Mice
Mario Buscema (Federcongressi&eventi) a confronto con il ministro del Turismo Gnudi
Il ministro ha voluto incontrare il nuovo presidente dell'associazione italiana rappresentante del settore Mice per suggellare formalmente la rinnovata sinergia tra il ministero, il progetto interregionale Mice in Italia, l’Enit e l’associazione stessa.
Il Ministro del Turismo Piero Gnudi ha incontrato ieri, mercoledì 17 aprile presso gli uffici del suo Dicastero, il presidente Federcongressi&eventi Mario Buscema (nella foto).

L’incontro, molto cordiale, è stato voluto dal Ministro per dare suggello formale alla nuova collaborazione intrecciatasi nelle scorse settimane con Enit, il progetto interregionale Mice in Italia e la stessa Federcongressi&eventi sulla promozione del congressuale italiano all’estero.
In particolare, Gnudi ha confermato che l’eredità del disciolto Convention Bureau Italia sarà raccolta da Enit in sinergia con Mice in Italia.

I fondi residui del CB saranno gestiti dall’Enit all’esclusivo scopo di promuovere la nostra industria congressuale nel mondo.
La dichiarazione d’intenti era già stata anticipata a Federcongressi&eventi, nel corso di un incontro tenutosi a Roma il 5 aprile, dal direttore generale di Enit Andrea Babbi, che oggi ha accompagnato Buscema dal ministro.
Il presidente di Federcongressi&eventi ha aggiornato Gnudi sul positivo progredire delle relazioni con Enit e con Mice in Italia, che ha già condotto a un primo tangibile risultato: l’Italia parteciperà anche quest’anno in veste unitaria alla fiera Imex di Francoforte (21-23 maggio), con uno stand elegante e dotato di personalità, in linea con quanto fanno i principali Paesi nostri competitor.
Per quest’anno, inoltre, la quota di partecipazione richiesta agli operatori privati è particolarmente contenuta. E forse anche in funzione di questa quota agevolata, a oggi Enit ha già raccolto 56 adesioni.
«Con il ministro Gnudi ho avuto il piacere di condividere numerose idee - ha dichiarato Buscema -. L’ho trovato d’accordo, evidentemente, nel considerare strategico il settore congressuale. Abbiamo messo poi in evidenza quali opportunità la meeting industry potrebbe offrire in termini occupazionali, se adeguatamente supportata, specie ai giovani e alle donne. L’Italia è un brand che può dare molto, e per questo occorrono investimenti. Quello effettuato su Imex è certamente un primo passo».

