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Mediavip organizza il convegno per l'International Approach Championship

A Firenze si è parlato di eventi sportivi, enogastronomia e turismo. Condotti dal moderatore Claudio Francesco Candia, accanto a Eugenio Giani, sono intervenuti Cristina Acidini, Marco Bruschini, Paolo Benvenuti e Peter German. Ciò che è emerso, nonostante il trend positivo del mercato, è la difficoltà a costituire un Sistema Paese, che generi un effetto virtuoso, ma si sta lavorando anche e soprattutto in questo senso.

Tra le novità dell’8a edizione dell’International Approach Championship - Ponte Vecchio Golf l’evoluzione del consueto appuntamento Work Cafè in un vero e proprio convegno, che si è avvalso del contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze ed è stato occasione per ribadire l’internazionalità dell’evento e affrontare argomenti di attualità, legati, e non, allo sport.

Tema dell’incontro, svoltosi nel pomeriggio di sabato 15 dicembre presso l’Auditorium della Camera di Commercio Industria Agricoltura e Artigianato di Firenze, 'Gli eventi sportivi, d’arte ed enogastronomia quale volano della crescita turistica di alto profilo'.

La regia della tavola rotonda è stata affidata a Mediavip, organizzatore dell’evento sportivo fiorentino, che da sempre, con l’occasione, presenta la propria indagine conoscitiva sui temi del golf legati al turismo internazionale. Quest’anno la tavola rotonda si allarga anche a nuove tematiche ispirate proprio dal contesto fiorentino dal quale prende preziosi spunti e stimoli.

Condotti dal moderatore Claudio Francesco Candia, direttore marketing Mediavip, accanto all’Assessore allo Sport del Comune di Firenze, Eugenio Giani, tra i relatori è spiccato il nome della Cristina Acidini, soprintendente del Polo Museale Fiorentino.
Con loro anche Marco Bruschini, dirigente dell’Ufficio Relazioni Esterne Sviluppo e Manifestazioni dell’Enit, Paolo Benvenuti, direttore dell’Associazione Nazionale Città del Vino, e Peter German, vice president di Img.
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L’obiettivo della Tavola Rotonda è stato quello di promuovere un confronto fra privati ed istituzioni in grado di analizzare l’interazione fra il mondo degli eventi e le strutture turistiche e ricettive individuando gli elementi ripetibili nella creazione di eventi e capaci da fungere da volano nello sviluppo di un turismo di alto livello.

Ha aperto gli interventi l’Assessore Giani che ha voluto distinguere tra diverse tipologie legandole ai flussi turistici: grandi eventi, eventi che acquisiscono scadenza annuale e una pratica sportiva più individuale che muove comunque un significativo flusso turistico laddove la pratica dello sport diventa complementare al proprio spostamento.
Ha portato, inoltre, l’esempio di città (Barcellona e Torino) che proprio grazie a grandi eventi hanno avuto importanti ricadute urbanistiche migliorative dell’assetto e della vivibilità della città stessa. “Prova ne siano – ha aggiunto Giani – la richiesta del sindaco di Roma, Walter Veltroni che si è già accaparrato i mondiali di pallavolo del 2010; o la città di Pescara che ospiterà i Giochi del Mediterraneo”.
Logica la conclusione: “Lo sport ha dimostrato con i numeri di essere fondamentale per il turismo – ha infatti concluso – ma dimostra ormai che è anche fondamentale per lo sviluppo delle città e del territorio che ospitano i grandi eventi sportivi”.

“È la prima volta che vengo invitata a un convegno che mette vicino tematiche non strettamente legate al mondo della cultura – ha affermato Cristina Acidini, Soprintendente del Polo Museale Fiorentino, fornendo una lettura tutta nuova dei semplici numeri, peraltro significativi, registrati dai musei fiorentini”.

“Critichiamo sempre il turismo di massa – ha dichiarato – per premiare quello cosiddetto ‘di qualità’. Ci siamo mai chiesti cos’è un turismo di qualità? Il magnate che affitta gli Uffizi per visitarli in solitudine con le sue mogli? O forse il turista che oltre al Museo degli Uffizi sceglie di visitare anche un museo meno famoso ma altrettanto splendido? Deve essere questa la nostra scommessa, e così pure come quella di fare in modo che chi visita Firenze una volta, ritorni e per farlo dobbiamo inventarci qualcosa: uno spettacolo, nuove acquisizioni (un settore in cui l’Italia è molto giovane) oppure mostre d’arte. Ne facciamo molte, ma siamo carenti nella comunicazione e questo ci penalizza, perchè la comunicazione è un ingrediente fondamentale. Le cose buone non si promuovono da sole. L’ultimo caso in questo senso risale ai Bronzi di Riace, ma parliamo di vent’anni fa”.
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A testimoniare la crescita del settore eventi e il suo articolato sviluppo alcuni stralci del Monitor sul mercato degli eventi in Italia, commissionato ad Astra Ricerche da Adc-Agenzia della Comunicazione, che hanno posto l’accento sul trend positivo degli ultimi anni (dal boom del 2006).  L’attenzione è stata posta in particolar modo sugli eventi legati allo sport in generale, al golf nel dettaglio, all’arte e all’enogastronomia volano del settore nel nuovo mercato della comunicazione e in quello del turismo.

“Il Golf – sottolinea Claudio Candia – rappresenta un eccezionale intercettore di flussi turistici internazionali, e gli eventi uno strumento e prodotto d’esportazione. È necessario concentrarsi sulla possibilità di creare idee e confezionamento innovativo di un’offerta tutta italiana di turismo nel golf, in un mix unico di ingredienti inimitabili. L’intrattenimento è il fulcro centrale degli eventi e non è mai fine a se stesso, bensì il veicolo/strumento della comunicazione di contenuti, valori condivisi e conseguentemente all’educazione al consumo degli stessi, nelle varie forme possibili”.

Marco Benvenuti, presidente dell’Associazione Nazionale ‘Città del Vino’ ha introdotto la platea in un mondo, oggi  in forte espansione: quello del gusto in generale e del vino in particolare.

“Montalcino – racconta – subito dopo la guerra era il comune con il reddito pro capite più basso dell’intera provincia di Siena. Oggi il 72% della popolazione lavora nel vino è il terzo comune per reddito della provincia e accoglie circa 1.200.000 turisti l’anno: tutto con la forza del suo Brunello. Quello del vino è un mercato turistico assolutamente unico, specie per l’Italia, basti pensare che non v’è regione nel nostro Bel Paese che non produca vino d’eccellenza. Quello che ci penalizza è la nostra incapacità a ‘far sistema’ per proporre un modello che vada oltre i nostri confini. Stiamo sfruttando ancora poco la nostra potenzialità ... abbiamo una Ferrari, ma spesso la usiamo come se fosse una 500”.

Peter German, vice president di Img è l’organizzatore dell’Open di Abu Dhabi, un evento dell’European Tori che da alcuni anni si svolge negli Emirati Arabi Uniti.

“L’idea nasce perchè Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti – ha spiegato German –, ha  sempre sofferto della supremazia turistica di Dubai. L’Open arriva per promuovere il territorio di Abu Dhabi con un evento televisivo e di grande valore per il tipo di pubblico coinvolto, quello del golf appunto. Il valore del golf, infatti, sta nel suo essere televisivo, nell’essere giocato da decision makers, e di non svolgersi all’interno di uno stadio o una palestra, tutti uguali, ma in un contesto paesaggstico sempre diverso. Così come per il Ponte Vecchio Golf c’è la gara, c’è il contest, l’arte, la degustazione, la consocenza di un territorio. Il risultato è stato rapido: al terzo anno di Open Abu Dhabi ha raddoppiato il flusso turistico, conosce investimenti anche in altri eventi, il numero di campi da golf da 1 è salito a 5 con relativi resort e attrattive di contorno; due anni fa i green fee di Abu Dhabi erano 3.000 annui. Oggi sono 50.000”.
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Indubbio dunque il valore dell’evento golfistico, ma è proprio Marco Bruschini, dirigente dell’Ufficio Relazioni Esterne Sviluppo e Manifestazioni dell’Enit, che dalla posizione privilegiata dell’osservatorio Enit, fornisce il quadro completo.

“Porto il saluto dell’on. Francesco Rutelli – inizia così il suo intervento – impossibilitato a intervenire, ma informato sia sulla realtà di quest’evento, sia su quella del convegno: appassionato golfista, ha plaudito alla singolare e significativa iniziativa”.

Il dato successivo lascia un po’ perplessi: “Negli archivi Enit ho rinvenuto un documento del 1926, l’anno prima della fondazione della Federazione Italiana Golf dove si legge chiaramente che il golf attira turismo. Poi si aggiunge il ruolo dell’Italian Style oggi traino di un’altra importante fetta turistica; il 66,7 % del mercato turistico italiano si fonda poi sull’arte e sui tesori di città come Firenze. Su queste considerazioni si basano le scelte future dell’Enit dove si cercherà di limare i budget delle grandi fiere del turismo inteso in senso generale per destinare parte delle risorse a quelle borse ‘limitrofe’ al mondo del turismo: golf, salone nautico, lusso, immobiliari con un occhio particolare all’ambiente”.

L’unico limite che emerge anche nell’intervento di Marco Bruschini è sempre la difficoltà a costituire un Sistema Paese, ma si sta lavorando anche e soprattutto in questo senso.