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Pianca (YAM112003): “Le aziende sono comunità che dopo il lockdown vanno ri-compattate attraverso la comunicazione interna. Grazie a un toolkit dedicato, le affianchiamo in questa fase di transizione”

Il primo bisogno dei lavoratori è oggi la sicurezza in ufficio e nelle relazioni professionali, seguito dal bisogno di appartenenza a un ‘progetto aziendale’ che dopo questi mesi di distanziamento ha bisogno di essere riconsolidato. Forte di una lunga esperienza nell’ambito della internal communication, oltre che dotata di una unit dedicata (BIC), l’agenzia di cui Gory Pianca è direttore creativo e co-fondatore ha creato un toolkit per guidare rapidamente e praticamente i clienti, attraverso strategie su misura, esattamente verso questo obiettivo.

Agenzia a tutto tondo, YAM112003 si occupa da sempre anche di comunicazione interna attraverso una unit dedicata, cui è stato recentemente dato un nome ufficiale – BIC, acronimo che sta per Business, Internal e Corporate –e che è formata da un gruppo di creativi, producer e account la cui specializzazione verticale è proprio in tale ambito.

“Non si tratta di una novità nel nostro percorso ma di un’evoluzione inevitabile rispetto allo scenario in cui ci troviamo – spiega ai microfoni di ADVexpress Gory Pianca, Chief Creative Officer & Founder dell’agenzia –. Ci proponiamo come partner dell’HR delle aziende, per trovare i modi e i messaggi giusti al fine di costruire un rapporto di collaborazione e di fiducia con i propri
dipendenti”.

Da BIC è nata dunque l’idea di creare un set di strumenti dedicato a questa disciplina, spesso sottovalutata: “Il fatto che in un’azienda si respiri un’atmosfera positiva, costruttiva e, collaborativa è determinante anche per costruire il valore di un brand da comunicare all’esterno – ricorda infatti Pianca –. Basta per esempio pensare che un commento negativo postato sui social network da un dipendente pesa molto più della recensione negativa di un prodotto dell’azienda”.

Il toolkit messo a punto da YAM112003 presenta alle aziende un ventaglio di possibilità e di opportunità, uno strumento concreto diviso in due parti: “La prima offre un inquadramento teorico e concettuale che fa tesoro della migliore e più recente letteratura sul tema e delle informazioni sulla sensibilità e gli umori sociali. Questi ultimi ci dicono per esempio che nell’odierno spaesamento complessivo, legato anche alla confusione dei messaggi provenienti dalle istituzioni, le aziende sono riconosciute come interlocutori preziosi nel dettare la linea, guidare i comportamenti e indicare una direzione in cui muoversi”.

La seconda parte del kit è dedicata all’azione vera e propria, proponendo, in termini di struttura e non di creatività applicata, una serie di tool che le aziende possono mettere in campo – non domani, ma oggi – per mantenere salda la relazione con i dipendenti e guidarli durante la fase di transizione che ci attende al ritorno sui luoghi di lavoro e alla stabilizzazione della modalità dello smart working, che probabilmente rimarrà il paradigma che ci accompagnerà nei prossimi mesi”.

L’idea di fondo, chiarisce Pianca, è quella di costruire una vera e propria campagna di comunicazione da riempire di contenuti su misura, per capire quali passi fare e partire con il piede giusto nel recuperare o rinnovare il dialogo con i dipendenti: “Crediamo nel potere della comunicazione e che sia importante dare messaggi chiari attraverso una strategia costruita su misura dei bisogni. Immaginiamo dunque una fase di lancio in cui applicare le logiche del marketing e della comunicazione tout court, una fase di assestamento dei messaggi, la predisposizione di nuovi canali e strumenti soprattutto digitali, innovativi rispetto allo standard cui eravamo abituati”.

Nello specifico, Pianca indica per esempio un video di lancio per la campagna, l’individuazione di un concetto e di una linea di comunicazione, la frequenza e la continuità nell’erogazione dei messaggi, fino ad attività di engagement molto spinte “Perché mai come in questo momento di distanziamento fisico le persone hanno bisogno di sentirsi invece parte di un’unica storia”.

La situazione che viviamo ha scombinato la scala delle nostre priorità, prosegue Pianca: “Oggi il primo bisogno è la sicurezza sul luogo di lavoro e nelle relazioni professionali. Subito dopo c’è il bisogno di appartenenza, di adesione a una comunità che in questi mesi si è frammentata e habisogno di essere ricompattata. Al primo bisogno, che si traduce in servizi informativi, segue poi il
momento dell’engagement, dell’adesione culturale ed emotiva a quel progetto di comunità che, di fatto, ogni azienda è”.

Fra i mezzi più adatti Pianca indica in primo luogo gli eventi digitali: “I momenti di incontro fra le persone dell’azienda che non possono più essere fisici diventano virtuali, e devono essere immaginati, pensati e costruiti con dinamiche interattive, che diano senso e completezza all’esperienza”.

Insieme ai clienti l’agenzia sta sperimentando canali e mezzi nuovi tutti i giorni, come le dirette su Zoom o su qualsiasi altra possibile piattaforma, in cui il leadership team dell’azienda può costruiremomenti di incontro con la comunità dei dipendenti. Senza trascurare mezzi apparentemente più ‘antichi’ ma oggi più attuali che mai, come le newsletter: “Uno strumento di facile utilizzo che però permette di condividere informazioni importanti e far arrivare quotidianamente ai dipendenti pochi ma chiari messaggi, aiutandoli a sentirsi collegat e connessii”.

“In fondo – chiosa Pianca –, si tratta di vivere questa fase consapevoli delle opportunità che offre: perché non ci sono solo rischi, limiti e distanziamenti, ma anche nuove possibilità. E sono queste quelle che noi vogliamo aiutare le aziende a cogliere in pieno, affinché le loro persone si sentano ugualmente motivate e parte di un progetto, sia in termini personali che professionali.
Sappiamo, e i dati lo dimostrano, che più è alto l’engagement dei dipendenti, maggiore è la
loro produttività”.