Mice
Federcongressi&eventi propone una rete d'impresa tra privati per rilanciare la meeting industry
Intervenuto all’Italian Politicians’ Forum di BTC, la fiera italiana degli eventi in corso a Firenze, il presidente Mario Buscema ha reso pubblica la proposta che l’associazione ha presentato agli altri componenti del Comitato di coordinamento per la congressualità.
Il Presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema (nella foto) è intervenuto all’Italian Politicians’ Forum tenutosi nell’ambito
di BTC, in corso di svolgimento a Fortezza da Basso di Firenze.

«Riteniamo necessario che l’Italia congressuale, oltre all’Enit, che ricopre il
ruolo di Destination Marketing Organization e come tale gestisce e promuove la
destinazione-Paese, torni a disporre di un Convention bureau nazionale in grado
di commercializzare l’offerta Mice. La struttura, secondo la nostra proposta, dovrebbe essere costituita da
un’aggregazione di operatori privati promossa da tutte le associazioni
imprenditoriali, aperta a ogni attore della meeting industry. L’organismo si dovrà
dotare di un modello organizzativo flessibile, nuovo ed estremamente operativo, che
agirà in stretto coordinamento con - e con la legittimazione di - Enit e nel rispetto delle
linee guida dettate dal Comitato di Coordinamento. Dovrà esserci la massima
collaborazione e interazione fra questo convention bureau e i convention bureau
territoriali".
«Dal 2009, come noto - ha dichiarato Buscema - l’Italia è entrata in una crisi economica sistemica che ha
aggiunto alle consolidate carenze di efficienza e del sistema paese, fino al 2008
compensate dal fattore 'bellezza', la perdita di credibilità ed affidabilità, che ha
determinato un atteggiamento diffidente nei confronti della destinazione. Le ultime
rilevazioni (dati ICCA, International congress & convention association) assegnavano
all’Italia nel 2012 la quinta posizione nel ranking dei dieci maggiori paesi europei per
eventi internazionali ospitati, dopo la Germania con il 66% in più di eventi rispetto
all’Italia, la Spagna, la Gran Bretagna e la Francia".

"È evidente che la destinazione Italia ha bisogno di uno scatto di orgoglio e di
efficienza, perché la 'bellezza' del nostro paese non è più sufficiente per attrarre gli
operatori stranieri. Abbiamo bisogno di unità di intenti o, almeno, di un buon
coordinamento tra i troppi riferimenti istituzionali che oggi popolano la galassia delle autorità, a danno dell’immediatezza che questo settore reclama. Autorità che
devono dare finalmente vita a un serio programma di razionalizzazione ed efficienza dei
trasporti, favorire le sinergie tra i vari servizi coinvolti nella realizzazione degli
eventi, facilitare l’accessibilità al nostro paese da parte di operatori provenienti dai
paesi in grande crescita economica. E’ inoltre necessario favorire e sostenere la
nascita di Convention Bureau territoriali, gli unici organismi che consentono di creare
una rete sinergica tra operatori, servizi e istituzioni locali".
«Agli operatori del settore spetta invece il compito di meglio competere a livello
internazionale, attraverso un adeguamento dell’offerta ai requisiti dimensionali e
funzionali propri di tale tipo di competizione. Innanzitutto è necessario ridurre la
frammentazione degli operatori attraverso la creazione di reti tra le imprese del
settore (verticali od orizzontali), in grado di offrire tutti i servizi, core e accessori,
necessari per la buona riuscita di un meeting. Bisogna anche ridefinire i requisiti
degli operatori, contribuendo alla chiarezza anche lessicale delle diverse categorie. In secondo luogo è necessario puntare sull’innovazione e la ricerca; si tratta di
superare modalità un po’ obsolete con le quali ancora frequentemente si propongono
e si realizzano congressi, fiere ed eventi, puntando sull’utilizzo sempre più ampio ed
efficace delle nuove tecnologie, ricercando nuove formule e nuovi modelli. E
infine bisogna investire sulla formazione degli addetti".
«Per tutto ciò Federcongressi&eventi ha elaborato – e presentato al Tavolo che ci
vede compartecipi con Enit, Regioni e le altre associazioni di categoria – una ricetta,
il Documento programmatico sul rilancio della meeting industry Italiana, che
secondo noi coniuga al meglio le azioni delle istituzioni e degli operatori. Abbiamo
lavorato sulla ridefinizione dei criteri di classificazione dell’offerta congressuale, e
abbiamo fatto proposte sulla formazione e sul rilancio dell’Osservatorio congressuale".

