Editoriale

Perché tifare Italia nella gara Telecom

Perché si tratta di un budget tra i più importanti dal punto di vista quantitativo (l’investimento media nel 2013 è stato di circa 140 mln malcontati, gestiti da Maxus) e, soprattutto, qualitativo. Parliamo di un operatore pubblico che sta cercando faticosamente di salvare la propria identità nazionale. I tre marchi Telecom sono anche il simbolo dell’evoluzione tecnologica, con tutti i suoi limiti, e se vogliamo culturale del paese. Insomma, è una delle ultime carte che il sistema paese si può giocare nello scenario competitivo internazionale, e sarebbe bello che al suo fianco avesse anche comunicatori italiani.
Nei mesi scorsi le due gare per l’assegnazione dell’ambito budget di comunicazione di Telecom Italia ha tenuto banco nelle cronache di settore e non. Gli addetti ai lavori hanno ritenuto che il coinvolgimento di un numero considerevole di sigle, e molto eterogenee tra di loro, sia stato a dire poco esagerato. Ed è stato ritenuto sintomatico di una insicurezza, dovuta forse anche una divergenza sul brief interna al management, sulla strada da intraprendere per arrivare alla creazione di un format unico per il mondo consumer e business, per i marchi Tim, Telecom e Impresa Semplice.

Ricordiamo che nella prima tornata, che si concluse con un nulla di fatto, furono ben 10 le agenzie coinvolte. In questa seconda gara sono partite in 11 e ne sono rimaste in finale tre.

In pratica, nelle due gare è stato coinvolto più o meno il meglio dell’advertising internazionale. Cito i nomi (l’elenco ripartito per gara lo trovate qui e qui) in rigoroso ordine alfabetico: Droga 5 (che ha sede anche a Londra), la belga Duval Guillaume Modem (Publicis Groupe), Havas Worldwide Milan, Leagas Delaney Londra, M&C Saatchi Parigi, Saatchi & Saatchi (Uk e Italia), Santo Buenos Aires (Wpp), Serviceplan Monaco, Vccp Londra, e 180 Amsterdam. A queste si sono aggiunte agenzie ‘rivelazione’ come Herezie, e un nutrito gruppo di agenzie made in Italy come, sempre in ordine alfabetico, Alkemy, Hi!, La Strada, Mortaroli & Friends, ed Stv-DDB. In totale 16 strutture.

Dal cucuzzaro, alla fine, sono uscite tre agenzie finaliste: Havas Worldwide Milan in team con l’hub creativo parigino BETC, e che è andata in finale in entrambe le gare (ricordiamo inoltre che in passato ha firmato le campagne 'Human' e Tim Band); Leagas Delaney Londra (coadiuvata a sua volta dalla sede italiana), e la tedesca Serviceplan. (Leggi news).

Perché tifo Italia come annunciato dal titolo, che siano i creativi italiani di Havas o di Leagas? Non certo per sciovinismo, inutile quanto anacronistico. Tifo per la creatività italiana perché si tratta di un budget tra i più importanti dal punto di vista quantitativo (anche se non c’è alcuna gara media in corso l’investimento nel 2013 è stato di circa 140 milioni di euro malcontati, gestiti da Maxus) e, soprattutto, qualitativo. Parliamo infatti di un operatore pubblico che sta cercando faticosamente di salvare la propria identità nazionale. I tre marchi Telecom sono anche il simbolo dell’evoluzione tecnologica, con tutti i suoi limiti, e se vogliamo culturale del paese. Insomma, è una delle ultime carte che il sistema paese si può giocare nello scenario competitivo internazionale, e sarebbe bello che al suo fianco avesse anche comunicatori italiani.

Infine, in un mercato già asfittico sarebbe un altro brutto colpo se venisse a mancare una boccata di ossigeno data dalla remunerazione che potrebbe arrivare alle agenzie da un cliente così importante.

Detto questo, ovviamente vinca il migliore, ma con la speranza che questo parli la lingua di Dante.

Incrociamo le dita.

Salvatore Sagone
Presidente ADC Group