento del valore dell’esperienza con il marchio, di allargare le community attraverso contenuti disponibili e acquistabili solo nel mondo virtuale.

Gli NFT quindi reinventeranno il rapporto consumatore\brand-produttore. Il 63% del campione analizzato dichiara di essere pronto ad entrare nel metaverso. Il 29% dei prosumers afferma di nutrire delle titubanze per la sua sostenibilità ambientale, mentre il 52% teme che si perda concettualmente la differenza tra fisico e virtuale.

Secondo gli esperti che hanno redatto lo studio, il fenomeno del metaverso esploderà a breve, citando la dichiarazione di Paris Hilton da poco autodichiaratasi “Regina del Metaverso”. Si tratta evidentemente di un nuovo media, capace di targettizzare le persone con alta precisione. Inoltre, per quanto riguarda l’ecommerce, il virtuale offre la possibilità di creare una terza dimensione nello shopping on line.

In Svezia la polizia ha già aperto un ufficio nel metaverso a disposizione per raccogliere le segnalazioni di nuove realtà che probabilmente nasceranno nel mondo virtuale con la sua espansione.

Il Direttore creativo di Havas Sports & Entertainment, France, Fabrice Plazolles, ha portato la testimonianza della campagna vincitrice del Leone D’Oro di categoria, che mette bene in evidenzia le potenzialità del nuovo media. Il progetto mostrato aveva l’obiettivo di fornire supporto a persone sofferenti a vario livello di alcolismo, facendoli partecipare liberamente a delle sedute di dialogo di gruppo alla presenza di un esperto, utilizzando una realtà virtuale, mantenendo quindi il totale anonimato, anche visivo. La progettualità, in Canada, ha dato ottimi risultati, aumentando l’affluenza a siti web specialistici per la cura del 150%. Alla fine delle riunioni effettuate da diversi gruppi, la totalità dei partecipanti ha dichiarato di avere bene compreso la propria personale situazione e ammesso che cercherà una soluzione al problema nel mondo fisico.

Il creativo prospetta l’espansione, che ha già trovato l’interesse di alcune realtà governative, per la creazione di progetti simili in grado, attraverso i video games, di essere un luogo dove poter aiutare bambini vittime di violenze familiari e disagio sociale.

I brand devono quindi testarsi, fare esperienze, per esserci e comprendere come meglio realizzare la propria comunicazione nel nuovo mondo virtuale, come affermato sul finale dell’incontro da Yannick Bolloré, Chairman & CEO di Havas Group, il quale ha preso parola portando la propria testimonianza.

“Fino a sei mesi fa non ne sapevo nulla di metaverso – ha esordito il manager – Poi un giorno, facendo zapping, ho visto un’intervista in tv di un nostro collaboratore di Havas che parlava del metaverso. L’ho poi convocato per un meeting, durante il quale mi ha convinto ad acquistare un’isola nel metaverso. Ho scoperto che per una company attualmente è molto complesso realizzare un’operazione come questa. Abbiamo quest’isola. Non sappiamo ancora cosa farcene, ma è un primo passo per esserci e capire da vicino come questo nuovo universo si muove, di quali dinamiche vive, come possiamo utilizzarlo per il nostro business e per raccontare i brand. Stiamo raccogliendo anche delle idee da alcune community su cosa realizzare sulla ‘terra’ virtuale di nostra proprietà. E’ tutto nuovo, non bisogna averne paura, e non bisogna aver paura di sbagliare per capire e vivere questa rivoluzione della comunicazione’’.

 

Davide Riva