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ICCA: “Il congressuale internazionale vero motore per l’economia"
Grande interesse ha suscitato la presentazione del Rapporto “Turismo congressuale in Italia - Mercato e fattori di competitività” elaborato sui dati della Banca d’Italia dal CISET–Università Ca’ Foscari Venezia a cura del direttore Mara Manente (di cui si allega per approfondimenti la versione integrale).
La tavola rotonda “Il congressuale internazionale, molto più di un settore dell’industria del turismo, ma vero motore per l’economia nazionale” svoltasi a Milano giovedì 30 u.s. in occasione del board dei membri del Management and Financing Committee di ICCA (International Congress and Convention Association) ha visto la partecipazione di oltre cento operatori del settore e autorevoli rappresentanti istituzionali.
Promotori dell’incontro il Comitato italiano di ICCA, rappresentato dal suo presidente Federica Lucini. Coordinatore Area Marketing del Convention Bureau della Riviera di Rimini, e Fiera Milano Congressi. Tra i presenti, insieme al presidente internazionale ICCA, Arnaldo Nardone - che ha stimato in 800 miliardi di dollari l’anno il valore globale del settore congressuale -; Maurizio Lupi, AD Fiera Milano Congressi e vicepresidente della Camera; Margherita Peroni, assessore al Turismo Regione Lombardia; Paolo Zona, presidente Federcongressi&Eventi.
Grande interesse ha suscitato la presentazione del Rapporto “Turismo congressuale in Italia - Mercato e fattori di competitività” elaborato sui dati della Banca d’Italia dal CISET–Università Ca’ Foscari Venezia a cura del direttore Mara Manente (di cui si allega per approfondimenti la versione integrale).
La ricerca quantifica in 562 milioni di euro nel 2011 (pari a -0,7% rispetto al 2006), il fatturato diretto del congressuale internazionale in Italia (cioè generato da congressisti stranieri), in 612 euro la spesa media per il viaggio e in 3,4 giorni la permanenza media, mentre il “moltiplicatore” della spesa incrementale (ovvero quella relativa a soggiorni, pre e post evento, accompagnatori, ecc., rispetto alla spesa per i soli giorni di congresso) è di 1,7 per i delegati internazionali contro l’1,2 per i nazionali.

