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Montrone: l’Agcom vuol cancellare le tv locali dal DTT
Secondo il presidente dell’Associazione nazionale ALPI - Radio TV ed editore di Telenorba, Luca Montrone, l'intenzione di assegnare alle reti nazionali le posizioni da 1 a 9 non rispetterebbe le abitudini e le preferenze dei cittadini, come previsto dalla legge, causando un grave danno alle tv locali.
“Apprendiamo con stupore che l’AGCOM, in tema di numerazione automatica dei canali in digitale, a seguito di un’indagine commissionata sulle abitudini degli italiani, avrebbe deciso di assegnare alle reti nazionali le posizioni da 1 a 9”.
E’ quanto rivela Luca Montrone (nella foto), presidente dell’Associazione nazionale ALPI - Radio TV ed editore di Telenorba, che aggiunge: “Se queste indiscrezioni fossero confermate, tale decisione sarebbe in contrasto con l’art. 5 del Decreto Legislativo n. 44 di marzo 2010 che prevede che il Piano di numerazione automatica sopra indicato debba rispettare come criterio direttivo prioritario le abitudini e “preferenze degli utenti” con riferimento anche alle emittenti locali. Le indagini andavano effettuate nelle singole regioni, e solo in quelle in cui non c’è ancora stato lo switch off; è assurdo e grottesco andarle ad effettuare ora in quelle regioni dove, proprio a causa del passaggio definitivo al sistema digitale, le TV locali sono state illegittimamente private del posizionamento ottenuto in trent’anni di attività, e far derivare decisioni da questi dati”.
“Questa decisione dell’AGCOM, se confermata - continua Montrone - lede illegittimamente il principio della libera concorrenza, il principio del pluralismo dell’informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati. Inoltre si produrrebbe gravissimo danno all’economia del Paese, dal momento che le sorti del settore televisivo locale sono strettamente legate alle PMI, che alle TV locali affidano la loro comunicazione per far conoscere i loro prodotti e stimolarne i consumi, e che rappresentano l’asse portante dell’economia del Paese, costituendo il 70,8% del valore aggiunto totale.”
“Le TV locali storiche e di qualità - annuncia Montrone - sono, pertanto, pronte a dare battaglia, su tutti i fronti, a decisioni così gravi, vessatorie, ingiuste e facilmente contestabili, dal momento che svariate indagini, condotte nelle varie regioni da istituti diversi, ad iniziare dall’Auditel, portano a risultati differenti che vedono le posizioni 8 e 9 occupate, in oltre l’80% dei casi, da TV locali e, in alcune regioni, anche la posizione numero 7, visto che la percentuale nazionale delle TV locali - su questa posizione - è del 51%.”
“Pertanto” - conclude Montrone - “spero vivamente che le indiscrezioni trapelate non siano veritiere e che, se il nostro è uno Stato di diritto, l’AGCOM rispetti le abitudini e le preferenze dei cittadini, come previsto dalla legge.”
MF
E’ quanto rivela Luca Montrone (nella foto), presidente dell’Associazione nazionale ALPI - Radio TV ed editore di Telenorba, che aggiunge: “Se queste indiscrezioni fossero confermate, tale decisione sarebbe in contrasto con l’art. 5 del Decreto Legislativo n. 44 di marzo 2010 che prevede che il Piano di numerazione automatica sopra indicato debba rispettare come criterio direttivo prioritario le abitudini e “preferenze degli utenti” con riferimento anche alle emittenti locali. Le indagini andavano effettuate nelle singole regioni, e solo in quelle in cui non c’è ancora stato lo switch off; è assurdo e grottesco andarle ad effettuare ora in quelle regioni dove, proprio a causa del passaggio definitivo al sistema digitale, le TV locali sono state illegittimamente private del posizionamento ottenuto in trent’anni di attività, e far derivare decisioni da questi dati”.“Questa decisione dell’AGCOM, se confermata - continua Montrone - lede illegittimamente il principio della libera concorrenza, il principio del pluralismo dell’informazione e il diritto dei cittadini ad essere informati. Inoltre si produrrebbe gravissimo danno all’economia del Paese, dal momento che le sorti del settore televisivo locale sono strettamente legate alle PMI, che alle TV locali affidano la loro comunicazione per far conoscere i loro prodotti e stimolarne i consumi, e che rappresentano l’asse portante dell’economia del Paese, costituendo il 70,8% del valore aggiunto totale.”
“Le TV locali storiche e di qualità - annuncia Montrone - sono, pertanto, pronte a dare battaglia, su tutti i fronti, a decisioni così gravi, vessatorie, ingiuste e facilmente contestabili, dal momento che svariate indagini, condotte nelle varie regioni da istituti diversi, ad iniziare dall’Auditel, portano a risultati differenti che vedono le posizioni 8 e 9 occupate, in oltre l’80% dei casi, da TV locali e, in alcune regioni, anche la posizione numero 7, visto che la percentuale nazionale delle TV locali - su questa posizione - è del 51%.”
“Pertanto” - conclude Montrone - “spero vivamente che le indiscrezioni trapelate non siano veritiere e che, se il nostro è uno Stato di diritto, l’AGCOM rispetti le abitudini e le preferenze dei cittadini, come previsto dalla legge.”
MF

