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Costa (Epik): “Sperimentazione e sartorialità dei servizi, dal branded content allo scouting digitale, le chiavi del successo nel 2022, chiuso con quasi 2,5 mln di revenue e un 15% di profitto. Per il 2023 obiettivo 3 mln e la prospettiva di un merger"

Contenuti di marca e non solo: la factory fondata da Massimo Costa crea servizi tailor made per le aziende che spaziano dalla presenza digitale all’ecommerce, dal posizionamento sul mercato alla brand personality. Il Founder e Ceo della società illustra ai microfoni di ADVexpress TV le ragioni del successo del primo anno di attività e le prospettive di sviluppo per il futuro. E anticipa la possibilità del matrimonio con un’altra azienda del settore, la prossima estate, che porterà l’organico a crescere dalle 15 persone di oggi a 50 addetti.

Bilancio molto positivo a poco più di un anno dal lancio per Epik, la factory fondata da Massimo Costa insieme ad altri 10 soci a ottobre 2021, oggi diventati una quindicina compresi i dipendenti, che chiude il 2022 con quasi 2,5 milioni di euro di revenue e un 15% di profitto.

E' l'inizio di un percorso, sottolinea ai microfoni di ADVexpressTV Massimo Costa, che ricorda la formula unica della company, risultata di successo in un mercato in profondo cambiamento.

Epik, sottolinea il manager, è nata come agenzia 'sartoriale' che crea contenuti multipiattaforma di qualità con una forte componente di intrattenimento, un modello legato alla volontà di innovare le regole del gioco sull'onda dei cambiamenti di un mercato nel quale la minore disponibilità di budget internazionali ha messo in difficoltà le grandi company dell'industry.

“Abbiamo voluto sperimentare un'alternativa ai modelli classici della comunicazione che dagli anni '60 ad oggi non sono cambiati in Italia, ancora profondamente manifatturiera, che esprime grandi imprenditorialità di medie dimensioni, che non è un Paese di servizio di public company, e dove il ritardo nel digitale è legato soprattutto all'età media alta e alla scarsità di giovani”.

“In un mercato, il nostro, che ha perso molti investimenti in comunicazione in pochi anni attestandosi intorno agli 8 – 9 miliardi, a fronte di Canada e Australia che con la metà della nostra popolazione vantano budget tra i 40 e i 50 miliardi, anche i clienti italiani pronti ad andare in comunicazione sono più piccoli – riflette Costa - ed Epik vuole offrire loro alternative  che esulano dai percorsi e dalle figure classiche di copy, art e planner, per puntare invece su professionalità nuove. Una nostra collega, ad esempio, proviene da Vice, una dall'hospitality, un'altra dal giornalismo economico – finanziario, altri hanno esperienze nei contenuti media e nelle strategie digitali e poi c'è un professionista del business italiano come Marco Costaguta con una vision strategica. Anche i partner scelti sono proattivi, a cominciare da Indiana Production con il suo pool suoi sceneggiatori e registi”.

Anche se di grande visibilità, il branded content è una voce minore nel fatturato della sigla, cheè legato in gran parte alle attività di scouting digitale, ovvero la consulenza alle imprese btob che si affacciano al btoc su come gestire sito internet, social, influencer, rapporti con i clienti, che tipo di proposition fornire al mercato, come pure la consulenza a imprenditori che si affacciano al mercato nella gestione delle relazioni con media e le associazioni, per esprimersi al meglio. E ancora, sempre più centrale, l'attività legata all'ecommerce.

Epik, dunque, come un moderno 'Virgilio' che offre un vademecum ad aziende e professionisti su come muoversi nel web e nel mercato.

Il tutto, non attraverso le classiche campagne pubblicitarie, ma con una narrazione, un branded content che racconti un'azienda e un prodotto.

Forte di questa offerta, Epik si affaccia al 2023 con importanti obiettivi di crescita organica e non solo. “Stiamo valutando con amici investitori un innesto che potrebbe portarci a crescere dalle attuali 15 persone a una cinquantina entro l'estate. Il nostro obiettivo è produrre servizi tailor made come in una sartoria, dove i soci in prima persona sono gli interlocutori dei clienti. Vogliamo essere registi di competenze e identificare ogni volta i migliori professionisti da affiancare ai clienti per i loro problemi” spiega il partner e Ceo.

Riguardo al business, Epik punta a raggiungere tre milioni di revenue quest'anno e a “concludere a cavallo dell'estate un matrimonio con un'altra azienda” anticipa Costa.

Guardando al futuro, entro cinque anni, conclude il Ceo: “Epik potrebbe diventare uno dei player di un gruppo di comunicazione che opera sul mercato con una logica diversa e innovativa”.