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THE SHORTLISTS Daily: NIKON Broken Night, il mezzo è il messaggio

NIKON Broken Night
Regia di Guillermo Arriaga (Independent Media, Los Angeles)

ADVexpressTV ospita il video al centro del servizio giornaliero di REPARTO CINEMA.
I primi novanta secondi di un corto di dieci minuti  (guarda il video ), girato dal messicano Guillermo Arriaga (lo sceneggiatore di ‘Babel’, ‘21 Grams’ e ‘Amores perros’, tutti con la regia di Alejandro Gonzalez Inarritu) e fotografato dal polacco Janusz Kaminski (‘Lincoln’, ‘Saving Private Ryan’, ‘Schindler’s List’), direttore della fotogafia abituale di Steven Spielberg.
Un esempio geniale di branded content dove il mezzo è il messaggio. Realizzato da Nikon e McCann New York e presentato al Sundance Festival pochi giorni fa nella categoria dei cortometraggi, è un filmato che riesce a muoversi con successo in quell’area difficile tra mantenere la concentrazione dello spettatore generalista e parlare di prodotto al professionista in modo chiaro ma discreto.
Il filmato è stato girato con la nuova Nikon D800, una macchina fotografica che diventa movie camera.

L’ambientazione della storia di un incidente auto in un paesaggio desolato permette di far vedere le caratteristiche eclettiche della rivoluzionaria macchina fotografica. Come capacità di color separation, panorami larghi e aree in ombra con la luce del tramonto nello stesso shot, inquadrature larghe all’interno dell’auto con dettagli e toni diversi della carnagione, luce di taglio, sole in macchina ma cielo limpido e azzurro, controluce con una nitidezza di polvere nell’aria, crepuscolo e notte fonda con piani larghi e close-up. E obiettivi NIKKOR (tredici obiettivi utilizzati, dal 10.5 fisheye al teleobiettivo 600mm) che consentono anche inquadrature macro di qualità cinematografica.

Il racconto dell’incidente stesso mostra la straordinaria dimensione della camera, una frazione dell’ingombro di una macchina da presa classica, che da la possibilità di posizionarla in spazi limitati. Cinque Nikon sono state posizionate all’interno dell’auto per la scena del ribaltamento. Questo permette al regista di inventare nuove inquadrature, al direttore della fotografia di affiancare più camere con obiettivi diversi per la stesso shot e al film editor di avere più girato per montare (e eventualmente allungare il tempo del ribaltamento spettacolare dell’auto).
E il tutto a risparmiare tempo (e soldi), girando più velocemente, danneggiando solo un singolo veicolo e limitare il pericolo per gli attori.

Richard Ronan, REPARTO CINEMA