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Gara regione Sardegna: a verbale la classifica scomparsa con McCann in testa

Come si è letto la settimana scorsa sull'Unione Sarda, una votazione appuntata su un foglio 'volante' firmata dal segretario della commissione Carlo Sanna, mette in dubbio la vittoria di Saatchi & Saatchi. Questa sera la riunione della commissione d'inchiesta.

Come si è letto sull'Unione Sarda del 23 novembre scorso, con un comunicato del 22 novembre, la Regione Sardegna dichiarava l'agenzia Saatchi & Saatchi vincitrice della gara per la promozione dell'immagine della Sardegna, che prevede un investimento di 18 milioni e 700 mila euro all'anno per tre anni.

Coinvolte importanti agenzie, come Armando Testa, Red Cell, McCann Erickson, Tbwa Italia e Publicis . Divampano subito forti polemiche: sembra abbastanza chiaro il forte aspetto politico da parte dell'opposizione all'attuale presidente Renato Soru. A seguito della denuncia di Aldo Brigaglia, l'unico 'pubblicitario' nella commissione giudicatrice, è stata costituita una commissione d'indagine composta da consiglieri regionali, e due strutture, Mediaedge e MIT Comunicazione di Roma (che partecipava alla gara con TBWA e che si era "sfilata" dalla stessa) hanno fatto ricorso al TAR di Cagliari.

Sempre L'Unione Sarda, il 23 marzo ha pubblicato un articolo intitolato 'Saatchi, spunta la classifica scomparsa'."Dopo aver sentito il magistrato e con il suo assenso, vi invio una copia dell'appunto relativo a una votazione effettuata dalla commissione di gara". Queste parole, firmate dal segretario della commissione che ha assegnato il maxi appalto sulla pubblicità regionale Carlo Sanna e riportate dal quotidiano, aprono scenari a dir poco inquietanti.

Nel pasticcio della pubblicità regionale, si legge sull'Unione Sarda, acquista importanza straordinaria anche un foglietto pieno di numeri, sbarrette separatrici e nomi di agenzie multinazionali dai fatturati colossali. Un appunto che smentisce, in parte, quanto affermato da alcuni commissari della gara d'appalto agli inquirenti politici: perché se è vero che quegli scarabocchi costituiscono una prova che la valutazione, voce per voce, c'è stata, è innegabile che di quella votazione, dove manca la data, non c'è traccia nei verbali di gara. Occhio non vede, cuore non duole. Se non è a verbale, non è mai esistita. Anche se in quella occasione, la Saatchi&Saatchi finì al terzo posto. Con quella introduzione significativa - "dopo aver sentito il magistrato" - Sanna informa correttamente l'assemblea regionale che quel verbalino è già agli atti, ma in un altro palazzo, dove certe affermazioni acquistano un peso specifico differente.

L'appunto, fuori dai documenti ufficiali, rivela una votazione mai messa agli atti e costituisce un altro punto a favore della tesi del grande accusatore, Aldo Brigaglia, il quale non ha mai cambiato versione dal primo all'ultimo giorno, denunciando un presunto pasticcio. Il giudizio si assegna su cinque voci, per ogni voce ciascun commissario esprime un voto. Si vota il "15 novembre intorno alle 13", dice Brigaglia, e finisce così, secondo l'appunto cartaceo prodotto da Sanna al procuratore aggiunto Mario Marchetti e alla commissione del Consiglio regionale: la proposta della McCann ottiene 363 punti, quella della Tbwa 349, la campagna della Saatchi si ferma a 328. Le altre sono e resteranno al di sotto delle prime tre. Nel verbale del 15 novembre, non si parla di quanto avvenuto prima della pausa pomeridiana, mentre alla fine della giornata di lavoro (sono le 17.05) si arriva a una graduatoria ufficialmente messa a verbale: Saatchi in testa, Tbwa al secondo posto come in precedenza, la McCann scivola al terzo posto.

A verbale, le durissime contestazioni di Brigaglia e di Letterio Bernava: la proposta vincente, dicono, è lontana dagli obiettivi che la Regione ha indicato. Dopo un serrato carteggio fra colleghi di lavoro - il direttore generale della presidenza della Regione, Fulvio Dettori, nel suo doppio ruolo di presidente della commissione, e la responsabile del procedimento, Michela Melis - si arriva, verbali alla mano, al 17 gennaio 2007. La dirigente non se la sente di mettere la firma su una gara tormentata e chiede più volte che sia elaborata con maggiore chiarezza la classifica, agenzie per agenzia. E allora la commissione si riunisce e si elabora un verbale più dettagliato, legato alla votazione ufficiale del 15 novembre. Qui torna in scena l'appunto consegnato da Sanna alla Procura e al Consiglio, dove si scopre la valutazione data alle stesse voci relative alle stesse campagne, confrontando il documento ufficiale 'pomeridiano'. Si può calcolare solo il giudizio numerico di Dettori, l'unico cognome che compare nell'appunto, sempre il quinto e quindi l'ultimo a esprimersi. Se il 15 novembre, nel voto ufficioso, l'efficacia complessiva della Tbwa valeva 9, a verbale conquista un 6; McCann passa da 7 a 6 e anche la Saatchi perde un punto. La capacità di penetrazione della campagna: Saatchi da 19 a 17, McCann da 16 a 15 e Tbwa da 18 a 14. Terza classifica parziale, quella sull'efficacia delle iniziative di comunicazione: anche qui, Saatchi scivola di 2 punti, meno uno anche per le altre due "rivali". Volata finale: sull'originalità e creatività, Saatchi resta a quota 28, McCann passa da 27 a 19 nelle valutazioni del presidente della commissione. Strategia complessiva dell'operazione: il progetto Saatchi resta a 20, McCann scivola da 17 a 5, la Tbwa passa da 8 a 5. Finisce 70 a 67, il pallottoliere ha cambiato ritmo da mattina a sera. Poche ore prima, i vincitori erano stati altri.

Stasera la commissione d'inchiesta si riunisce e dovrebbe comunicare le sue conclusioni.