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Bea Expo Festival, aziende e agenzie a confronto: fare meno, ma meglio

Numerosi spunti interessanti sono emersi durante la tavola rotonda moderata da Salvatore Sagone. Creatività e originalità è ciò che le aziende vogliono dalle agenzie, mentre queste chiedono gare meno incalzanti.
Un confronto aperto e chiaro fra agenzie e aziende si è avuto durante la tavola rotonda durante la prima mattina del Bea, moderata da Salvatore Sagone, presidente ADC Group e direttore di e20. Un’occasione importante per fare il punto sul delicato rapporto fra le due parti coinvolte nei processi di ideazione e realizzazione degli eventi, che in molti casi chiama in causa un altro elemento ‘caldo’ qual è quello delle gare.

A rappresentare le aziende sono intervenuti Gianni Davi, buyer of marketing di Unicredit, Gianmaria Radice, supplier marketing and events manager BMW Italia, Maurizio Spagnulo, direttore comunicazione Fiat, mentre per le agenzie erano presenti Simone Merico, amministratore delegato K-events, Alessandra Lanza, presidente Consulta degli Eventi di Assocomunicazione e Andrea De Micheli amministratore delegato Casta Diva Group.

Propositività e creatività la richiesta delle aziende
GianmariaRadice_Bmw.jpg“Un approccio esclusivamente eventistico non porta a molto lontano. E’ invece necessario applicare agli eventi un’ottica legata al marketing”. Questa l’opinione di Radice (nella foto), con cui concorda anche Spagnulo di Fiat, che, come già espresso nel suo precedente intervento (vedi notizia correlata) chiede “la capacità di mostrare le potenzialità di esplosione del brief proposto dall’azienda, facendo intravedere quello che sta al di là del singolo evento”. Esiste dunque un senso di insoddisfazione da parte delle aziende nei confronti delle agenzie, determinata, come spiega Radice, “da una risposta troppo omogenea e poco propositiva da parte delle agenzie a brief invece molto dettagliati. Chiediamo la capacità di leggere l’esigenza del cliente e di fornire soluzioni adatte ai suoi valori e alla sua identità”.

A ciò le agenzie rispondono in modo aperto e disponibile. “Questi sono per noi stimoli AndreaDeMicheli_casta diva.jpgimportanti, che alzano il tiro. Ed è ciò ce le agenzie oggi vogliono” - spiega Alessandra Lanza -. Forse si è troppo concentrati sulle specifiche competenze, mentre si dovrebbe ragionare in modo più ampio”. Una posizione questa condivisa anche da Andrea De Micheli di Casta Diva (nella foto), agenzia che ha già dimostrato la capacità di mettere insieme realtà e mondi diversi, all’insegna dell’ ‘economia del baratto’ espressa da Spagnulo nel suo intervento.
“Negli spot realizzati per Intesa San Paolo da famosi registi, come Olmi, Sorrentino e Salvatores, abbiamo avvicinato il mondo economico finanziario a quello cinematografico”, ha spiegato.

Le gare: timing stretti, gare impegnative
SimoneMerico_Kevents.jpgAllo stesso tempo, però, non si può non considerare che quello degli eventi è un mercato ancora giovane e molto frammentato. Come spiega Simone Merico di K-Events (nella foto): “Quello degli eventi è un mondo immenso, popolato da molte microstrutture che inseguono il budget più che la strategia. Ed è poi normale che in alcuni casi si commettano errori”. Così come non si possono trascurare il timing spesso troppo serrato delle gare, che per le agenzie, in molti casi impegnate su vari fronti, rappresentano un vero e proprio investimento in termini di lavoro.

Le aziende dal canto loro apprezzano di più che un’agenzia rifiuti un incarico per l’impossibilità di portarlo avanti nel modo più adatto. “E’ più apprezzato un rifiuto, che non preclude poi la partecipazione ad altre gare”, ha dichiarato Davi di Unicredit.

Fare meno ma meglio
Alessandra Lanza_Consulta.JPGL’invito delle aziende, condiviso pienamente anche dalle agenzie, è uno solo: quello di fare magari meno eventi, partecipando a meno gare, ma svolgere al meglio quello che si fa. Un caffè fatto bene, senza troppa panna o creme, ma semplicemente buono, come ha spiegato con una metafora Radice. “Condividiamo questo punto di vista - ha dichiarato Lanza (nella foto) - anche se è innegabile che in quest’anno di crisi l’incertezza delle aziende abbia generato non poca confusione anche per noi agenzie. E in molti casi fornire risposte standard e forse non proprio originali era la soluzione più semplice”.

Le agenzie, per il futuro, hanno davanti una sfida da cogliere: allargare le proprie competenze, diventando agenzie a tutto tondo, riappropriandosi quindi del ruolo di consulenti che le caratterizzava alle origini. Altra possibilità, poi, è quella di creare aggregazioni temporanee di agenzie con specializzazioni diverse. Spunti dunque interessanti e stimolanti che fanno bene al settore sono emersi da questo momento di confronto che, come auspicato in maniera unanime da aziende e agenzie, deve ripetersi nel futuro.