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Bea Italia 2023. Roma, una città contemporanea, scenario perfetto per i grandi eventi

La ‘città eterna’ è lungi dall’essere immobile sul fronte delle iniziative che ormai da qualche anno vi si organizzano, grazie a un deciso cambio di passo, che l’ha portata a comunicare meglio la propria offerta. Certo c’è ancora molto da fare (ad esempio fare sistema fra i vari attori della città) ma il percorso è iniziato. Lo hanno spiegato durante la mattinata del Bea Italia Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, e Davide Desario, Direttore Responsabile, Adn Kronos.

Roma è ormai da qualche anno la scena privilegiata per molti grandi eventi di tutti i tipi. Ma non lo è sempre stata. È su questa considerazione che si è sviluppato, nell’ambito del Bea Italia 2023, l’incontro con Alessandro Onorato, dal 2021 Assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale, e Davide Desario, Direttore Responsabile, Adn Kronos, incentrato proprio su come la capitale nel tempo ha sviluppato una vera e propria strategia per gestire i grandi appuntamenti.

“Roma ha oggi un ruolo importante nella live communication – ha dichiarato in apertura Salvatore Sagone, presidente Adc Group e moderatore dell’incontro -. È stato messo in atto un cambio di passo, che dimostra la volontà di rendere Roma una destinazione appetibile non solo per il turismo, ma anche per eventi e congressi”. Un messaggio, questo, evidente nel bellissimo video di due minuti realizzato dall’agenzia Ninetynine sui diversi eventi realizzati nella città.

“Non mi piace l’espressione ‘Roma città eterna’ perché richiama qualcosa di immobile, mentre è una città contemporanea che cambia e si evolve – ha esordio l’assessore Onorato -. Partendo da questo, abbiamo in questi anni sviluppato una strategia attiva, prendendo le distanze e allo stesso tempo facendo tesoro degli errori del passato, primo fra tutti il no alle Olimpiadi 2024, che ha di fatto mandato il messaggio di non venire nella città: non si è capito allora che i grandi eventi sono fondamentali per portare investimenti e indotto, oltre a dare un’immagine contemporanea di Roma. Non deve passare l’idea che Roma sia un museo da non toccare e che basti venirci una volta nella vita: la gente deve invece sapere che è una città da vivere e toccare (certo con i ‘guanti’…). Usare il nostro patrimonio culturale per grandi eventi vuole dire spingere le persone a venire. Solo usato così, esso può essere la nostra fortuna, altrimenti può essere anche la nostra morte”.

Concorda con questo quadro delineato dall’assessore Davide Desario: “A Roma abbiamo imparato a dire bene quello che facciamo – ha spiegato -. Prima gli eventi erano conosciuti solo da chi li frequentava: pensiamo alla Rider Cup, che è uno degli eventi più seguiti al mondo, ma molti non lo conoscono. Abbiamo ingranato la marcia giusta a livello di comunicazione. Quello però che ancora manca è fare sistema con tutti gli altri attori della città, come gli esercizi commerciali, i vigili urbani, i trasporti. Quando ci fu la canonizzazione di Escrivà, c’erano migliaia di pellegrini venuti apposta, ma i negozi della città errano chiusi, una cosa inaccettabile. Inoltre, bisogna anche comunicare altri aspetti della città che sono ancora trascurati: ad esempio che Roma ha il mare (a 20 km ma è territorio di Roma, ndr)”.

Alle tipiche difficoltà di organizzare grandi eventi, che esistono in qualsiasi città, a Roma si aggiunge lo sforzo di fare capire che farli è un interesse pubblico. “I grandi eventi danno un indotto economico evidente, sia in termini di investimento che di persone che vengono anche dall’estero per parteciparvi – ha spiegato l’assessore Onorato -. Basti pensare che per ogni euro investito ne entrano 18 per gli eventi sportivi e 30 per i congressi… Anche in termini di comunicazione questo è molto importante: si pensi alla sfilata di Valentino in piazza di Spagna, che solo nelle prime file aveva personaggi da milioni di follower. Quest’anno abbiamo avuto più di 31 milioni di turisti - più dell’anno del Giubileo! – e abbiamo moltiplicato le strutture ricettive di qualità. Gli investitori chiedono due cose: tempi certi e regole chiare. Inoltre, creiamo rete con le altre città italiane sull’eventistica, in modo da rendere più completa l’esperienza per chi arriva dall’estero”.

Ma le location sono adeguate ai grandi eventi? “Certo c’è ancora molto da fare – ha continuato l’assessore -. C’è sicuramente un problema di impiantistica: quelle olimpiche risalgono agli anni ’60 e ‘90… Ma sono tante oggi le realtà che vorrebbero investire. Abbiamo di recente riaperto il palazzetto dello sport di Viale Tiziano, che era chiuso da sei anni, mentre è in cantiere un progetto sullo stadio Flaminio…. Sono convinto che nei prossimi mesi riusciremo a completare l’opera di valorizzazione delle location”.

Non resta che rimanere in attesa della votazione per Expo 2030, che si terrà settimana prossima, in cui Roma concorre con l’Arabia Saudita e la Corea del Sud. “Bisognerà giocarsela bene, ma ci sono buoni segnali”, ha concluso Desario.

Ilaria Myr