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Celebrazione - ricorrenza

Per i suoi 80 anni domus interpreta Gio Ponti

12 artisti esplorano l’opera del fondatore della rivista, considerato uno dei più importanti architetti e designer del '900. A supporto dell'organizzazione dell'evento è intervenuta l'agenzia GRM.

domus2.JPGIl terzo e quarto fine settimana di febbraio (16 e 17, 23 e 24) domus organizza a Milano un itinerario guidato tra i progetti di architettura più significativi realizzati da Gio Ponti, fondatore della rivista, tra i maggiori architetti e designer italiani del Novecento.

Si tratta di un tour (gratuito e aperto a tutti) che toccherà 8 edifici dimostrativi dell'architettura di Ponti. L’iniziativa di domus si inserisce nelle celebrazioni degli 80 anni della rivista, il cui primo numero fu pubblicato il 15 gennaio 1928.

Le visite agli edifici si svolgeranno con la collaborazione di laureandi in architettura, che illustreranno gli elementi architettonici di ciascun edificio e la sua storia anche in relazione agli edifici di pregio artistico presenti nelle vicinanze. In alcuni casi sarà possibile anche la visita degli atri dei palazzi.

Per l’organizzazione del tour, domus si è affidata alla collaborazione dell'agenzia di comunicazione GRM. Per raggiungere le varie tappe si potranno utilizzare alcuni bus navetta ATM gratuiti che collegheranno fra loro - dalle 10 alle 16 con frequenza ogni 20 minuti - i luoghi delle visite guidate, corrispondenti ognuno a un edificio milanese progettato da Ponti. Ogni partecipante potrà dunque comporre a proprio piacimento l’itinerario.

L’iniziativa di domus è stata accolta con entusiasmo anche dall’Assessorato alla Cultura Comune di Milano, che ha dato il suo Patrocinio, e si è avvalsa della collaborazione di Regione Lombardia, Radio Montecarlo e ATM.
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Inoltre, sempre in occasione degli ottant'anni, la rivista è uscita in edizione speciale, dedicata proprio all'opera di Gio Ponti. Come spiega il direttore Flavio Albanese nel suo editoriale, l’obiettivo è 'ricordare e rievocare la traiettoria creativa di Gio Ponti senza ricadere nella retorica celebrativa e ridondante della commemorazione'.

Il numero speciale è quindi un 'viaggio al culmine dell’opera di Ponti' fatto di sguardi artistici 'provocatori ma mai irrispettosi' affidati a 12 grandi artisti visuali internazionali ai quali è stato chiesto di 'usare Ponti come pretesto, come segnavia, per esplorare il suo universo con uno sguardo contemporaneo'.

• Pablo Bronstein – inscena un balletto per la Torre del Parco a Milano
• Jeff Burton – confonde i confini tra spazio interno ed esterno nel suo reportage sulla piscina dell’Hotel Royal di Sanremo e l’albergo della Fondazione Garzanti a Forlì
• Martino Gamper – ricrea nuovi mobili 'riciclando' pezzi dell’Hotel Parco dei Principi di Roma
• Arturo Herrera – offre la sua visione della villa Planchart a Caracas
• Mimmo Jodice – mostra invece la tragica grandezza della Concattedrale di Taranto
• Luisa Lambri – scatta immagini enigmatiche del Convento di San Remo e della Chiesa di San Luca a Milano
• Salvatore Licitra – rielabora attraverso le sue memorie una serie di mobili e lampade disegnate dal nonno materno e ancora in produzione
• Walter Niedermayr – rivede il Grattacielo ex Pirelli
• Martin Parr – documenta l’interno e gli abitanti della casa Bouilhet a Garches
• Tobias Rehberger – in dieci disegni originali immagina un dialogo onirico tra i personaggi del mondo pontiano
• Tom Sandberg – scruta gli spazi dell’Istituto Italiano di Cultura a Stoccolma
• Francesco Vezzoli – realizza una serie di collage con immagini di tessuti e arredi.

domus1.JPGIl risultato è un viaggio simbolico, un discorso creativo che si innesta nell’opera di Ponti perché sia sostanza di un rinnovato discorso estetico.

 “Usare Gio Ponti - spiega ancora Albanese -, la sua opera, come sostrato di una nuova narrazione, come grammatica di una nuova poesia, è del resto un modo per riconoscerla come presente nella più viva contemporaneità”.

I lavori dei 12 artisti sono accompagnati da una serie di saggi critici firmati, tra gli altri, da Marcella Beccaria, Friedrich Meschede, Walter Guadagnini, Stefano Casciani, Moritz Küng, Francesco Bonami e Torunn Liven.

Completa il volume la sezione Intersections, con i contributi di storici dell’arte e esperti di fotografia (tra i quali Gabriele Basilico, Manolo De Giorgi, Alberto Artioli) chiamati a descrivere la generosità e la permanenza del lavoro di Ponti nell’approccio alle arti e alla comunicazione.