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IAP celebra 60 anni di Autodisciplina Pubblicitaria: alla Triennale di Milano un confronto sul futuro della comunicazione responsabile. Lasorella: "Serve una combinazione equilibrata tra legge, norme e strumenti autodisciplinari"

Si è svolto ieri presso il Salone d’onore della Triennale di Milano l’evento celebrativo promosso dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria in occasione del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione. Oggi nella crescente complessità contemporanea, in un contesto trasformato dall’intelligenza artificiale, il ruolo di IAP è più centrale che mai: garantire trasparenza, correttezza e tutela dei consumatori, senza frenare la creatività, ma orientandola.

Sessant’anni di storia, di innovazione e responsabilità. Si è svolto ieri presso il Salone d’onore della Triennale di Milano l’evento celebrativo promosso dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria in occasione del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione.

Un momento di confronto che ha riunito istituzioni, giuristi, accademici e professionisti della comunicazione per riflettere sul percorso di regole e principi che ha accompagnato l’evoluzione della pubblicità, a fronte delle continue trasformazioni che hanno attraversato il settore e alle sfide che l’immediato futuro gli pone.

Dopo 60 anni l’Autodisciplina conserva quel carattere rivoluzionario che sta alla base del patto volontario tra imprese, agenzie e media che le ha dato origine: non ha mai perso il “il filo” nel fissare regole per la pubblicità, applicandole con rigore, ma senza mai mortificare la creatività. Anzi sostenendola e contribuendo a darle slancio nel rispetto del pubblico. Non a caso la campagna di comunicazione che ha accompagnato i festeggiamenti si basa sulla metafora del filo: un simbolo visivo e concettuale, elemento grafico ma anche segno che racconta nelle sue declinazioni il ruolo e le caratteristiche dell’Autodisciplina, ne tiene insieme la storia e la proietta nel futuro.

Oggi nella crescente complessità contemporanea, in un contesto trasformato dall’intelligenza artificiale, il ruolo di IAP è più centrale che mai: garantire trasparenza, correttezza e tutela dei consumatori, senza frenare la creatività, ma orientandola. Dall’evento è emerso con forza il valore dell’Autodisciplina come strumento capace di accompagnare le evoluzioni del mercato pubblicitario, favorendo l’equilibrio tra creatività e diritto, un modello che ha contribuito a rafforzare la credibilità della comunicazione commerciale italiana, di fatto spesso anticipando i bisogni di regolamentazione.

Come evidenziato nel keynote speech del Presidente AGCOM Giacomo Lasorella (nella foto), “l’Autodisciplina non costituisce un’alternativa alla legge, ma un modo per renderla più efficace”. Un principio che rappresenta oggi una delle chiavi per affrontare le sfide della comunicazione contemporanea: integrare regolazione pubblica e autoregolamentazione in un sistema complementare e dinamico. Il Presidente ha evidenziato la necessità di una combinazione equilibrata tra legge e norme e strumenti autodisciplinari, affinché il settore pubblicitario possa continuare a evolversi in modo costante, mettendo al centro la responsabilità.
 
La Presidente dell’Istituto Chiara Alvisi, che ha aperto i lavori, ha sottolineato come i 60 anni di IAP confermino il valore di un modello che continua a essere punto di riferimento per il comparto, dimostrando come etica, innovazione e creatività possano crescere insieme e come sia possibile creare un ecosistema comunicativo affidabile e consapevole.

Il primo panel, moderato dall’avvocato Riccardo Rossotto, ha messo a confronto punti di vista diversi, anche in chiave comparativa con esperienze estere affini, approfondendo da un punto di vista giuridico il rapporto tra creatività e diritto. L’esperienza autodisciplinare italiana ha dimostrato che il comparto pubblicitario ha fatto sistema, rappresentando un unicum a livello nazionale, molto apprezzato dai colleghi stranieri presenti.

Il secondo panel, moderato dal giornalista Giampaolo Colletti, ha verificato come sociologia, semiotica e creatività possono dialogare in modo complementare e utile alla ricerca dell’equilibrio tra creatività e responsabilità. Sono emersi i concetti di creatività responsabile, dove la responsabilità non è un limite, ma una leva creativa, e dell’Autodisciplina pubblicitaria come bussola orientativa.

Hanno partecipato: Chiara Alvisi, Presidente IAP, Giampaolo Colletti, Giornalista; Giovanna Cosenza, Ordinaria di Semiotica dell’innovazione digitale UNIBO; Antonio Gambaro, Presidente del Giurì, Accademico dei Lincei; Vincenzo Guggino, Segretario Generale IAP, Giacomo Lasorella, Presidente AGCOM; Giuseppe Mazza, Copywriter e Docente Università IULM di Milano; Carlo Orlandi, Presidente del Comitato di Controllo IAP; Ivana Pais, Ordinaria di Sociologia economica Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Riccardo Rossotto, Avvocato; Hilary Souter, Presidente International Council for Advertising Self-Regulation; Orla Twomey, Presidente European Advertising Standards Alliance.