Premi

Daniele Molmenti è Sportivo dell’Anno al Bea Italia 2012. La premiazione venerdì 16

Il canoista friulano, medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e Sportivo dell'Anno al Bea Italia 2012, consegnerà, nel corso della serata di premiazione del 16 novembre presso Spazio Eventiquattro di Milano, l’ambito Elefantino al vincitore della tipologia ‘Evento Sportivo’.
È un ragazzo d’oro, Daniele Molmenti, Sportivo dell'Anno al Bea Italia 2012. Luigi Damiani. E così lo definiscono Alberto Francescut e Alessandro Sellan che hanno dedicato al canoista friulano un libro proprio dal titolo ‘Daniele Molmenti. Il ragazzo d'oro’ (edizioni L'Omino Rosso).

Molmenti03 copia.jpeg.jpg

L'atleta nato a Pordenone non ha regalato all’Italia esclusivamente una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici di Londra 2012, ma vanta, nella sua specialità, un palmares internazionale eccezionale: un oro, tre argenti e due bronzi ai mondiali; un oro, due argenti e un bronzo in coppa del mondo; cinque ori, quattro argenti e quattro bronzi agli europei. La vittoria finale a Londra è arrivata nella discesa conclusiva con un crono di 93.43 che ha relegato il ceco Hradilek al secondo posto e il tedesco Aigner al terzo. Proprio nel giorno del suo ventottesimo compleanno. Appassionato di moto, arrampicata in montagna e mountain bike, allievo dell'olimpionico Pierpaolo Ferrazzi, oro a Barcellona 1992 e bronzo a Sidney 2000, l'atleta del Gruppo Sportivo Forestale si è presentato all'appuntamento olimpico da favorito, convinto di poter vincere e fiducioso di essere d’ispirazione per i giovani. Proprio a questi ultimi, infatti, ha dedicato il suo alloro.

“Daniele - racconta Damiani - è una persona eccezionale, sotto tutti gli aspetti: per i suoi valori morali, per la sua dedizione allo sport e per la sua capacità di rappresentare i giovani d'oggi. È un ragazzo di cuore e con il cuore parla alle giovani generazioni di sportivi, e non, che trovano in lui un riferimento e un esempio di come la volontà e l'impegno possano dare risultati da podio. Queste sono caratteristiche uniche, che lo rendono anche un testimonial ideale per quelle aziende italiane che desiderano essere rappresentate in tutto il mondo da uno sportivo realmente d'oro”.

P1000208 copia.JPGChiediamo all’atleta friulano (nella foto insieme al direttore Salvatore Sagone) di raccontarci la sua storia e le tappe che lo hanno portato sul podio di Londra 2012 e oggi su quello del Bea Italia 2012 quale ‘sportivo dell’anno’. Un riconoscimento per le sue eccezionali performance sportive, ma anche per la sua vicinanza ai giovani, i suoi valori e l’innata capacità di trasmetterli al pubblico.

Parlaci di questa vittoria alle Olimpiadi…
L'oro alle Olimpiadi è il traguardo più alto che noi atleti possiamo raggiungere. È il risultato di così tanti anni di impegno e allenamento, che una volta raggiunto, rappresenta quasi una 'liberazione' da tutto il peso del lavoro che si è fatto.

Hai sempre creduto di conquistare la medaglia d’oro?
Sono arrivato decimo a Pechino, ultimo della finale, per un errore banale. Già dal giorno successivo ero convinto che avrei potuto vincere una medaglia olimpica anch'io. Che sarei potuto arrivare all'oro. Da lì è cominciato il lavoro per questo traguardo. Ci ho sempre creduto, perché avevo tutte le carte in regola per potercela fare: l'appoggio della Forestale, di cui faccio parte, che mi ha permesso di allenarmi da professionista. Il mio allenatore, Pierpaolo Ferrazzi, che ha già vinto due medaglie olimpiche e sapeva esattamente quali fossero i passaggi per arrivare sul podio. E, infine, il mio spirito agonistico e il desiderio di raggiungere questo obiettivo che mi ha sempre accompagnato. Non sarei mai andato a Londra per arrivare secondo…

Vincere nel giorno del proprio compleanno dà una soddisfazione maggiore?
Solitamente non festeggio il compleanno ma quest'anno ho deciso di farmi un regalo speciale. Ho provato a chiederlo agli avversari, ma mi hanno detto no... allora ci ho pensato io (sorride, ndr). Per chi crede nella 'cabala', c'erano tanti fattori che combaciavano: era il giorno del mio compleanno, il nastrino della medaglia era del colore del mio quartiere ed esattamente vent'anni prima il mio allenatore vinse l'Oro a Barcellona...

Molmenti01 copia.jpgIl Coni ti ha scelto quale portabandiera nella cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e per consegnare al Presidente della Repubblica la medaglia d'Oro durante l'incontro organizzato al Quirinale per tutti gli atleti Olimpici. Che effetto ti ha fatto?
Rappresentare l'Italia portando la bandiera in uno stadio Olimpico è davvero un'emozione indescrivibile. Mi ha fatto molto piacere, soprattutto conoscere le motivazioni che hanno spinto il Coni a scegliermi quale portabandiera: il mio desiderio di appoggiare i giovani e la mia capacità di comunicare i valori legati allo sport pulito. Anche rappresentare tutti gli altri atleti consegnando personalmente la medaglia d'Oro al Presidente Napolitano è stata un'esperienza molto significativa.

Con il Bea 2012 ti viene consegnato il premio quale miglior sportivo dell’anno. Una nuova soddisfazione…dopo aver recentemente vinto i campionati italiani.
Mi fa davvero molto piacere, soprattutto perché il riconoscimento, in questo caso, non è solo sportivo. Significa che oltre al risultato puramente agonistico, ho inviato un messaggio di comunicazione, grazie ai valori che cerco di promuovere attraverso la mia attività e partecipando ad eventi.

Sport e comunicazione quindi vanno a braccetto?
In alcuni casi, come nel calcio, la comunicazione è ormai parte del business. Negli sport come il mio, invece, la comunicazione serve a promuovere la disciplina che, nonostante sia stata la terza gara più vista delle Olimpiadi, non è in Italia ancora conosciuta come le altre. Inoltre, serve a sottolineare i valori che uno sport in natura porta costantemente, come il rispetto della natura stessa e lo stile di vita sano e pulito.

Quando hai cominciato a praticare questo sport? C’è qualcuno che ha ispirato il tuo percorso sportivo?
Ho seguito le orme di mio fratello, di due anni più grande. Il canoa club di Cordenons, vicino a Pordenone, mi prese in simpatia e ogni estate si viaggiava in tutta Italia per vivere esperienze uniche. Da questa passione è nato poi lo spirito di primeggiare ed essere sempre il migliore.

Come giudichi il livello della canoa italiana? E quello dei nostri sportivi in genere?
Dopo vent'anni abbiamo rivinto l'Olimpiade. Questo vuol dire che la tradizione non si è persa. Negli ultimi 4/5 anni ho vinto Mondiali, Europei, Coppa del mondo nella classe regina, il K1 maschile, quindi siamo forti. Manca continuità invece nelle categorie minori.

Due mesi di stage in Cina, altri due in Australia: perché non in Italia?
Il problema vero della Canoa italiana è che manca un canale artificiale come quello di Londra. Tutta Europa ha investito in questi percorsi artificiali, mentre noi ancora ci alleniamo nei fiumi alpini, che vanno bene per imparare, ma non hanno le specifiche dei canali di gara, in termini di sicurezza e di caratteristiche tecniche. Ogni anno quindi sono costretto a svernare in Australia o in Sud America.

A chi hai dedicato la tua medaglia?
Ai giovani che non lasciano il nostro Paese, soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Credendo nel proprio lavoro, nelle nostre tradizioni e nei nostri valori, con sacrificio e spirito di appartenenza è possibile ottenere risultati come quelli da me raggiunti.
Molmenti02 copia.jpg

Se non fossi stato uno sportivo cosa avresti voluto fare? Quali sono i tuoi altri interessi?
Mi piace la legge e che sia rispettata. Fin da piccolo ho sempre ammirato i tutori della legge. Probabilmente sarei stato un carabiniere del XIII Reggimento, quello del Friuli. Sto studiando giurisprudenza proprio per poter fare carriera in Forestale.

Se non il tuo sport, quale altra disciplina praticheresti?
Mio nonno era un ginnasta, è stato campione di sbarra fissa. Io sono piccolo e forte, un fisico ideale per questo tipo di sport, molto fisico, tecnico, ma anche d'intelligenza, quasi come la canoa. Quindi probabilmente, sarei diventato anch’io un ginnasta.

Quali caratteristiche bisogna avere e cosa bisogna fare per raggiungere un traguardo come l’oro alle Olimpiadi? Quali sono stati i segreti della tua preparazione?
Oltre all’allenamento fisico e mentale, vanno curati molti dettagli: dalla dieta alle ore di sonno, dal vestiario fino ai mezzi. La mia imbarcazione, per esempio, l'ho costruita personalmente. Ho dovuto costruire nove barche prima di trovare quella ideale per Londra. Anche la scelta della pagaia è stata studiata a lungo, così come l'abbigliamento: l'elastico sul braccio non doveva essere troppo stretto...

Un consiglio quindi per chi punta a traguardo Olimpico?
Tanto allenamento, cura dei dettagli e tanta disciplina nella vita di tutti i giorni. Non bisogna essere campioni solo quando ci si allena.

redazione.JPGOltre alla tua storica passione, la canoa, ne hai anche un’altra: il motociclismo…tanto che la tua canoa è di color rosso Ducati…ma è vero che hai venduto la moto per poterti preparare a Londra 2012?
Dopo Pechino il mio allenatore mi ha chiesto di fare un sacrificio, mi avrebbe allenato per Londra a condizione che rinunciassi alla moto. Anni fa, infatti, ho avuto un brutto incidente e ho rischiato di 'buttar via' tutta la carriera. L'ho venduta e con quei soldi sono andato due mesi e mezzo in Australia per allenarmi.

Sei anche un grande tifoso del Milan… che consiglio daresti all’allenatore Allegri in questo momento di difficoltà?
Consiglierei di costruire il più possibile lo spirito di squadra. Sono giocatori nuovi e manca vero solista come lo era Ibrahimovic.

Quanto tempo libero ti rimane tra un allenamento e l’altro?
Mi alleno una media di sei ore al giorno. Un paio di ore le dedico allo studio e di tempo libero ce n'è poco. Nel mio giorno libero solitamente vado in montagna a camminare con Mauro Corona. Non riesco a stare troppo fermo.

Tra i tuoi obiettivi, anche quello di essere appoggiato da sponsor tecnici e non. Perché un'azienda dovrebbe sceglierti quale testimonial?
Il mio sport presuppone grande sacrificio, forza di volontà, rispetto delle regole e uno stile di vita sano. Inoltre, sono giovane e credo nei giovani. Questi sono i valori in cui mi rispecchio e che potrei rappresentare in tutto il mondo affiancando brand che trovino affinità nel mio stile di vita e di pensiero.

Partecipi a numerosi eventi sportivi quale ospite d’eccezione?
L'essere invitato a numerosi eventi pubblici, convention su argomenti sportivi e persino a tenere lezioni presso le Università, mi ha offerto l'opportunità di dimostrare che Daniele Molmenti non è solo uno sportivo che svolge allenamenti da robot, ma un uomo che pensa e che ha deciso di svolgere questa professione dedicando la propria vita a rappresentare l'Italia e giovani nel mondo.

Quali sono i tuoi progetti a breve?
Sono privilegiato, perché vengo pagato per fare un lavoro che mi piace molto e mi diverte. Voglio portare la mia esperienza tra i giovani canoisti, allenandomi con la squadra giovanile. L'obiettivo di un atleta è cercare l'immortalità nei libri sportivi. Nel mio sport ho vinto tutto quello che si può vincere. È già un record. Il mio prossimo obiettivo? Essere il primo a vincere tutto due volte.

Marina Bellantoni