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Diritti negoziazione. Colombo (Publitalia): "Applicazione ddl Levi trauma per un mercato in difficoltà"

A proposito del tema dei diritti di negoziazione, ADVexpress ha contattato il direttore generale marketing Publitalia Luigi Colombo, che ha sostanzialmente ribadito la posizione dell'azienda, non del tutto contraria ai diritti di negoziazione, e ancora 'fedele' al documento condiviso firmato insieme ad Assocomunicazione, Upa e altri importanti editori.

Ecco, a proposito del tema dei diritti di negoziazione, il punto di vista di una importante concessionaria. ADVexpress ha contattato il direttore generale marketing Publitalia Luigi Colombo, che ha sostanzialmente ribadito la posizione dell'azienda, non del tutto contraria ai diritti di negoziazione, e ancora 'fedele' al documento condiviso firmato insieme ad Assocomunicazione, Upa e altri importanti editori.

Luigi Colombo, alla luce dei nuovi sviluppi del ddl Levi (vedi notizia correlata), qual'è la posizione di Publitalia?

Nei diversi incontri con Levi abbiamo sempre sostenuto che da parte nostra non c'è alcuna controindicazione al permanere dei diritti di negoziazione, ovviamente se traspèarenti, ben definiti e documentati, come del resto è successo fino ad ora.

Cosa ne pensa dell'intransigenza di Levi in materia di diritti di negoziazione?

Lavorare e apportare delle modifiche al sistema in termini di trasparenza ritengo sia una via auspicabile e oppurtuna. Virare invece in maniera violenta e molto decisa, in questo momento potrebbecreare dei problemi. La questione non dovrebbe essere affrontata in maniera radicale, ma con il tempo necessario affinchè  i centri media riescano a ridefinire il proprio modello di business. Il mercato, inoltre, sebbene negli ultimi tempi dia segnali meno preoccupanti, sta vivendo un momento difficile, e un intervento come quello del ddl Levi rischierebbe di risultare traumatico e a variabile negativa.

Se il ddl Levi passerà cosa farete?

Naturalmente ci adegueremo a quello che la legge richiederà. La soluzione che sottoscriviamo però è quanto indicato dal documento congiunto inviato a Levi, in cui si auspica una maggior trasparenza, ma non si parla di abolizione dei diritti di negoziazione.

Matteo Vitali