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Bea World Festival 2022. Meulendijks: “Il metaverso? Ci siamo già immersi. Nei prossimi 4 anni vedremo 100 anni di cambiamenti”

Nel 1982 nessuno voleva una home camera, nel 1998 nessuno voleva un cellulare, e ora, nel 2022, nessuno vuole il metaverso. Gli esseri umani sono restii ai cambiamenti, ma sono inevitabili. Per capirli, cominciamo a osservare i comportamenti dei giovani di oggi, la prima Virtual Generation della storia.

La giornata di contenuti del Bea World 2022 si è aperta con l’intervento di Aragorn Meulendijks, Former Chief Marketing Officer, Strategic Advisor, Metavangelist YOM Futurist, Speaker ItsMrMetaverse.

Aragon sta dedicando la sua vita ad aiutare l'umanità a trovare la sua strada in una nuova era, l'era virtuale, diffondendo il metavangelismo uno stadio alla volta. Perché spesso siamo portati a rifiutare il nuovo, ma la verità è, come sostiene lo speaker, che nel metaverso ci siamo già dentro.

“Close your eyes”. L’incontro con Aragon inizia così. Dobbiamo chiudere gli occhi e immaginarci com’è cambiata la nostra vita negli ultimi 20 anni. Ricordare la casa dei nostri genitori, con i quadri, i divani, piena di oggetti fisici. Beh, grazie al metaverso quei ricordi possono tornare in vita semplicemente indossando un paio di occhiali…

Nei prossimi 4 anni vedremo 100 anni di cambiamenti”, spiega. “Certo, nessuno ha bisogno del cambiamento, ma il cambiamento è inevitabile. E tutti siamo restii ad accogliere le novità”.

Aragon porta l’esempio di alcune interviste fatte negli anni: nel 1982 nessuno voleva una home camera, nel 1998 nessuno voleva un cellulare – era visto come bene non necessario – e ora, nel 2022, nessuno vuole il metaverso.

“Il potere deflazionistico della tecnologia è una forza della natura”, sostiene. E noi stiamo entrando nell’era della deflazione.

Oggi le nuove generazioni hanno una vita anche nel mondo virtuale, condividono una moda virtuale, pagano con soldi virtuali. “E questa generazione tra 5 anni sarà una generazione di consumatori attivi”, spiega Meulendijks. “Sono, per dire, quelli che oggi giocano con Minecraft, amatissimo dai bambini (142 milioni di player attivi, 54% tra i 3 e i 12 anni), o a Roblox, un videogioco che consente a ragazzi di tutte le età di immaginare, creare e giocare insieme in mondi 3D immersivi e generati dall'utente (60 milioni di player al giorno, 50% sotto i 16 anni). Siamo in un momento unico nella storia dell’umanità: ci troviamo di fronte alla prima Virtual Generation, la prima generazione che non conosce una realtà senza componente virtuale. La disruption e lo sviluppo tecnologico sono due aspetti ‘naturali’ della loro vita quotidiana. Per capire come sta cambiando il mondo, bisogna osservare il loro comportamento: il 62% della GenZ acquista, vende o commercia item digitali; il 70% dei consumatori affermano che i loro item digitali li aiutano a creare la percezione di chi vogliono essere e il 20% ne è fermamente convinto. Il 73% preferisce avere beni digitali”.

L’intelligenza artificiale rivoluzionerà tutto. Qualche esempio? Jasper.ai per il copywriting, Quillbot.com per il rewriting, Otter.ai per transcription, Bubble per il no code programming, Axiom.ai per la browser automation, e così via.

L’interazione tra il mondo digitale e quello reale sarà sempre più integrata. “Pensate, ad esempio, a qualcosa che già esiste come Pokemon Go, il gioco che porta a inseguire Pokemon virtuali nella sfera reale: a oggi conta 80 milioni di giocatori mensili, molti dei quali adulti”.

E cosa succede negli eventi? “Ci troviamo nell’era del Web 3, dell’extended reality dove gli speaker e i visitatori si muovono in spazi tridimensionali, delle opportunità infinte tra virtual showroom, virtual space showcase, virtual merchandise, virtual giveaways, virtual meeting… Gli eventi presidieranno gli spazi virtuali. E, per quanto riguarda il metaverso… Beh, nel 2021 valeva 63 bilioni, ora 1.500 bilioni. Il metaverso è morto, viva il metaverso!”.

S.R.