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Chieffi (AGI): "Educazione alla responsabilità digitale, da qui passa il futuro dell'informazione"

Questa la strada da seguire oggi per arrivare a un corretto utilizzo dei mezzi a disposizione di tutti, digitale e social network in primis, secondo l'Head of Digital Communication di AGI, che ha preso parte come relatore alla Giornata del Futuro organizzata dal Gruppo Roncaglia.

Del futuro dell'informazione se ne è parlato  il 19 ottobre all’Auditorium dell’Ara Pacis a Roma in occasione della Giornata del Futuro organizzata dal Gruppo Roncaglia (leggi news).

Quale è la strada da seguire oggi per arrivare a un corretto utilizzo dei mezzi a disposizione di tutti, digitale e social network in primis, e quale deve essere l'impegno degli editori nei confronti dell'opinione pubblica? Ne ha parlato ai nostri microfoni Daniele Chieffi, Head of Digital Communication di AGI, a margine dell'incontro romano di cui è stato uno dei relatori.

"Le fake news e la manipolazione dell'informazione sono fenomeni sempre esistiti. Il problema oggi è rappresentato dal fatto che con il digitale sono diventati alla portata di tutti. E' semplice oggi creare e divulgare una fake news. Questo comporta una cosa fondamentale, che è ciò che manca in questo momento: il concetto di essere consapevoli che tutti abbiamo un ruolo e il potere di contribuire alla costruzione della realtà attraverso le informazioni che veicoliamo all'interno delle piattaforme social. Tecnologia abilitante a veicolare contenuti da parte di tutti verso tutti. E questa è una cosa di cui tendiamo spesso a dimenticarci" ha puntualizzato Chieffi. 

Senza dimenticare poi coloro che a coloro che fanno informazione per professione, i giornalisti, oggi si sono aggiunti anche  i comunicatori, cioè le aziende che, sottolinea Chieffi: "hanno un ruolo diverso rispetto a qualche anno fa. Prima noi ci interfacciavamo con i giornalisti e quindi appaltavamo a loro la responsabilità su ciò che veniva riportato. Oggi invece parliamo direttamente con i nostri stakeholder. E questo significa doversi assumere un problema etico e deontologico esattamente come fanno e devono fare i giornalisti".

Fondamentale oggi costruire la consapevolezza di un ruolo di questo tipo, e lo si può fare educando all'utilizzo del digitale. "Dobbiamo fare capire alle persone che non lo fanno di professione quanto sia importante e che responsabilità ti assumi nel condividere un contenuto di cui non conosci la provenienza. Perché sei parte di un processo di diffusione di una notizia potenzialmente falsa o calunniosa. Ma anche i giornalisti devono avere la consapevolezza ulteriore che in questo momento il loro ruolo è fondamentale nel garantire quel valore aggiunto in termini di verifiche e di veicolazione di notizie vere."

In conclusione ciò che serve è che tutti coloro che veicolano informazione abbiano piena consapevolezza del ruolo svolto. Le persone e i professioni della comunicazione  devono essere educate ad usare il digitale. 

"AGI per risolvere questo problema ha creato la nuova divisione della factory che produce contenuti per terzi, per aziende, e che utilizza le stesse tecniche giornalistiche per riuscire a veicolare informazioni di interesse privato, narrazioni aziendali, ma che siano basate sui fatti e che abbiano lo stesso grado di veridicità. Non a caso parliamo di storyfacting e non storytelling, cioè raccontare delle storie attraverso la verifica dei fatti. Utilizzare le tecniche giornalistiche significa riuscire a dare all'utente finale, che sia il lettore o il destinatario della comunicazione aziendale, quell'informazione vera, verificata, di valore per riuscire a fare riprendere a un player importante come AGI quel ruolo di garante di costruzione della realtà che sia basata sui fatti" ha concluso Chieffi.