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OBE BreakfaStories cap.3 | Trasparenza, azioni concrete e attenzione al sociale gli elementi per una comunicazione reale che raccoglie consensi a beneficio della società

Anche il quotidiano Libération si è domandato: per salvare il pianeta bisogna costringere o convincere i cittadini? La sostenibilità oggi è sostituita dall’idea di impatto e dalla necessità di ripensare il proprio business in un’ottica concreta, mirata, emozionale. Ma come l’impatto viene realizzato? E come viene raccontato? Come cambiano le organizzazioni, i ruoli e le competenze per gestire davvero questo cambiamento? A queste e altre domande hanno risposto i tre ospiti (Gruppo Iren, Bolton Food, Ente Nazionale Sordi ) dagli studi milanesi di Ciaopeople.

Terza puntata della nuova edizione delle “colazioni” promosse dall'Osservatorio Branded Entertainment, in collaborazione con PHD Media Italia e Ciaopeople, condotte dal giornalista Giampaolo Colletti, con la partecipazione di professionisti ed esperti del settore e la media partnership di ADC Group e StartupItalia.

Il tema dell'incontro andato in onda oggi dagli studi milanesi di Ciaopeople, parte da alcune domande fondamentali: la sostenibilità oggi è sostituita dall’idea di impatto e dalla necessità di ripensare il proprio business in un’ottica concreta, mirata, emozionale. Ma come l’impatto viene realizzato? E come viene raccontato? Come cambiano le organizzazioni, i ruoli e le competenze per gestire davvero questo cambiamento?

Anche Libération si è domandato: per salvare il pianeta bisogna costringere o convincere i cittadini Con Francesco Castellone, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne Gruppo IrenRoberta Signori, Sustainable Development Manager Fishing and Healthly Oceans Bolton Food; Carlo di Biase, Referente del progetto The Sign Dance per l'Ente Nazionale Sordi, accompagnato da Consuelo Frezza, l'incontro ha sondato le strategie di queste realtà.

Esordisce la testimonianza di Francesco Castellone la cui ricetta comunicativa risiede nel coinvolgimento dell'utenza: “In IREN abbiamo una struttura preposta che si occupa di comunicare la sostenibilità. Lo abbiamo fatto prima con le scuole, e da qualche anno anche verso i cittadini collaborando con le communirà dei territori in cui operiamo. Cerchiamo di costruire una relazione che coinvolga i cittadini in tutto ciò che facciamo, attraverso un racconto che informi le persone. In ogni stabilimento abbiamo adibito un servizio di accoglienza che rende il cantiere un teatro aperto alla cittadinanza, dove ognuno può venire a osservare le fasi di lavorazione. Noi abbiamo scelto e puntiamo tutto sulla trasparenza. Non abbiamo nulla da nascondere, quindi aprire le porte a chiunque voglia visitarci ci è sembrata un'azione obbligata.”

La trasparenza quindi come leva differenziante per aumentare anche il coinvolgimento. Ne è un esempio la sperimentazione realizzata da Geopop attraverso un prodotto di BCE che ha coinvolto la communirà dei cittadini limitrofi ad un impianto del Gruppo donando una nuova prospettiva scientifica al progetto. “ Siamo sempre aperti alla controparte, disposti all'ascolto. Vogliamo capire le esigenze delle persone su cui IREM impatta, dare loro dignità. Gli impianti sono una vera e propria aula didattica dove poter apprendere tutta la filiera delle nostre azioni.”

Arrivare entro il 2024 con il 100% di sostenibilità sulla pesca. Questo obiettivo di Bolton Food, di cui Roberta Signori è la Sustainable Development Manager Fishing and Healthly Oceans. “Anni fa abbiamo scelto di cominciare a fare qualcosa di concreto prima di comunicare la sostenibilità, tralasciando i grandi claim per agire. Alla base della nostra comunicazione c'è un lavoro svolto sulla filiera di trasformazione. Dal 2017 è in essere una partnership con il WWF che riguarda tutti i nostri brand di food in tutti i Paesi. Si tratta di una collaborazione trasformativa, con al suo interno una parte di comunicazione partita nel 2019 rivolta al target mamme con bambini. Con il progetto “Insieme per gli Oceani” (attivo in dieci Paesi oltre l'Italia). Abbiamo creato un cartone che negli anni è diventato un progetto per le scuole, con 3000 istituti coinvolti e circa 100mila alunni, e un libro venduto su Feltrinelli che è stato tra i top 20 libri di bambini più venduti.”

Una progettualità green che ha avuto un ottimo successo comunicativo. Per il brand il punto vendita rimane importante, per il quale sono in costruzione alcune azioni finalizzate ad allargare il target attraverso le rivendite fisiche e dialogare con più categorie. Ma come fare? “Partendo da concetti e messaggi dobbiamo cambiare il linguaggio per raggiungere nuove sensibilità e categorie di persone. La collaborazione con il WWF, essendo una ONG globale ci aiuta a mantenere i messaggi focalizzati sulla green, accreditando il progetto sui mercati internazionali come leva distintiva."

Carlo di Biase, Referente del progetto The Sign Dance per l'Ente Nazionale Sordi, accompagnato da Consuelo Frezza per la traduzione dallla lingua LIS ha raccontato l'esperienza dell'associazione, che coinvolge più del 50% della comunità sorda italiana, la quale si è richiamata l'attenzione della società con la campagna «The Sign Dance», un progetto di DLVBBDO che, attraverso TikTok, ha permesso ai fruitori, in modo semplice e divertente, di imparare alcune frasi semplici in lingua LIS.

L'idea si è basata sulla trasposizione di frasi di canzoni italiane nella lingua dei segni. “È stata una grossa sfida – dichiara di Biase – Non ci eravamo mai occupati di una operazione del genere. Per farlo abbiamo cercato di convincere alcuni professionisti sordi con esperienza nel campo musicale ad aiutarci. Il progetto si è rivelato un modo vincente per sensibilizzare la società verso i non udenti, creando una sorta di dialogo che faceva dell'intrattenimento il ponte comunicativo.”

"Eravamo abituati a poche visualizzazioni sui nostri canali social. Il progetto ci ha portato grande visibilità creando connessione con comunità diverse. Molti artisti famosi hanno sposato la causa. È stata una sfida importante provare ad unire un mondo silenzioso con quello della musica, un tentativo che è stato molto apprezzato, con una grossa partecipazione degli udenti ma anche dei sordi (non tutti i non udenti parlano la LIS) che hanno molto partecipato. È stato un modo per dare valore e diffondere una immagine positiva dei sordi e alla lingua gestuale” (che negli USA è la terza più parlata dopo inglese e spagnolo).

Un fattore comune delle tre esperienze è che dipendenti e appartenenti alla comunità sono stati e sono i primi ambasciatori dei valori della realtà di appartenenza. Tutte le progettualità hanno dato origine a propaggini spontanee che hanno diffuso ulteriormente messaggio e finalità.

Va sottolineato come spesso, e il caso Ente Nazionale Sordi ne è un esempio, che le realtà associative vivono di volontariato. Una dinamica che non permette una costante possibilità di dialogare con la società. Per alimentare l'evoluzione societaria non bastano singoli progetti a vita breve. Servono azioni di lungo periodo: qui si apre la possibilità per i brand di sposare cause che possano essere veicolo di valori aziendali condivisi oltre che azioni di supporto concreto verso il benessere della comunità.