Editoriale

Space Available Here. Lo strano caso del 'Risparmio Ignorante'

Nella sua rubrica Pasquale Diaferia riflette sulla tendenza, anche in comunicazione, ad avvalersi di servizi low cost, citando come esempio il caso di una software house che "fa una brutta figura sul nostro mercato, solo ed esclusivamente perché ha privilegiato, provo ad indovinare, un sistema di traduzioni fornito online, a prezzi molto competitivi e con bassi standard qualitativi". Il valore di quella marca viene danneggiato da questa scelta. Così come il valore di qualsiasi altra marca viene danneggiato da un brutto logo comprato su un portale di serieB, da una brutta campagna fornita da una piattaforma di crowdsourcing, da una brutta operazione di comunicazione comprata da un’agenzia di nome che magari regala la creatività a patto che possa gestire il media".
Tante riflessioni vengono fatte in questi giorni sui cambiamenti di questo mestiere. Altrettante, e sempre da importanti opinionisti, sulle accelerazioni legate al digitale: portano forti abbassamenti nelle remunerazioni, ed un conseguente impoverimento nei profitti di chi ancora è strutturato su business model antichi ed oggi improponibili.

Personalmente le trovo riflessioni di retroguardia. Addirittura mi sembra una perditadi tempo per tutti. Chi dovrebbe guidare il mercato deve proporre soluzioni nuove, non lamentarsi del fatto che il cambiamento non permette di fare quello che si faceva un tempo.

Per esempio non è demonizzando Zooppa o LogoGratis che si risolvono i problemi di credibilità delle agenzie. Ma solo ritornando a presidiare il proprio ruolo di consulenti
strategici, capaci di fornire servizi assolutamente originali, efficaci, di lungo termine.

La conferma di questo pensiero mi è arrivata qualche giorno fa. Su un popolare social network, nella pagina in cui parecchie migliaia di professionisti si scambiano consigli ed opinioni, Giovanni Pizzigati, direttore creativo di Matite Giovanotte di Forlì, segnalava la finestra di dialogo di uno dei più diffusi software professionali. La trovate riprodotta qui a fianco. Si tratta del finale di un processo di registrazione. Nella finestra, in basso a destra, appaiono i due bottoni Annulla e Risparmia. Come è tipico di questi tempi, in cui anche la componente economica ha il suo peso, Pizzigati preme il pulsante Risparmia, immaginando che si tratti di qualche offerta speciale, magari un “compra due e paga uno” o qualche simile offerta promozionale, come ormai anche nel software è in uso.

Invece, sorpresa massima, il processo si conclude. Perché il pulsante Risparmia in realtà è quello del Salva, che permette di registrare tutte le scelte precedenti. Insomma, un banale
caso di adattamento linguistico dall’inglese all’italiano fatto in modo poco professionale.

Una traduzione pessima che porta ad una malfunzione del processo. E qui ci rende conto di cosa voglia dire lavorare in fretta, con forti compressioni dei costi e relativo restringimento
dei controlli qualità. Perfino una digital company come una Software House di primaria importanza (e lasciateci criptare il nome, in fondo anche il mio editore vive di pubblicità) fa
una brutta figura sul nostro mercato, solo ed esclusivamente perché ha privilegiato, provo ad indovinare, un sistema di traduzioni fornito online, a prezzi molto competitivi e con bassi standard qualitativi.

Il valore di quella marca viene danneggiato da questa scelta. Così come il valore di qualsiasi altra marca viene danneggiato da un brutto logo comprato su un portale di serieB, da una
brutta campagna fornita da una piattaforma di crowdsourcing, da una brutta operazione di comunicazione comprata da un’agenzia di nome che magari regala la creatività a patto che possa gestire il media.

Non conta il sistema di fornitura, conta solo il valore professionale del servizio venduto. Quindi non è saggio attaccare chi abbassa la qualità del mercato. E’ utile solo alzare la qualità del nostro prodotto. E’ il modo migliore dimostrare ai clienti che si può anche provare a spendere meno, ma che il risparmio è solo virtuale se la qualità è scadente. Anzi, alla fine non si risparmia nulla. Si dovrà spendere di più per recuperare l’immagine perduta, quel valore immateriale che oggi sembra niente, ma domani influenzerà la tua immagine, le tue vendite, la tua quotazione in borsa.

Credo che tutti, agenzie e clienti, abbiamo solo da imparare dal “Bottone Ignorante” di questa grande potenza del Software. Perfino risparmiare su una traduzione può fare danni ad una
marca. Figuriamoci scegliere un fornitore strategico solo per una presunta convenienza economica.

Care agenzie, ricordatevelo la prossima volta che potrete evitare una gara senza remunerazione o un preventivo a calare sui competitor.

Cari clienti, ricordatevelo la prossima volta che qualche agenzia farà dumping selvaggio o
proverà a regalarvi il progetto creativo.

Prima che a “Risparmiare”, occorre tornare a “Salvare” le Marche.

(pasquale diaferia Twitter @pipiccola)