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Federcongressi a BTC International

Intervento di Adolfo Parodi alla presentazione del 'Rapporto sull’andamento del mercato nazionale nel primo semestre dell’anno' promosso dall’Osservatorio Congressuale Italiano.

Parodi_Adolfo.jpgNella giornata inaugurale di BTC International, il presidente di Federcongressi, Adolfo Parodi (nella foto), ha partecipato alla presentazione del 'Rapporto sull’andamento del mercato nazionale nel  primo semestre dell’anno', elaborato dal professor Attilio Gardini dell’Università di Bologna elaborato per conto dell’Osservatorio Congressuale Italiano.
Tema dell’intervento di Parodi è stato 'Il congressuale tra mangement e politica: il Convention Bureau Nazionale'.

Dopo avere tracciato un breve riassunto della storia di Fedecongressi, il Presidente ha proseguito traendo spunto dall’intervento del Prof. Gardini, il cui report ha trovato insolitamente ottimista. Un ottimismo determinato dal miglioramento della congiuntura economica e del clima di fiducia. Tuttavia ciò non è sufficiente, secondo Parodi perché: “Tutto è troppo precario. Gli elementi indicati (cambio di politica fiscale, evoluzione dell’ENIT in Agenzia Nazionale del Turismo, miglioramento dei rapporti fra istituzioni locali e centrali, maggior coordinamento fra tutti i soggetti, affermazione del Brand Italia sul mercato congressuale)  sono elementi intangibili che possono venir meno in un battere d’occhio e scomparire molto più rapidamente del tempo e della fatica impiegati per raggiungerli”, ha ricordato Parodi.

“Mi viene in mente – ha continuato il Presidente di Federcongressi - il titolo di un editoriale apparso su una rivista del settore pochi giorni fa: 'Il bello di essere di moda'. È vero: siamo di moda; è bello per le istituzioni poter dire che intendono dare supporto a un settore, che genera fatturati più alti degli altri tipi di turismo, che favorisce la destagionalizzazione, che non inquina, che sfrutta location inimitabili, che aggrega in un progetto di promozione 17 Regioni e provincie autonome con un Comitato di Coordinamento dove tutti i soggetti sono presenti, si riuniscono periodicamente, lavorano, decidono. Vorrei però considerare alcuni dati specifici sull’internazionalità del nostro sistema, citando il caso dei congressi internazionali itineranti,  promossi da Associazioni Internazionali. I dati sono raccolti da ICCA, una autorevolissima associazione del settore: ebbene, nella classifica dei paesi, l’Italia è posizionata più o meno stabilmente, da 10 anni a questa parte, al 5° – 6° posto dopo USA, Germania, UK, Francia e Spagna.  Secondo questa statistica il numero dei convegni presi in considerazione è cresciuto negli ultimi 10 anni di circa il 37%, tuttavia il nostro Paese è cresciuto meno degli altri: il 12% contro il 45% della Spagna, il 35% della Germania, il 24% Francia, il 15% UK, il 13% USA. Sempre nella stessa classifica, ma riferita al solo 2006, la prima città italiana è Roma, al 36° posto, dopo grandi capitali e metropoli, ma anche dopo città come Budapest, Seoul, Kuala Lumpur, Helsinki, Dublino, Santiago del Cile, Lisbona, solo per citarne alcune”.
L’intervento di Parodi si è quindi concluso con un invito a tutti i rappresentanti del settore presenti: “Se oltre essere di moda vogliamo essere, seri, efficaci e, soprattutto, vincere la sfida sui mercati esteri, due sono i passi immediati: il primo è rifinanziare il Progetto Interregionale IFE, un compito che spetta al Dipartimento Sviluppo e Competitività del Turismo presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri confermare subito l’ammissibilità del rifinanziamento del Progetto di Promozione IFE.  Il secondo tocca il Convention Bureau Italia: qui spetta al Consiglio di Amministrazione di ENIT varare la costituzione di un nucleo operativo all’interno di ENIT dedicato alla promozione del settore congressuale, con figure professionali in Itralia e all’estero opportunamente formate. Su questi due punti si gioca la credibilità del settore e tutti noi, Istituzioni, Aziende, Professionisti  in caso di fallimento ne pagheremo le conseguenze. Certamente verrà meno il clima di fiducia citato da Gardini nel rapporto con tutte le conseguenze del caso. Provate a immaginare cosa significhi non più disporre di una presenza qualificata alle fiere di settore, non più avere un organismo di riferimento, non più iniziative promozionali di ampio respiro come quelle organizzate da IFE; tornare insomma a tre anni fa. Ci sta bene?”.