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Stefan Rummel di Messe München protagonista al prossimo appuntamento di Exhibitionist

Al Palazzo delle Stelline di Milano, l'appuntamento è per giovedì 23 ottobre. Il Chief Strategy Officer di Messe München illustrerà il concetto di 'open innovation' come strumento per sviluppare il legame con la community.

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Giovedi 23 ottobre è la volta dell'incontro 'Open Innovation per sviluppare il legame con la community', che vedrà come protagonista Stefan Rummel, Chief Strategy Officer di Messe München al Palazzo delle Stelline di Milano (Corso Magenta, 61) alle ore 19:30.

Offrire aggiornamenti continui sui trend internazionali emergenti e proporre casi di successo di cross fertilisation tra fiere ed eventi, fiere e spettacoli e fiere e altri media, nonché presentare realtà che sperimentano l’integrazione con le tecnologie digitali nelle loro diverse forme sono gli obiettivi di Exhibitionist, il ciclo di incontri tra innovatori di fiere e di eventi aperti agli operatori del settore e organizzati da Fondazione Fiera Milano con la collaborazione di Regione Lombardia, Camera di Commercio e Meet the Media Guru.

Caratterizzato da un format innovativo, Exhibitionist è pensato con lo scopo di condividere innovazioni di pratiche e di pensiero e per approfondire i modelli vincenti, condividere i know-how e le diverse expertise.

Stefan Rummel è diventato Chief Strategy Officer (CSO) di Messe München nel 2010, dopo aver maturato esperienze internazionali nel settore media ed entertainment.
È responsabile delle strategie di Messe München (corporate, internazionale, fusioni e acquisizioni, sviluppo, ricerche di mercato, controllo e organizzazione): la sua area sovrintende allo sviluppo olistico e costante dell’azienda, tra cui sono incluse le iniziative di innovazione, crescita ed efficienza del programma 'Speed'.

Rummel ha studiato a Monaco, Wiesbaden, Stanford e New York. Ha conseguito un master in business management dedicato a imprenditorialità e innovazione.

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L’Open Innovation fa affidamento proprio su competenze che non sono solo interne ad un’impresa per sviluppare, testare, lanciare un nuovo prodotto e si basa sulla possibilità di coinvolgere una community interdisciplinare che si trova fuori dai confini aziendali; la community può essere composta da università, aziende, singoli ricercatori, appassionati, consumatori. 

I benefici sono molteplici: aumentano le proposte sottoposte a una valutazione; si abbattono i tempi delle diverse fasi di ricerca e sviluppo e si riducono in modo significativo i costi ad esse correlate; diminuiscono e si condividono i rischi di lancio di un nuovo prodotto. 

Chi sta usando l’Open Innovation? Procter & Gamble l’ha applicata per ampliare la gamma di un deodorante per ambienti; AstraZeneca per sviluppare nuovi farmaci; Lego può contare su una community di appassionati a cui attingere per raccogliere idee di nuovi giochi.