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"I Mondiali non sono le Olimpiadi. Nonostante le avversità meteo, e con un budget da 450k, abbiamo fatto un piccolo miracolo". Maria Criscuolo (TGI) e Roberto Malfatto (Dir. artistico) commentano l'evento trasmesso in diretta su Rai2 con share dell'8,2%

Ai microfoni di ADVexpress Tv la chairwoman della sigla, che in collaborazione con Fondazione Cortina ha firmato l'opening ceremony dei mondiali di sci, e il direttore artistico della cerimonia, spiegano criticità e successi dell'evento che domenica 7 febbraio ha dato il via in eurovisione alla kermesse sportiva.

Guardare alla cerimonia di apertura del Mondiali di Sci di Cortina 2021 di domenica scorsa (leggi news) con le stesse lenti con cui si guardano le cerimonie di apertura delle Olimpiadi è fuorviante, commenta a caldo Maria Criscuolo, chairwoman di Triumph Group International.

“Da un lato abbiamo potuto contare su un budget di 450 mila euro, tutto compreso, dall’altro sul piatto vengono solitamente messi 20 o più milioni. Nonostante questo, la pandemia, le restrizioni, i protocolli, e il meteo decisamente avverso, abbiamo prodotto un evento di cui ci riteniamo più che soddisfatti e che rappresenta un segnale importante che va a beneficio di tutta la event industry, soprattutto in un anno come quello che è appena iniziato che non si preannuncia certo facile”.

Gli ascolti premiano gli sforzi fatti con uno share dell’8,2% su Rai 2 domenica 7 febbraio alle 18.00, una percentuale doppia rispetto alla media di rete e con picchi del 10%. Circa 1,6 milioni di persone.

E per la cerimonia di chiusura cosa si può anticipare? “senza potere ancora anticipare i dettagli, sarà una cerimonia che si terrà sulla neve e che avrà come protagonista lo sci e il suo mondo”.

In piena sintonia con la Criscuolo il commento di Roberto Malfatto, direttore artistico della cerimonia. “Il bilancio è decisamente positivo nonostante le complessità già descritte da Maria”, commenta.

“A queste aggiungo che dei due piani che avevamo, uno in caso di pioggia e l’altro in caso di tempo buono abbiamo dovuto optare per il primo rinunciando così a soluzioni sceniche che sarebbero state certamente più coinvolgenti”.

“Il leit motiv era comunque lo stesso, cercare di trasmettere il senso del futuro per iniziare da Cortina un nuovo percorso. Un percorso che ha voluto mescolare cultura alta (l’Arena e il Carnevale di Venezia) e cultura bassa, più popolare, come la banda e le scuole di sci di Cortina, idoli nazionali come la Nannini e Gabbani e l’alzabandiera e la parata delle nazioni. Una sintesi certamente non facile da realizzare ma che, alla fine, ha dato un risultato di cui mi considero soddisfatto”.

Salvatore Sagone