Inchieste
Cassone (Alphaomega): "Rinunciando a Roma 2020 abbiamo perso una grandissima opportunità"
Abbiamo contattato alcuni esperti del settore eventi per raccogliere delle riflessioni sulla decisione di Monti di non candidare l'Italia ai Giochi. Secondo Alberto Cassone, partner Alphaomega, "Come spesso dimostrato da Roma Capitale e dal Coni, circa l'80% degli impianti e delle strutture da realizzare sarebbero stati frutto di una riqualificazione di strutture già esistenti e questo voleva dire realizzare un'Olimpiade con costi contenuti rispetto agli altri sfidanti. Si è persa una grande occasione".
L'Olimpiade del 2020 non si farà a Roma. Come dichiarato nei giorni scorsi dal premier Mario Monti, l'Italia ha ritirato la propria candidatura ai Giochi.
La crisi economica, il caso di Atene 2004 e i costi raddoppiati per l’Olimpiade che si svolgerà a Londra sono stati decisivi nel convincere il premier, pur sapendo che le Olimpiadi possono rappresentare anche una grande occasione di sviluppo.
Restano in corsa Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku. La scelta verrà fatta a Buenos Aires il 7 settembre 2013.
A questo proposito, abbiamo contattato alcuni esperti del settore eventi per raccogliere delle riflessioni sulla decisione di Monti.
Oggi ne parliamo con Alberto Cassone partner Alphaomega, agenzia particolarmente coinvolta nel dibattito poichè ha affiancato Roma Capitale in occasione della presentazione alla città di ‘Roma 2020’, prima candidatura di Roma ai Giochi Olimpici 2020.
Cosa ne pensa della nostra 'ritirata' per la corsa alle Olimpiadi 2020? È d'accordo con Monti o ritiene che l'evento avrebbe potuto incidere positivamente sul Paese?
Penso che si sia persa una grandissima opportunità. Sto apprezzando molto gli sforzi e la linea che sta imprimendo il governo Monti alla nazione ma ritengo un errore quello di rinunciare ai "sogni" o meglio a quei progetti che possono conferire modernità e sviluppo al Paese e credo che le Olimpiadi in particolare, visto l'enorme impatto mediatico, avrebbero dato un motivo in più per avere fiducia nella nostra nazione e nei nostri professionisti del settore. Capisco che la situazione economica in Italia non è delle migliori, ma , come detto, ritengo si potesse dare un messaggio di ottimismo sul nostro futuro e fare in modo che le cose fossero realizzate "a regole d'arte" ponendo attenzione e rigore nella gestione dei conti e degli interventi programmati, d'altronde come spesso dimostrato da Roma Capitale e dal Coni circa l'80% degli impianti e delle strutture da realizzare sarebbero stati frutto di una riqualificazione di strutture già esistenti e questo voleva dire realizzare un'Olimpiade con costi contenuti rispetto agli altri sfidanti e rispetto alla tradizione della manifestazione e, penso, questo sarebbe stato un bellissimo spot per l'Italia e per la nostra capacità di fare le cose bene a costi corretti.
Restano in corsa Madrid, Tokyo, Istanbul, Doha e Baku. Per chi fa il tifo?
Dico Madrid perchè visto che la Spagna ha un'economia simile alla nostra, si possa avere la dimostrazione che le Olimpiadi rappresentano una formidabile opportunità di sviluppo e non solo una voce di costo.
Serena Roberti

