Mice

Zona, Federcongressi&eventi apre agli eventi. Ma solo btob

Il nuovo logo e la nuova denominazione dell’associazione sono indicativi della volontà di allargare l’ambito d’azione. Da una vocazione strettamente congressuale, Federcongressi&eventi apre agli eventi btob, aggregativi e di incentivazione. Il consumer rimane escluso.

“Il coronamento di un lungo percorso”. Così Paolo Zona (nella foto), riconfermato nelPaolo Zona.jpg suo ruolo di presidente di Federcongressi per il biennio 2011-2013 nel corso della quarta convention nazionale (Firenze, 27 febbraio - 1 marzo 2011), commenta al microfono di e20express.it la nuova denominazione dell’associazione, che diventa Federcongressi&eventi, sancendo così ufficialmente un allargamento dell’ambito di azione e di interesse.

“Federcongressi ha una tradizione legata al congressuale in senso stretto. Grazie agli stimoli che abbiamo ricevuto dai nostri associati e grazie anche al confronto avvenuto lo scorso anno con la Consulta degli Eventi, abbiamo però deciso di ampliare la sfera d’azione alle attività aggregative e di incentivazione”.

Cosa intende esattamente l’associazione con la parola ‘Evento’?
Incentive ed eventi corporate. Escluderei attività quali, ad esempio, il guerrilla marketing. Insomma, siamo orientati al business to business e meno al consumer.

A che punto sono i rapporti con la Consulta degli Eventi di AssoComunicazione?
L’ipotesi di riavviare il dialogo con la Consulta è aperta. Una delle questioni sulle quali ci eravamo già confrontati e che richiedono una ripresa dei contatti è la definizione di evento. Da lì è necessario ripartire. Spesso, infatti, la collaborazione e l’intesa tra le parti non sono precise perché manca una chiarezza terminologica.

E per quanto riguarda il Convention Bureau Nazionale? Come valuta la situazione?
Il Convention Bureau Nazionale è stato costituito, e questa è senz’altro una notizia positiva. Esso, però, non nasce con un modello di governance in linea con quanto ci aspettavamo. L’obiettivo a breve sarà quello di ridiscutere tale modello e lo statuto, per rendere il Convention Bureau più compatibile con una società di capitali. Ci sono ancora troppe limitazioni alla libertà d’azione per il consiglio di amministrazione. In ogni caso, sono un ottimista, e nutro fiducia verso il progetto”.

Chiara Pozzoli