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e20 n.113. Fiere, una ricchezza che va tutelata e incentivata. Sarti (Aefi): "Tra i trend in atto nel settore, una sempre maggiore attenzione alle iniziative collaterali organizzate sul territorio"

Da oltre 40 anni, in Italia esiste un’Associazione che si occupa della promozione, formazione, sviluppo e tutela del settore. A fare il punto sulla rivista e20 circa lo stato dell’arte del comparto e sulle attività dell’Associazione è in questa intervista Loredana Sarti (in foto), segretario generale di Aefi-Associazione esposizioni e fiere italiane.

Le fiere sono tra le tipologie di eventi più longeve. Incontri a cadenza regolare, legati, nell’antichità, a feste religiose, e dal Medioevo in poi occasione per artigiani e produttori di presentare prodotti, ma anche scambiare idee e conoscenze da tutto il mondo.

Manifestazioni di piazza per le quali nel tempo sono state costruite location di ogni tipologia, nate per ospitare kermesse di dimensioni sempre più grandi e articolate. Un comparto che negli anni ha vissuto momenti floridi, ma anche difficili, come la crisi del 2008 e quella legata alla pandemia. E che oggi vede il suo sviluppo negli investimenti sulle infrastrutture, nella capacità di promozione all’estero, nella pianificazione e nel dialogo con i territori.

Da oltre 40 anni, in Italia esiste un’Associazione che si occupa della promozione, formazione, sviluppo e tutela del settore. A fare il punto sulla rivista e20 circa lo stato dell’arte del comparto e sulle attività dell’Associazione è in questa intervista  Loredana Sarti (in foto), segretario generale di Aefi-Associazione esposizioni e fiere italiane.

La rivista e20 compie vent’anni. Come si è evoluto il vostro settore in questo lasso di tempo? 

Gli ultimi 20 anni hanno alternato grandi slanci positivi e ancora più grandi inversioni di tendenza uniti a mutamenti finanziari, economici e sociali senza precedenti. Circa vent’anni fa, il sistema fieristico italiano ha vissuto due grandi trasformazioni: in primo luogo il decentramento regionale, poi la riforma trasformazione degli enti fieristici in società di capitali, con le conseguenti innovazioni delle strutture fisiche e delle modalità di gestione.

È qui che avvengono consistenti investimenti nelle infrastrutture, con lo scopo di aprirsi verso il mercato mondiale. Obiettivo poi centrato negli ultimi dieci anni: la crescita dei visitatori internazionali va di pari passo con quella del nostro export, le fiere italiane sono più numerose e ai primi posti nel sistema europeo nei settori leader del Made in Italy.

Fino alla pandemia, che ci mette in ginocchio, mostrandoci però una nuova strada: diversamente da altri Paesi, si riprogrammano le manifestazioni, ricercando nuovi modelli e nuove opportunità di mercato, e dando un forte impulso alla ricerca di soluzioni virtuali. Il tutto con il supporto di Aefi, che si fa promotrice presso le Istituzioni, con successo, delle richieste di sostegno al settore. 

La storia di Aefi è molto più lunga: quest’anno infatti compie 40 anni. Ci racconta con quale obiettivo è nata e qual è il suo ruolo oggi? 

Nel 40mo anno di attività rimaniamo fedeli al nostro obiettivo primario: promuovere lo sviluppo del sistema fieristico nazionale italiano nella sua 
evoluzione culturale, economica e produttiva, e rappresentarlo nei rapporti con le Istituzioni. 

Aefi oggi conta 48 associati, con 42 quartieri, dove si svolgono oltre 1000 manifestazioni all’anno, su una superficie espositiva totale di 4,2 milioni di metri quadrati, e otto organizzatori.

Nel tempo poi l’attività si è declinata a seconda delle esigenze: all’inizio, abbiamo lavorato per creare sistemi di informazione e comunicazione efficaci, per portare a forti investimenti in infrastrutture e servizi, tali da rendere competitivi i quartieri italiani con i concorrenti europei; e all’avvio delle certificazioni.

Poi, dopo la crisi del 2008, abbiamo intensificato l’attività di relazioni istituzionali per rimarcare il ruolo delle fiere quale leva della politica economica del Paese.

Operazione che funziona perché si creano forti sinergie con Ice, Sace, Simest, e il Governo le include nel Piano Straordinario per la Promozione 
del Made in Italy
, un successo importante per il settore che per la prima volta lo vede destinatario di forti incentivi. 

Quanto conta la sostenibilità per il vostro settore? Quali attività svolgere a tal proposito come associazione?

La nostra associazione è impegnata su tutte le tematiche che il Pnrr prevede: economia circolare, energie rinnovabili, idrogeno, rete e mobilità sostenibile, efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, assetto societario, tutela del territorio e della risorsa idrica e certificazioni. 

Vorrei porre l’accento su due questioni principali: sul tema della gestione dei rifiuti, segnalo che nel 2019 la Commissione tecnica Aefi ha predisposto il documento ‘Buone pratiche’ per ridurre la produzione dei rifiuti nei quartieri fieristici. Ebbene, a fine 2021 nel monitoraggio annuale da noi effettuato presso i nostri associati, ben il  97% dei quartieri sono attivi nella raccolta differenziata, il 94% usa materiali riutilizzabili negli allestimenti e l’85% usa posteria biodegradabile o riciclata nella ristorazione. 

In merito invece all’efficienza energetica e all’utilizzo delle energie rinnovabili, secondo la già citata indagine Aefi, nel 2021 il 54% dell’energia è stata prodotta da fotovoltaico, mentre nel campo dell’efficientamento energetico e di qualificazione degli edifici, gli interventi di relampingcon il 69% sono l ‘intervento più diffuso. 

Uno sguardo al futuro. Quali i trend e le nuove sfide per gli eventi e il vostro settore?

La sfida riguarda tutti i settori e tutti i Paesi: il recupero di una situazione di pace e stabilità che consenta di lavorare sul futuro e non sull’emergenza.

Tutti i nostri associati stanno analizzando diversi aspetti per verificare il nostro ruolo di strumento di politica industriale del Paese e di valorizzazione dell’economia dei territori, nonché di veicolo del Made in Italy nel mondo. A tal proposito, le difficoltà di approvvigionamento di componenti e prodotti incontrate in questo periodo hanno portato a una riconsiderazione della produzione Made in Italy. 

Una delle importanti tendenze, che caratterizzerà sempre di più le manifestazioni tenute in Italia, è l’attenzione dedicata alle iniziative collaterali organizzate sul territorio

Un’ottima opportunità per permettere a operatori e visitatori di incontrare le nostre eccellenze tramite visite alle imprese, eventi nelle città e appuntamenti culturali che arricchiscono l’esperienza in fiera e rendono più piacevole la presenza nel nostro Paese.

Uno sguardo in casa, ma l’orizzonte è comunque sempre di più il mondo, che da una parte si aspetta di ricevere i nostri prodotti per poterli mostrare, e dall’altra desidera conoscere e acquisire le innovazioni effettuate da altri per poterle integrare nei propri processi, migliorandoli. È sempre più diffusa la consapevolezza che bisogna collaborare tutti insieme per prodotti migliori, che ci consentano di vivere in un mondo migliore.

Francesca Favotto