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Editoriale

Cappuccino & cornetto. Il processore del lunedì

Nella sua rubrica quotidiana, Marco Ferri riflette sui robot, sviluppati in Svezia, che giocano a calcio. "Quindi un domani potremo avere professionisti del pallone che giocano al pallone, e quindi non danno capocciate, non sputano, non ci rompono le scatole con i loro noiosi flirt con le veline, che non ci scassano i telecomandi, passando come testimonial da uno spot a una telepromozione".

Non è fantascienza. Nel 2050 la squadra campione del mondo di calcio giocherà contro una squadra di robot umanoidi. E' il progetto svedese 'RoboCup'. L'Università di Oerebro sta sviluppando infatti dei robot che gareggiano in modo autonomo nel gioco del calcio. Silvia Coradeschi, docente all'università svedese, ha spiegato che: "uno degli obiettivi principali rimane quello di puntare a una maggior integrazione fra l'uomo e il robot, e diffondere l'utilizzo di umanoidi in tutti i campi".

Iniziativa intrigante e per certi versi lodevole: e robot e computer hanno cambiato profondamente il mondo, anche quello del lavoro. Quindi un domani potremo avere professionisti del pallone che giocano al pallone, e quindi non danno capocciate, non sputano, non ci rompono le scatole con i loro noiosi flirt con le veline, che non ci scassano i telecomandi, passando come testimonial da uno spot a una telepromozione: insomma meglio robot che umanoidi, come spesso ci appaiono e, purtroppo, in qualche caso sembra proprio siano.

Come per tutte le innovazioni, all'inizio non riusciremo a distinguere quelli veri da quelli artificiali. Ma poi ci abitueremo e assisteremo a un robot Biscardi di ultima generazione che condurrà il programma: "Il processore del lunedì".

Beh, buona giornata.